I Hate This Place – Recensione
Per i lettori di fumetti, non è difficile ritrovare videogiochi che richiamino o che adattino le loro storie a nuvolette preferite. Dai più blasonati Spider-Man, passando per Batman, The Walking Dead, si arriva a I Hate This Place di Kyle Starks e Artyom Topilin per Image Comics, candidato negli anni scorsi anche agli Eisner Awards. Broken Mirror Games prende tutto quello che offre il fumetto e ne sviluppa un videogioco horror isometrico, con una storia originale e delle idee veramente brillanti. E noi ci occuperemo proprio di questo adattamento che farà contenti, sicuramente, sia gli appassionati di fumetti che i videogiocatori amanti dell'horror!
Ugh, questo posto!
Come dicevamo poc'anzi, I Hate This Place versione videogioco ha una storia totalmente nuova e originale rispetto al fumetto. Il giocatore sarà chiamato a vestire i panni di Elena alla disperata ricerca della sua migliore amica Lou e alla scoperta di cos'è avvenuto a sua madre anni prima. Muovendosi tra i vari e raccapriccianti scenari di gioco, faremo anche la conoscenza degli autoctoni e di quello che sembra un culto della divinità della regione locale: L'Uomo Cornato. Epicentro delle disavventure della protagonista, il ranch Rutherford, che sembra in qualche modo legato alla sua famiglia e alle amenità che vivono nel posto.
La storia è narrata tramite piccole cutscene e dialoghi tra i vari personaggi, con la protagonista che offrirà spesso approfondimenti sulla sua vita e ciò che la circonda tramite la sezione diario e sketch. Per quanto possa essere un adattamento della storia originale, I Hate This Place sembra un vero e proprio fumetto interattivo, dimostrando la padronanza che hanno avuto gli sviluppatori nel rendere fede allo stile originale dell'opera. Da tenere ben in considerazione anche la presenza della lingua italiana, così che proprio nessuno possa farsi sfuggire questo splendido titolo.

Visuale dall'alto che passione
Superate le questioni narrative, è ora di parlare del giocato di I Hate This Place. Il titolo è, a tutti gli effetti, un horror con visuale isometrica e lo stealth che la fa da padrone. Elena, e i giocatori, si muoveranno tra scenari lugubri come laboratori e foreste che fondono esoterismo e scienza, popolati da mostri mutanti e creature folkloristiche come gli onnipresenti skinwalker. Tramite l'esplorazione bisognerà investigare per completare i vari obiettivi come ritrovare oggetti, persone, vie di fuga e simili, muovendosi tra i nemici e combattendo nel caso. Elena sarà capace di utilizzare armi da fuoco e mazze, inoltre ai banchi di lavoro sarà possibile costruire oggetti vari come molotov, bende per la cura e tanto altro.
Al ranch, invece, che funzionerà come hub, ci si potrà dilettare proprio nella costruzione di edifici e strumenti vari, proprio come se ci trovassimo in un gestionale. Questo perché la protagonista avrà anche bisogno di nutrirsi e riposare, e cosa c'è di meglio di un ottimo stufato di verdure raccolte direttamente dall'orto che vi siete costruiti?
Però, a livello di gameplay, ci sono anche delle note dolenti. Una è sicuramente la telecamera ballerina, che molte volte sembrerà troppo zoomata in avanti o non si muoverà al meglio nelle ambientazioni, con alcuni ostacoli che sembreranno togliere qualsiasi visuale. A volte ci troveremo di fronte anche a un fastidioso lag che farà scattare il gioco. Si spera, al più presto, in qualche patch correttiva di questi problemi, specialmente riguardo al sopra citato lag.

Storie onomatopeiche
Il fiore all'occhiello di I Hate This Place è sicuramente la parte grafica. Pur avendo la visuale dall'alto, è impossibile non notare la minuzia nell'uso del cel shading, facendo risultare tutto fumettoso e cartoonesco. Le onomatopee dei suoni prenderanno vita e voleranno nell'ambiente circostante, nuvolette, luci, sembrerà di essere totalmente immersi in un fumetto interattivo. Fiore all'occhiello anche le musiche, suggestive e inquietanti al punto giusto.
Sembra però che nel titolo manchi effettivamente qualcosa, come se gli sviluppatori volessero osare ma optando poi per la via più cauta. I Hate This Place è un buon videogioco, con i suoi problemi, sarebbe però bastato un approfondimento in più nella lore del gioco o nel gameplay per ritagliarsi ancora di più un posto speciale nel cuore degli appassionati. Siamo certi, però, che non mancherà occasione al team di sviluppo di rifarsi!

Il Platino di I Hate This Place
Eccoci nella sezione più amata dai nostri lettori. L'elenco dei trofei di I Hate This Place non vi darà particolare filo da torcere e, a meno che non vogliate prendervela comoda con l'esplorazione, in circa 5 ore potreste riuscire a portare a casa la coppa tanto agognata. Il gioco vi chiederà di completare l'avventura e farà i due diversi finali, ottenibili semplicemente ricaricando. Oltre ciò ci saranno i trofei legati all'esplorazione e al combattimento come il ritrovare tutti i progetti di costruzione, sconfiggere i nemici utilizzando fuoco, elettricità e rallentamento. Non ci sono trofei legati alla difficoltà di gioco, ma vi si verrà chiesto di essere meticolosi nelle ricerche e nel completare alcune missioni secondarie. Fatto tutto, potrete sfoggiare una nuova e luccicante coppa di Platino! DING!
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