American Theft 80s – Recensione
Il fascino dell'illegalità ha sempre fatto sorgere qualche domanda anche nei soggetti più onesti. Chiunque si è chiesto almeno una volta cosa si provi a rubare o quali avventure si vivrebbero se ci si dedicasse al malaffare. Deve essere questo che hanno pensato gli sviluppatori di Noble Muffins, nel loro studio. Ed eccoci qui a provare la vita nell'illegalità, nell'oscurità e ai margini della società. Mettetevi il passamontagna, qui c'è una notte da superare nella recensione di American Theft 80s.
Cronache di una notte andata male
Siamo un ladruncolo da quattro soldi e dobbiamo entrare in una casa. Il nostro obbiettivo è portare via il contenuto della cassaforte, ubicata nella camera da letto di nientemeno che il sindaco della città. Ecco, compare un guardiano alla finestra. Evitiamo di farci vedere e andiamo verso il bagno, che casualmente ha l'infisso aperto. Entriamo, ma facciamo silenzio. Seguiamo la guardia di prima, dal corridoio e subito dopo ci infiliamo in un armadio, aspettando che passi. Ora l'atrio è libero. Andiamo verso la camera, il nostro obiettivo. La cassaforte è lì, dietro il magnifico e autoreferenziale ritratto del padrone di casa in posa pomposa. Basterebbe solo staccare il quadro dal muro e aprire con la combinazione.
Ma ecco che alle nostre spalle compaiono due guardiani di cui ignoravamo l'esistenza e il nostro colpo va a monte. Veniamo fermati, colpiti e perdiamo i sensi. Che fine triste abbiamo fatto. Ci risvegliamo. Dove siamo? Le pareti sono fredde ma c'è luce. Ci sono delle sbarre. Siamo in prigione. Una voce ci dice che qualcuno ha bisogno di uno come noi. E qualcosa cade, tintinnando. La chiave della cella. È il nostro momento di gloria. Fuggiamo dalla prigione e respiriamo aria. Finalmente la libertà.

Benvenuti negli anni '80
Quello qui sopra rappresenta l'incipit dei primissimi minuti di gioco in American Theft 80s. Si tratta di un titolo il cui scopo è penetrare in case, negozi, uffici e qualunque luogo in cui ci si qualcosa da portare via. E per qualcosa intendo qualunque cosa: scarpe, pentole, contanti, radio, televisioni, strumenti musicali, cassette, LP, davvero la qualunque. Saremo un rapinatore che accetta lavoretti per sbarcare il lunario ed è disposto a tutto.
Il nostro primo committente sarà Stacks, il quale al bar del paese ci darà varie missioni-tutorial che ci infarineranno nelle numerose meccaniche del gioco. Di per sé seguiremo una linea narrativa, prima basata su necessità personali di Stacks e poi ci sposteremo in altre aree della mappa fino a diventare una specie di gangster. Non male per chi inizia letteralmente dal nulla.
Il gioco è ambientato in una cittadina di pochissime case negli anni '80 e già solo la caratterizzazione degli elettrodomestici, dei suppellettili e dello stile varrebbe il costo del biglietto, anche se ci scontreremo ben presto con una serie di mancanze e grossolanità non proprio allettanti.

Dal salto al grimaldello
Nelle primissime fasi di gioco saremo investiti dalle meccaniche tipiche delle effrazioni, in cui conta non solo il modo in cui si fanno i preparativi, ma anche il momento in cui si vuole entrare in azione e le modalità di effettiva effrazione. Il gioco è un misto di sorpresa e delusione continua, diventando ben presto un'esperienza agrodolce che non si sa bene chi voglia davvero essere.
Ad esempio, una delle meccaniche molto interessanti del gioco è quella del ciclo giorno/notte, con cui ovviamente si può giocare per vedere le variazioni di comportamento delle persone. Questo sarebbe estremamente utile e potente se solo non fosse che le persone semplicemente non ragionano nella stessa maniera, anzi.
Più volte ci è capitato di vedere NPC pulire il giardino dalle foglie in piena notte, per poi entrare in casa e continuare con lo stesso attrezzo a pulire il pavimento. Oppure, alcuni negozi sono aperti h24, con le stesse persone sempre presenti, anche a fronte di attività non esattamente indispensabili in piena notte come la vendita di dischi e strumenti musicali. Ancora, le persone in piena notte sono a letto per pochissimi minuti, per poi alzarsi, fare un giro del soggiorno, tornare a letto e ricominciare il loop ogni mezz'ora in-game. Un elettricista si presenta in casa vostra alle 3 del mattino suonando il campanello? Fatelo entrare, cosa c'è di strano dopotutto?
Se possono essere situazioni in qualche modo anche realistiche, la probabilità che tutte queste nella realtà si verifichino contemporaneamente è piuttosto scarsa. E già qui qualcosa che punta evidentemente sul fattore “simulator” (pur non avendolo nel nome) casca male già in partenza.

Aspetto e cura generale
Partiamo da una questione di contestualizzazione: il gioco costa appena 15 euro e non possiamo generalmente pretendere molto per un prezzo tutto sommato risicato come questo. Nonostante tutto, la domanda è semplice: perché cercare una grafica realistica o comunque molto vicina a quello che è possibile fare con i motori moderni quando non si è in grado di farlo? L'aspetto grafico su PlayStation 5 è avvilente, con una serie di linee date dal rendering che dimostrano un downgrading della risoluzione. A quel punto tanto vale utilizzare uno stile diverso, tipo cartoon, cel shading o qualunque altra cosa.
Inoltre, il gioco è mal rifinito, presenta controlli incredibilmente legnosi, è raffazzonato e non si può certo dire che sia bello da giocare. Muoversi a piedi non è bello, guidare non è bello, e sono presenti anche microcaricamenti tra diverse zone del gioco che fanno bloccare il titolo per qualche attimo e poi riprendere la normale fluidità. La cura generale delle ambientazioni è quello che è, spoglia a dir poco e non in grado di appagare l'occhio.
Quello che in generale manca è il feeling di un prodotto di qualità, il motore alla base dei vari “simulator” è ormai desueto e non è più in linea con gli standard moderni, e nonostante American Theft 80s abbia dei punti di forza dal suo lato, è evidente che la realizzazione va a compromettere tutto. Come se non bastasse, il gioco spinge molto sui preparativi ai colpi e l'IA (anche della polizia) è a malapena abbozzata, rendendo tutta l'esperienza un misto di frustrazione e noia. Peccato.

Il Platino di American Theft 80s
Thief Simulator possiede una lista trofei composta da 31 coppe, divise in 17 di bronzo, 7 d'argento, 6 d'oro e un prezioso e scintillante Platino. La conquista di quest'ultimo è basata essenzialmente sul completamento della storia principale e sul poter acquistare varie proprietà in giro per la mappa. Se riuscirete a non annoiarvi e troverete piacere nel giocare un titolo tecnicamente scarso, allora otterrete il Platino in circa una trentina di ore.
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