I 40 ANNI DI THE LEGEND OF ZELDA
La longeva saga di Link e di Zelda è una delle più apprezzate di casa Nintendo. Un franchise che ha ridefinito il genere dei giochi d'avventura, immergendo milioni di giocatori in un mondo tutto da esplorare. In onore dei 40 anni di The Legend of Zelda tratteremo la storia delle origini della saga fino all'effettivo successo che esso ha riscosso.
Fonte: Super Mario Wiki
La leggenda di Shigeru Miyamoto
Shigeru Miyamoto, nacque il 16 novembre del 1952 a Kyoto. Quando era solo un bambino, egli passava le giornate nella natura, dove scatenava la sua immaginazione, entrando in caverne e ammirando paesaggi incontaminati.
Un paio d'anni dopo essersi diplomato a un collegio di arti industriali e mestieri, nel 1977 Shigeru incontrò un caro amico del padre, Hiroshi Yamauchi. Egli era nientemeno che il capo di Nintendo in Giappone. Shigeru ottenne il ruolo di apprendista nel dipartimento di progettazione.
Nel 1979 progettò Radar Scope, questo gioco Arcade vendette bene in Giappone ma fu un flop in America. Allora Yamauchi, disperato e con poche risorse, assegnò a Miyamoto il compito di creare un gioco di successo. Miyamoto, nonostante la poca esperienza con i videogiochi, consultò alcuni ingegneri e compose da solo la colonna sonora del nuovo progetto.
Infatti, nel 1981, nacque così Donkey Kong, un titolo in cui un omino doveva salvare una damigella in pericolo da un gorilla che lanciava barili. Lo stesso Jump Man, protagonista di Donkey Kong venne ribattezzato Mario e divenne protagonista di un gioco tutto suo, Super Mario Bros.
Intanto Miyamoto, ispirato alle avventure che viveva da piccolo, voleva creare un gioco ambientato in un regno a tema Fantasy con spade, tesori e Dungeon. Oltre a lavorare al primo Super Mario Bros. per Famicom Disk System, iniziò lo sviluppo di un secondo titolo, The Hyrule Fantasy chiamato in seguito in The Legend of Zelda.

Fonte: Zelda Wiki – Fandom
Il primo passo per Link e Zelda
Il gioco, sceneggiato da Takashi Tezuka, aveva il compito di trasmettere nel giocatore quel senso di avventura e di libertà. La storia era molto semplice: un ragazzo di nome Link doveva salvare la principessa Zelda da un signore oscuro e recuperare i frammenti della Triforza.
Per il nome della principessa Zelda, Miyamoto si ispirò alla moglie dello scrittore Scott Fitzgerald. Mentre l'eroe Link si ispirò a Peter Pan del classico Disney per quanto riguardarono gli abiti verdi e le orecchie da elfo. Mentre il nome Link deriva da “collegamento” tra due mondi, l'ambientazione Fantasy e quella futuristica. L'ambientazione futuristica venne scartata ma il nome rimase.
Il compositore Koji Kondo realizzò la colonna sonora del titolo. Il tema di The Legend of Zelda, tutt'oggi molto noto ai fan, venne composto da Koji in una sola notte.
The Legend of Zelda, uscì nel 1986 in Giappone, per Famicon. Il titolo venne accolto in modo entusiasta da critica e pubblico, vendendo oltre 6 milioni di copie. L'esperienza offriva diversi luoghi da scoprire, enigmi da risolvere, raccogliere rupie, e raccogliere spade per sconfiggere i nemici.
I seguiti
L'avventura di Link
Nel 1987, grazie al successo del primo capitolo, Nintendo pubblicò il sequel Zelda II: The Adventure of Link, per Famicon. Miyamoto ebbe il ruolo di produttore del titolo mentre Tadashi Sugiyama e Yasuhisa Yamamura diressero il progetto. La colonna sonora venne composta da Akito Nakatsuka, sostituendo il Koji Kondo del primo episodio.
Il gioco cambiava visuale, dall'alto a quella 2D tipica dei Platform dell'epoca, ma vi erano anche elementi da Gioco di Ruolo come il guadagnare punti esperienza per salire di livello. Purtroppo il gioco è ricordato come il meno riuscito del franchise a causa del cambio di gameplay. Nonostante le critiche, questo sequel fu comunque un discreto successo commerciale.

Fonte: Zelda Wiki – Fandom
Un ritorno al passato
Dopo le critiche ricevute dal secondo capitolo, Miyamoto decise di realizzare un ritorno alle origini con Zelda III: La Triforza degli dei. Il titolo, uscito nel 1992 per Super Nintendo reintroduceva la visuale dall'alto, aveva un comparto grafico più colorato e un gameplay vario e profondo. Vi era anche la possibilità di viaggiare attraverso un regno parallelo chiamato Dark World.
Per distribuirlo in occidente il titolo cambiò nome in A Link to the Past per eliminare i riferimenti religiosi. Il gioco fu ancora una volta un successo e viene ricordato ancora oggi come uno dei capitoli più riusciti del franchise.
Un franchise di successo
Nel corso degli anni la saga ha saputo reinventarsi attraverso nuovi titoli e nuove formule di gameplay. Gran parte dei giochi, fatta qualche eccezione, erano capitoli a sè che potevano essere giocati senza sapere niente dei precedenti.
The Legend of Zelda: Ocarina of Time uscito nel 1998 per Nintendo 64 aveva una grafica moderna per i tempi e una visuale 3D. Il suo seguito, Majora's Mask, uscito nel 2000 per la medesima console aveva la caratteristica del tempo. Il gioco, molto cupo, andava infatti completato prima che la luna si schiantasse sul mondo.
Altri esperimenti di stili di gioco avvennero su Nintendo Wii. Per esempio in Twilight Princess, titolo del 2006, bisognava usare il Nunchuck e il telecomando per muovere il personaggio e attaccare. Oltretutto il tono era più maturo e Link poteva trasformarsi in lupo. Un gioco che migliorò la formula di gameplay su Nintendo Wii fu Skyward Sword, uscito nel 2011, che sfruttava appieno i comandi della console.
Tra il 2017 e il 2023 abbiamo titoli come Breath of the Wild e Tears of the Kingdom per Switch che hanno introdotto una componente Open World. I giochi permettono infatti di esplorare una Hyrule più vasta e con luoghi misteriosi da scoprire.

Fonte: NintendOn
Conclusione
The Legend of Zelda è franchise che nel corso degli anni ha avuto un grande successo grazie al rinnovo della formula. Sia nello stile grafico sia nel gameplay la saga ha sempre saputo portare una ventata di novità per i giocatori. Miyamoto ha reso possibile tutto ciò grazie alla sua voglia di regalare al mondo avventure epiche.
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