“Whistle – Il richiamo della morte“ – Recensione
La giovane Chrys Willet si è appena trasferita in una nuova scuola in seguito a una tragedia familiare che ancora la tormenta. Ospite del cugino Rel, eredita l'armadietto di uno studente morto sei mesi prima in circostanze inquietanti durante una partita di basket. All'interno rinviene un antico fischietto azteco, che scatenerà a sua insaputa una serie di eventi sempre più spaventosi, al centro di Whistle - Il richiamo della morte.
Insieme a Dean, il miglior amico del ragazzo scomparso, della fidanzata di questi Grace e di Ellie, che lavora in ospedale e con la quale scatta una reciproca attrazione, Chrys - in realtà diminutivo di Chrysanthemum - si troverà alle prese con un mistero sempre più inquietante e pericoloso, con la morte che li minaccia sempre più da vicino, evocata proprio da quell'antichissimo reperto.
Questo l'ho già visto
Un bizzarro incrocio tra le maledizioni della saga di Final Destination e il contagio di It Follows (2014), ambientato all'interno di un istituto scolastico includente primi amori nel pieno solco dei teen horror vecchia scuola. Whistle, accompagnato in Italia dall'esplicativo sottotitolo Il richiamo della morte, è un film che sin dal veloce prologo procede dritto per la sua strada, senza troppe pretese se non quella di mostrare le varie esecuzioni di questa Nera Mietitrice che, una volta manifestatasi, non ha pietà nel punire i giovani malcapitati entrati casualmente in possesso di quell'oggetto scatenante una dannazione vecchia di secoli.

Corin Hardy - regista inglese che aveva esordito con l'interessante The Hallow (2015) per poi passare alla saga di The Nun (2018) e del demone-suora Valak - si affida in quest'occasione a una formula assai abusata senza particolare inventiva. Le dinamiche classiche dello shasher vengono integrate in un contesto sovrannaturale, con le varie dipartite realizzate tramite effetti digitali in modi soltanto ipoteticamente cruenti, ma in realtà relativamente all'acqua di rose per un pubblico di appassionati.
L'originalità smarrita
Un'anima citazionista ulteriormente sottolineata da omaggi sparsi qua e là, alcuni più evidenti come il professore interpretato da Nick Frost che di cognome fa Craven, in omaggio al compianto regista di Scream e non solo, altri più sottili e per i cultori, i quali però rimarranno probabilmente delusi da una confezione che non fa altro che copiare e incollare qua e là da altri cult del genere. Una mancanza di personalità della quale risentono anche i personaggi, caratterizzati su modelli archetipici che impediscono di entrare pienamente in comunione con loro, restanti così quasi unicamente carne da macello per il compimento della fatal mattanza.

Dallo sportivo con la fidanzata biondissima al nerd proprio di lei innamorato, fino alla love-story queer della protagonista di Dafne Keen - che ricordiamo soprattutto nell'exploit supereroistico di Logan (2017) nelle combattive vesti di X-23 - che offre la classica sottotrama romantica a supporto, giacché quando la morte si fa incombente bisogna comunque lottare per amore. E che dire della figura del villain in carne e ossa, con Percy Hynes White - già visto in un ruolo chiave nella serie Mercoledì - a calarsi nei panni di un reverendo spacciatore? Alcune soluzioni narrative sembrano forzare nettamente la mano, anche a costo di sacrificare la coerenza e la verosimiglianza in favore di quel finale già scritto. E con tanto di epilogo aperto che suggerisce orrori ben più massicci e sequel potenzialmente infiniti…
Whistle - Il richiamo della morte Recensione - Conclusione
Una maledizione antichissima semina il panico tra un gruppo di studenti, incappati loro malgrado in un fischietto azteco che evoca anzitempo la morte in persona, che non se lo fa certo dire due volte per reclamare prima del previsto le loro anime ormai segnate. Un clone di Final Destination che può divertire a patto di non essere preso troppo sul serio, con una discreta varietà nelle esecuzioni a compensare una narrazione fin troppo scontata e citazionista, popolata da personaggi che ricalcano modelli preconfezionati. Whistle - Il richiamo della morte scorre veloce ma non offre particolari sussulti, con la scenetta a inframezzare i titoli di coda che ci promette nuovi orrori in un'ipotetica continuazione del franchise, ad oggi assai improbabile dato lo scarso riscontro del film al botteghino worldwide.
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