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John Carpenter's Toxic Commando – Recensione

Negli ultimi anni il mercato degli shooter cooperativi a orde è tornato a essere particolarmente affollato, con diversi titoli pronti a raccogliere l'eredità lasciata da grandi classici del genere. John Carpenter's Toxic Commando prova a distinguersi scegliendo una strada ben precisa: abbracciare senza alcuna vergogna l'estetica e lo spirito dell'horror anni '80. Non solo nell'immaginario visivo, ma anche nel tono e nell'ironia che caratterizzavano molti film di quell'epoca.



Il nome coinvolto nel progetto non è casuale. Dietro al concept del gioco c'è infatti Saber Interactive coadiuvata da John Carpenter, regista leggendario che ha contribuito a definire l'immaginario horror con opere iconiche come Halloween e The Thing. Il risultato è un titolo che cerca di fondere spettacolo cinematografico e struttura da shooter cooperativo moderno, con un risultato che punta più sul divertimento immediato che sull'innovazione.



Un'apocalisse dal sapore pulp



La premessa narrativa è volutamente sopra le righe, quasi come se fosse uscita da un B-movie di quarant'anni fa. In un futuro non troppo lontano, una gigantesca compagnia tecnologica decide di risolvere la crisi energetica mondiale con un'idea apparentemente geniale: trivellare fino al nucleo della Terra per sfruttarne l'energia. Naturalmente le cose non vanno come previsto.



L'operazione risveglia qualcosa di antico e terrificante sotto la crosta del pianeta: una gigantesca entità capace di trasformare gli esseri umani in creature non morte. Il risultato è una catastrofe globale che porta alla diffusione di orde di zombie. Per contenere la minaccia viene quindi assemblata una squadra di mercenari d'élite, i cosiddetti Toxic Commandos, incaricati di affrontare le missioni più pericolose nelle zone ormai completamente invase.



La storia non ha certo la pretesa di raccontare qualcosa di particolarmente profondo, ma non è questo il suo obiettivo. Il gioco punta piuttosto su dialoghi ironici, situazioni volutamente esagerate e cutscene che ricordano il linguaggio cinematografico dell'horror pulp. Sorprendentemente, proprio queste sequenze riescono a dare personalità all'esperienza e risultano spesso piacevoli da seguire.



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Sopravvivere alle orde



Sul piano del gameplay, Toxic Commando è prima di tutto uno shooter cooperativo in cui quattro giocatori devono affrontare missioni ricche di obiettivi e nemici. La struttura ricorda molto quella di titoli come Left 4 Dead o Back 4 Blood, con mappe relativamente ampie da attraversare completando incarichi specifici.



Le missioni possono richiedere di attivare generatori, recuperare equipaggiamenti, difendere determinate aree o resistere a lunghe ondate di nemici. Il ritmo è generalmente ben calibrato: il gioco alterna momenti di esplorazione e preparazione a fasi di combattimento molto più intense, nelle quali le orde di zombie iniziano a riversarsi sul campo di battaglia. Proprio le orde rappresentano uno degli elementi più spettacolari dell'esperienza. Gli zombie invadono gli ambienti in massa, scavalcando ostacoli e riversandosi nei corridoi o nelle zone aperte con un'impressionante sensazione di pressione costante.



Il gunplay è solido, fortunatamente l'arsenale a disposizione è più che adeguato. Le armi offrono un buon senso di peso e ogni colpo produce reazioni viscerali sui nemici. Dai classici fucili d'assalto fino ad armi più pesanti come lanciagranate e proiettili esplosivi, il gioco mette a disposizione strumenti pensati per gestire gruppi sempre più numerosi di avversari.



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Classi e cooperazione



La cooperazione è il vero cuore del sistema di gioco. I giocatori possono scegliere tra quattro classi principali, ciascuna con abilità specifiche. La Strike è orientata all'offensiva e alla produzione di danni elevati in breve tempo. La Medic si occupa di supportare la squadra e mantenere gli alleati in vita nei momenti più critici. La Defender può invece piazzare barriere e creare posizioni difensive per rallentare l'avanzata degli zombie. Infine c'è l'Operator, probabilmente la classe più particolare: utilizza un drone capace di rianimare compagni caduti, riparare strutture e contribuire al combattimento con ulteriore potenza di fuoco.



Il sistema non introduce idee particolarmente rivoluzionarie, ma funziona bene grazie alla complementarità tra le abilità. Quando centinaia di zombie iniziano a convergere verso la squadra, coordinarsi diventa fondamentale per sopravvivere.



Un'estetica da film horror anni '80



Dal punto di vista visivo il gioco riesce a costruire un'atmosfera convincente. Gli ambienti mostrano scenari devastati dall'apocalisse: strutture industriali distrutte, città invase da materia corrotta e gigantesche appendici mostruose che si intrecciano con il paesaggio. L'illuminazione contribuisce molto alla resa complessiva, creando spesso contrasti marcati tra luci e ombre che ricordano l'estetica cinematografica dell'horror. Inoltre nei menù è presente la modalità cinematografica, che dà un effetto un po' più noir in grado di donare un'estetica ancora migliore al gioco.



A completare il quadro c'è la colonna sonora, inevitabilmente influenzata dallo stile synth tipico delle composizioni di Carpenter. I brani elettronici accompagnano gli scontri più intensi con grande efficacia, rafforzando quell'atmosfera anni '80 che il gioco abbraccia con convinzione. Dal punto di vista tecnico l'esperienza è generalmente solida, anche se nelle situazioni più caotiche in modalità grafica — soprattutto quando lo schermo si riempie di nemici — possono verificarsi cali di prestazioni. Nulla che comprometta seriamente l'esperienza, ma è un aspetto che potrebbe essere ulteriormente rifinito, in modalità prestazioni sarà tutto più fluido con 60 fps stabili.



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Uno zombie dietro l'altro per il Platino



Per chi ama completare ogni aspetto del gioco, Toxic Commando offre anche un trofeo di Platino che richiederà una buona dose di impegno. Gran parte dei trofei ruota attorno ad azioni specifiche: eliminare un certo numero di nemici, utilizzare determinate armi o completare particolari obiettivi durante le missioni. Si tratta di attività piuttosto classiche per uno shooter di questo tipo.



La vera difficoltà, però, arriva con le sfide legate ai livelli di difficoltà più elevati. Per ottenere il Platino sarà necessario completare tutte le missioni a difficoltà molto difficile e affrontare alcune prove particolarmente impegnative, come terminare determinati livelli senza subire danni in modalità difficile. Questo rende il percorso verso il Platino tutt'altro che banale. Serviranno coordinazione, conoscenza delle mappe e una squadra ben organizzata. Non sarà quindi un trofeo immediato, ma proprio per questo motivo rappresenterà una soddisfazione notevole per i giocatori più determinati.




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