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The Occultist – Recensione

Preparatevi a vestire i panni di un investigatore decisamente particolare in The Occultist, gioco protagonista della nostra nuova recensione. Il team di DALOAR e il publisher Daedalic Entertainment ci portano sull'oscura e misteriosa isola di GodStone, con una missione ben precisa: cercare risposte in merito alla scomparsa di nostro padre.



L'altra realtà



Quando, nel lontano 1973, fece la sua comparsa nelle sale L'esorcista, i risultati della pellicola horror diretta da William Friedkin sul pubblico furono devastanti. Svenimenti, terrore e vomito tra gli spettatori, segno che il film aveva scosso molti nel profondo. Si trattava infatti di uno dei primi ad affrontare un tema che non poneva il focus della paura su una creatura mostruosa, ma piuttosto su una possessione demoniaca.



A distanza di oltre cinquant'anni da L'esorcista, il pubblico ha imparato a gestire meglio le sue emozioni, calandosi in horror sempre più complessi e tormentati. E non parliamo solo di pellicole, ma anche di videogiochi, che hanno rapidamente trovato proprio nella paura un eccellente motore di vendita. Resident Evil e Silent Hill sono sicuramente i capisaldi del genere, ma nel tempo ci sono state tante produzioni coraggiose, intenzionate a sfruttare atmosfere e argomenti di vario tipo.



In questo vasto panorama dell'orrore tenta di collocarsi anche The Occultist, localizzato in italiano come L'Occultista. Nel titolo di DALOAR vestiamo i panni di Alan Rebels, un esperto del paranormale che si recherà sull'isola di GodStone per indagare sulla scomparsa del padre. Le costanti menzioni dell'isola, disabitata dal 1950, spingono Alan ad avventurarsi tra le macerie della città, avvolte da una fitta nebbia. Ad attenderlo però ci saranno anime sinistre, tormentate dal rimorso e spesso ostili.



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Il gameplay di The Occultist



Sebbene l'incipit del gioco sia interessante, la trama di The Occultist non si dipana mai in maniera nitida. Proprio come la nebbia che avvolge Godstone, allo stesso modo il giocatore si troverà a digerire informazioni all'apparenza casuali. Lo stesso Alan non ha un background netto: non sappiamo ad esempio quasi nulla della sua vita prima degli eventi, o del perché porti un pendolo mistico. Quest'oggetto si rivelerà fondamentale nel corso delle indagini paranormali in cui ci lanceremo, nonché punto focale del gameplay.



The Occultist è infatti un horror narrativo, in cui non dovremo abbattere orde di non morti o simili. Dovremo piuttosto esplorare, dedurre e trarre conclusioni in merito agli eventi a cui hanno preso parte a GodStone. Scopriremo presto che l'isola è stata il covo di una setta, responsabile di esperimenti inquietanti e rituali crudeli che causavano la dannazione eterna dei suoi abitanti. Insomma, l'atmosfera perfetta per indagini paranormali, se non fosse che gli abitanti non saranno sempre pronti a collaborare con noi.



In nostro aiuto avremo come detto il pendolo di Alan, uno strumento decisamente particolare e dotato di abilità uniche. Inizialmente potremo sfruttare solo la Vera Visio, che ci consentirà di usare il monile come lente per scoprire segreti nascosti alla vista dei comuni mortali. Potrebbero essere tracce, informazioni o persino oggetti tangibili necessari per proseguire l'avventura. Con il passare del tempo otterremo nuove funzioni, come la capacità di riavvolgere il tempo, che ci permetteranno di addentrarci sempre più a fondo nei misteri di GodStone.




Oh, che paura mi fa, guardi sono qua che tremo



Al netto dell'utilizzo sapiente del pendolo e delle indagini da portare avanti, The Occultist non offre grandi momenti tensivi. Alcune meccaniche, come la necessità di scoprire il nome degli spiriti da scrivere su alcune porte per proseguire, sono sicuramente interessanti. Lo stesso dicasi per le atmosfere oscure e disturbanti, come ad esempio quella che aleggia nella casa dove un'intera famiglia è stata vittima di un padre poi suicidatosi. Questo però non conduce quasi mai a momenti davvero terrificanti, ma piuttosto a una sorta di novel oscura.



Le sezioni di fuga dagli spiriti, la componente “stealth” del gioco, o la gestione di alcuni quick time event sono intermezzi relativamente piatti, in cui Alan si troverà perlopiù a scappare o resistere agli attacchi. Anche le fasi avanzate della campagna, seppur con interessanti rivelazioni che renderanno la storia più comprensibile, non riusciranno mai davvero a regalare agli amanti degli horror quelle sensazioni di tensione costante tipiche del genere. L'esplorazione di un ospedale in cui sbirciando da un'apertura ci cadrà davanti un cadavere diventa quindi una sorta di macchietta, senza l'ombra di un vero e proprio jumpscare (detto da un giocatore che si spaventa di tutto, n.d.r.). Se a questo uniamo degli enigmi perlopiù lineari è facile capire come per lunghi tratti The Occultist perda la presa sul giocatore. Un esempio banale lo avrete nelle prime fasi di gioco, quando cercherete la combinazione di un lucchetto. Ragionamenti date o personaggi saranno superflui: basterà un'interazione per svelare il codice comodamente scritto sotto un elemento di gioco.



A tutto questo si unisce una realizzazione non esattamente brillante. La nostra prova è avvenuta in anteprima, dunque speriamo nella classica patch al day one, ma per lunghi tratti The Occultist ha avuto scatti e cali di frame rate, il che ha reso l'esperienza meno coinvolgente e immersiva. Lo stesso dicasi per alcuni elementi di non comodissima gestione, uno su tutti il passaggio su una passerella in equilibrio affidato al sensore di movimento nel controller. Prima di andare oltre, vi assicuriamo che dovrete lanciarvi in svariati tentativi. Nulla di frustrante, dato il checkpoint appena prima, ma senza dubbio segno di alcuni problemi di fondo.



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Il comparto tecnico di The Occultist



Se quindi a livello realizzativo il titolo di DALOAR non riesce a dare il meglio di sé, è anche vero che il team ha saputo creare alcuni scorci decisamente interessanti. La casa con strisce di sangue nascoste, i cadaveri accatastati nell'ospedale e alcune altre piccole chicche regalano un colpo d'occhio intrigante. Questo è vero però nel macro: nel micro, la magia tende a scomparire, complici modelli poligonali datati e a volte poco curati (come quelli dei corvi, per citarne uno). Vedere il fantasma di un dottore correrci incontro o una ragazzina in carrozzina scorrazzare per i corridoi inquieta fino a quando non saranno a portata di vista, rivelando tratti piatti e poco rifiniti.



L'elemento forse più solido e convincente della produzione è il suo comparto audio. Suoni sospetti e minacciosi si alternano a voci turbanti degli spiriti maledetti, che seguiranno Alan in ogni location. Lo stesso doppiatore del protagonista fa un ottimo lavoro per mantenere i toni cupi, dunque spiace in questo senso che il titolo non sia stato localizzato in italiano. Fortunatamente avremo dei pratici sottotitoli, questi sì nel nostro idioma, pronti a venirci in soccorso. Nel diario invece tutto questo sarà solo parzialmente vero: le scritte sono state lasciate in lingua originale, ma potremo premere un tasto per far apparire un pop-up di traduzione. Forse, in questo senso, uno sforzo in più poteva essere fatto.



Discreta invece la longevità: considerata la presenza di un trofeo speedrun (di cui vi parliamo nel prossimo capitolo) è facile dedurre che The Occultist sarà completabile in meno di sei ore. Se giocherete una prima blind run però alcuni enigmi potrebbero portarvi via più di qualche minuto, così come la necessità di cercare le giuste interazioni nelle varie aree di gioco. Pressoché nulla invece la rigiocabilità, dato che non ci saranno scelte morali o particolari bivi narrativi e dunque tutto sarà esplorabile e visibile con un singolo playthrough.



Il Platino di The Occultist



Seppur senza poter vedere fisicamente la lista trofei di The Occultist, i leak presenti in rete permettono di avere un'idea della difficoltà degli stessi. La coppa più fastidiosa è sicuramente quella che ci richiederà di completare il gioco in meno di sei ore, impresa sicuramente fattibile ma che potrebbe obbligarci a una seconda run. Per il resto, sarà sufficiente esplorare ogni angolo e interagire con ogni elemento del gioco, così da scoprire tutti i segreti e completare interamente il diario di Alan. Fatto questo, il Platino sarà vostro.




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