Ship v Maze – Recensione
Questa recensione di Ship V Maze cercherà di spiegare ai lettori non solo di che tipo di gioco si tratti, ma anche se vale la pena investire tempo e denaro per provarlo, magari senza che abbiate seguito il titolo sin dagli albori dell'idea partorita da Cosmic Droplet, com'è facile che sia.
A proposito, se avete scaricato e giocato alla demo su Steam, sappiate che i vostri record rimarranno registrati, particolare non da poco come scoprirete andando avanti con la lettura.
Stiamo parlando di un gioco che rientra senza timori di smentita tra gli Indie, se mai ve n'è stato uno: negli ultimi tempi il dibattito su che cosa possa essere ascritto a tale categoria è molto battuto, tra titoli che richiedono un budget comunque molto elevato ed altri certamente non AAA ma creati da software house famosissime.
Ship v Maze possiede invece tutte le caratteristiche per rientrare a pieno diritto nella categoria: budget limitato, un solo game creator, un addetto a musiche ed effetti sonori e i beta tester. Finiti i crediti.
Ship v Maze - Recensione: l'indie che non ti aspetti
Appena messo mano su Ship v Maze (nome alquanto esplicativo) mi è immediatamente balzato alla mente uno scacciapensieri di colore giallo simile ai Game & Watch della Nintendo dei primi anni 80', molto probabilmente denominato Grand Prix. Nel videogioco tascabile con schermo LCD dovevi solamente spostare rapidamente un'auto a destra o sinistra per evitare i "muri" di macchine che provenivano dall'alto a velocità crescenti, con conformazioni diverse e sempre più impegnative. Un gioco semplicissimo, puri riflessi e voglia di migliorare e sbagliare meno possibile.
Se avete avuto occasione di provare Grand Prix - oltre ad essere dei boomer - avrete una fotografia perfetta dell'immediatezza di Ship v Maze e di cosa vuole offrire. Vi dico subito che a mio parere servono giochi così per staccare tra un AAA ed un GAAS, o per quando avete poco tempo a disposizione.
Si tratta di un "racing game" di pura abilita', riflessi e concentrazione in cui un'astronave stilizzata si lancia a velocità costante (anche se aumentata dopo alcuni secondi) in vari labirinti, con tre velocità - slow, fast ed insane - che cambiano notevolmente l'approccio al livello, e le ultime due che si sbloccano arrivando a 60 secondi con la velocità slow - certamente più riflessiva, ma nella quale proprio per questo ogni errore appare imperdonabile - ed a 45 secondi con la velocità fast. A velocita' insane permette ed anzi richiede necessariamente dei veri e propri lacchezzi (virtuosismi, per chi non mastica la lingua di Dante) molto appaganti, e la tensione si taglia a fette.
Più delle pareti dei labirinti, i veri ostacoli da superare sono rappresentati dall'ansia e dalla paura di rovinare una buona partita, mentre come insegna Confucio in realta' il vero nemico è il videogiocatore stesso ed i limiti che si pone. Di qui la fatidica “ultima partita poi smetto”, agevolata anche dalla rapidità del gioco e dalla durata di una partita, spesso una manciata di secondi. Infatti basta un minimo contatto tra la nave ed il labirinto per decretare il game over, e la cosa è assai meno complicata di quanto pensiate.

Partenza
A tutto gameplay
Grattatevi tutto quello che vi serve, bevete, andate in bagno, spengete il telefonino, minacciate chiunque potrebbe avvisarvi che la cena e' pronta perche' in Ship v Maze non c'è pausa, conformemente al mood del gioco: se vi trovate a dover scappare ad alta velocita' da un labirinto multiforme non e' possibile fermarsi, ne' usufruire di vite accessorie. Potete solo dare tutto per sopravvivere. E anche se potrete provare infinite volte, alcune morti sembrano più definitive di altre, specialmente a ridosso del vostro record personale ed alla centesima partita.
Il concetto risulta tanto semplice quanto immediato, ma il fulcro del gioco e' costituito, oltre al divertimento, dall'altro lato della sfida con te stesso: rapportare i tuoi progressi a quelli del mondo. I record e le classifiche fanno la parte del leone: lo spirito e' un po' quello di Nintendo World Championships: nes edition (qui la nostra recensione) e l'essere competitivi ed il piacere di migliorarvi sono il sale del gioco.
Sembra incredibile quel che vi sto dicendo, ma questo gioco non è adatto ai deboli di cuore, può causare palpitazioni per i cambiamenti improvvisi del labirinto; inoltre serve elasticità mentale per adattare il cervello alle diverse direzioni della navicella ed agli ostacoli improvvisi e diversi anche all'interno dello stesso livello, che raramente è identico a sè stesso.
Il medesimo livello infatti non viene proposto sempre allo stesso modo, ma cambia lo scrolling: quando da destra a sinistra, quando da sinistra a destra, quando verticale verso l'alto o verso il basso.
Ma non solo, a volte cambia proprio la conformazione del labirinto nel medesimo livello, magari solo in pochi punti, proprio per non dar mai la sensazione di essere “arrivati” e per anteporre i riflessi alla memoria. Questo accade più spesso ai livelli alti: se stavate facendo affidamento sulla memoria il gioco vi riporta a fidarvi dei soli vostri riflessi, meglio se da pilota Top Gun.

Non vi ricordano i curvilinei da geometra?
A differenza che negli altri giochi, qui cambiare il livello di difficoltà è parte integrante del gioco stesso e non e' affatto riservato ai completisti: passare da una velocità all'altra cambia seriamente la coordinazione dita-cervello, e ti fa toccare con vivida mano quanto la pratica, ma soprattutto il livello di abilità in qualsiasi attività umana renda alquanto relativo tutto ciò che viene affrontato.
E' difficile fare un buon tempo nei primi livelli a velocità slow? Dipende, se vieni da un'ora di sessione a velocità insane ed hai piazzato un record leggendario in un livello difficile, ti sembrerà una bazzecola.
Spacconate a parte, è un gioco davvero meritocratico che ti concretizza in un attimo i concetti di impegno, miglioramento, abilità acquisita grazie a nuove esperienze. Qui i punti esperienza li tocchi con mano sulla tua pelle.
Più avanti si riesce ad andare tra i livelli (non molti ad onor del vero, una ventina), più somiglia ad un addestramento Jedi, o ad un esame di matematica avanzata a tempo ed in gara con centinaia di persone; ma nonostante ciò Ship v Maze sa essere anche incredibilmente rilassante e divertente, soprattutto quando richiede una tecnica in velocità con dribbling degna di Ronaldo il Fenomeno.
Come altro descrivere questo gioco? Sembra di essere tornati bambini e di giocare con una gomma da cancellare che vola tra le forme curvilinee che si usano per tracciare curve irregolari… solo che lo spazio e' angusto e ristretto, la velocità non ammette tentennamenti e la pigrizia, anche solo nel modificare di un millimetro la traiettoria, è un difetto da estirpare.
Serve persino un po' di strategia nel modo di affrontare gli ostacoli in relazione alla porzione di labirinto visibile, il tutto in frazioni di secondi.
Penso sia chiaro che la circostanza, indubitabile, che il gameplay sia immediato, non significhi affatto che sia un gioco facile, tutto il contrario, come vi accorgerete fin dai primi momenti. Easy to learn, hard to master.

Ogni spigolo può risultare fatale a velocità fast.
Grafica e sonoro
Graficamente potrebbe girare su di un tostapane degli anni 2000, ma ha tutto quel che serve: la stessa scia che lascia la navicella è una parte essenziale, perchè la colloca nello spazio e nel tempo, dimostrando empiricamente la velocità e lo spazio che ha percorso, e dato che si tratta in sintesi di impostare le traiettorie variandole il minor numero di volte possibili, è un elemento ben pensato.

La scia è utilissima, non è solo un elemento estetico.
Indovinatissimo il sonoro ad 8bit tipico dei mitici computer anni 80', azzeccato nel minimalismo che permea l'opera, tutta gameplay ed adrenalina. La voce robotica ci avverte dell'aumento della velocità, e ci sfotte quando si muore troppo presto. La musica risulta azzeccata per accompagnarci nell'esercizio di concentrazione che ci aspetta.
Considerazioni finali
C'è da dire che non mi è mai interessato più di tanto platinare un gioco, ma questo ispira a farlo (naturalmente se dimostrerete di avere abbastanza talento e se vi piace il tipo di gioco, in caso contrario può risultare una tortura): gli obbiettivi consistono tutti nel sopravvivere almeno 60 secondi in ogni livello a velocità slow, oltre a tre livelli non semplici a velocità fast, il che vi fa capire più di ogni altra descrizione a parole che tipo di gioco sia.
E' un archetipo di videogioco, e come in tutti gli archetipi servono un po' tutte le skill fondamentali, ma è proprio questo il bello: non avete nessuna scusa per non provare a cimentarvi con questo gioco, sarebbe come non aver mai provato Tetris, Puzzle Bobble o Pacman; gira anche sul vostro laptop da ufficio e una partita dura da 1 secondo a 7 minuti. Perciò… let start the race for the record!
Oggigiorno siamo tutti abituati alla grafica spaccamascella delle produzioni mastodontiche, ma all'inizio di questo medium non era così ed i limiti tecnici venivano sopperiti dall'immaginazione. Ship v Maze è fantastico perchè ti spinge ad immaginarti alla guida del Millenium Falcon alle prese con i gran Canyon del film, dovendo essere pronti a tutto, senza avere a disposizione molteplici vite: c'è solo una possibilità che unicamente i piloti con maggior destrezza e sangue freddo riusciranno a sfruttare. E' una corsa contro l'ignoto - facendo leva solamente sulla fiducia nelle proprie capacità - che sembra non arrestarsi mai. Almeno all'inizio.
Poi... si arriva abbastanza (troppo?) velocemente al punto in cui non abbiamo più livelli abbordabili da giocare, alcuni sono bloccati, e data la stanchezza viene spontaneo domandarsi “ma è tutto qui”? Un po' di stacco è sufficiente (e necessario) per ripartire, ma le prime ore in cui risulta naturale trovare il livello da giocare e in cui non ti staccheresti sono sostituite solo dalla sfida con tè stesso e con il mondo. Certo vedersi scavalcare in classifica è un buono stimolo, ma altre modalità (anche sfide multiplayer on line, perchè no?) non avrebbero guastato.
La longevità può essere il tallone d'Achille del gioco; solo il tempo ci dirà se diverrà un classico da riprendere dopo averlo finito tra qualche tempo; di certo l'immediatezza non gli difetta, ed il rapporto prezzo/qualità (su Steam lo trovate a 3,99 € scontato del 10%) non lascia adito a dubbi.
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