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Fortuna Magus – Recensione Speedrun

Il team di Kemco ci porta all'interno di un nuovo gioco di ruolo low budget: Fortuna Magus è infatti protagonista della nostra recensione Speedrun. Sviluppato da WorldWide Software e già pubblicato su dispositivi mobili, il gioco punta a colpire anche i giocatori di console casalinghe.



Chi getti dalla torre?



Pur essendo soltanto a marzo, la schiera di giochi di ruolo pubblicati da Kemco è già decisamente vasta. Fortuna Magus è l'ultimo solo in ordine di tempo, pronto a offrire un'esperienza all'acqua di rose, in cui la trama tenta di emergere con maggior forza rispetto agli elementi più ludici.



Dopo un breve incipit che ci parla di un eremita immortale racchiuso in una torre invisibile, tradito però da un suo amico, le vicende si focalizzano su Amane e Tia, due giovani che hanno assistito alla scomparsa prima del padre, Kalius, per motivi misteriosi, poi della sorella Lill, alla ricerca del genitore. Le loro vite cambiano quando incontrano il mago Rett, con cui legheranno a doppio filo i propri destini. La particolarità di Rett è che si tratta di un magus, un essere umano in grado di controllare gli elementi.



Queste figure sono perseguitate da re Kaswell, un monarca a conoscenza del problema di molti magus. Risvegliatosi il loro potere, molti umani non sono in grado di controllarlo e diventano berseker che attaccano chiunque fino al sopraggiungere della morte. Il tema filo-persecutorio non è in realtà un'inedito, ma viene comunque affrontato con il doveroso rispetto. La storia si dipana inoltre con qualche svolta intrigante, ma senza mai davvero risultare innovativa. Rispetto ad altri titoli Kemco, comunque, Fortuna Magus si lascia seguire piacevolmente fino ai titoli di coda.



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Il gameplay di Fortuna Magus



Se quindi a livello di trama il titolo di WorldWide Software riesce comunque a intrattenere, lo stesso non si può dire a livello di gameplay. Le meccaniche prese dai classici JRPG potrebbero essere definite “scolastiche”, dato lo stile incredibilmente basilare delle stesse. I giocatori avranno un party composto da un massimo di 4 membri e combatteranno scontri statici con turni in cui selezionare le mosse da eseguire, senza alcuna pressione temporale.



Non ci sarà una vera e propria world map da esplorare, ma una volta usciti dalle aree ci sposteremo su una mappa a pallini in cui decidere la nostra location. Questo rende l'esperienza più rapida ma in parte più vuota, senza contare che molte aree sono anonime e poco ispirate. I neofiti potrebbero probabilmente gradire un'esperienza così basilare, ma chi ha affrontato una manciata di RPG rischia di annoiarsi rapidamente.



Nemmeno la presenza di tre livelli di difficoltà aiuta a svecchiare un titolo che si limita al compitino, senza mai eccellere in nulla. L'unico elemento godibile oltre alla trama sono gli sprite dei personaggi durante i dialoghi, realizzati in stile anime. Meno curate le “miniature” che muoveremo a schermo, che ricordano comunque i vari Fire Emblem e similari. Altrettanto mediocre il sonoro, che non ha mai nessun tipo di guizzo. Assente invece, come da tradizione, la localizzazione in italiano: se vorrete affrontare questo gioco di ruolo, dovrete farlo in inglese.



Il Platino di Fortuna Magus



Non solo uno stile retro e un gameplay standard: Fortuna Magus eredita dalla tradizione Kemco una lista trofei corposa ma piuttosto lineare, che include ovviamente uno scintillante Platino. Per ottenerlo sarà sufficiente completare il gioco e tutte le liste presenti nello stesso, dedicate a magie, missioni secondarie, abilità, alleati e mostri. Completate insomma il gioco al 100% per sbloccare anche questa coppa blu.




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