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All In: Predictions – Recensione

Next Move Games e Asmodee reinterpretano il poker nell'affascinante All In: Predictions, di cui vi sveliamo i segreti nella nostra recensione. Questo intrigante filler, infatti, prende le basi di uno dei giochi di carte più famosi del mondo e aggiunge una serie di meccaniche che lo trasformano in una sfida strategica in cui mischiare abilità e bluff.



Il poker con i muscoli



Se pensiamo ai giochi di carte classici, in Italia assieme a briscola e scopa ha trovato una sempre maggior diffusione il poker. Che si tratti della versione classica o del rinomato Texas Hold'em, poco cambia: l'obiettivo è sempre quello di creare la combinazione migliore utilizzando solo cinque carte. Su queste basi hanno poggiato molte opere, sia fisiche che digitali. Balatro è un ottimo esempio di ciò che il poker può dare utilizzando una buona dose d'inventiva: lo stesso punta a fare anche All In: Predictions.



L'autore Phil Walker-Harding non si nasconde ovviamente dietro un dito, rivelando subito le sue intenzioni. Il gioco da tavolo da lui progettato trae chiaramente ispirazione dal poker, ma trasforma i partecipanti in veggenti che tentano di predire chi sarà il vincitore. Si tratta di una strategia che obbliga non solo a pensare alle proprie carte, ma anche a capire più a fondo possibile cosa i nostri rivali abbiano in mano. Dopo ogni turno, infatti, a guadagnarsi parte del piatto saranno solo coloro che hanno predetto correttamente l'esito finale.



Il contenuto della scatola rispecchia la natura filleristica di All In: Predictions. Troviamo infatti un mazzo di 54 carte, 50 segnalini Runa per tener traccia dei punti e un gettone predizione per giocatore, oltre a una scheda double face che propone due diverse tipologie di valore per le combinazioni. Sarà possibile giocare con quelle classiche del poker o con una versione alternativa pensata per il gioco. Alle partite, che dureranno circa 30 minuti, potranno inoltre affrontarsi da 2 a 5 aspiranti veggenti.



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Come si gioca a All In: Predictions



Se siete desiderosi di sapere come piegare anche le statistiche al vostro volere, allora sappiate che lanciarsi in una partita a All In: Predictions non richiederà particolari conoscenze né abilità. Chi ben conosce le dinamiche del poker sarà avantaggiato nella gestione della mano, ma non per questo sicuro della vittoria. Una sfida si articola in un totale di tre round, in cui i giocatori si alternano nel giocare carte dalla propria mano attivandone gli effetti.



All'inizio della sfida si assembla la cornice con un numero variabile di pezzi in base a quanti saranno i partecipanti. Si mischia quindi il mazzo, distribuendo una mano iniziale di 5 carte a ogni giocatore. Fatto questo, due carte dalla cima andranno girate e poste nei primi due spazi a sinistra della cornice: formeranno la base dell'area degli scarti. Fatto questo, si mettono 4 rune come piatto iniziale (ridotte a 2 se ci saranno solo due contendenti) e si potrà iniziare la partita.



Nel proprio turno, sarà possibile scegliere se giocare una carta dalla propria mano o passare, rimanendo comunque in partita. In alternativa, se non si vorranno più prendere carte, sarà possibile andare all in per uscire dal round ed evitare di essere influenzati dagli effetti delle carte dei rivali. Scegliendo di giocare, dovremo scegliere una carta dalla mano e scartarla per usarne gli effetti. Alcuni saranno obbligatori, altri opzionali. Una volta fatto, la carta andrà posta nel primo spazio vuoto a sinistra della cornice o, se saranno tutti pieni, sovrapposta alla carta più a sinistra.



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Fammi vedere quanto sei forte



Le carte che giocheremo avranno come detto vari effetti. Potremo ad esempio pescare carte dalla cima del mazzo, recuperarne dagli scarti o persino rivelarne un certo numero e scegliere quella migliore per noi. Ovviamente alcune azioni saranno sotto gli occhi di tutti, il che potrebbe rivelare la nostra tattica. Starà ai partecipanti trarre le giuste conclusioni. Inoltre alcuni effetti permetteranno di chiedere agli avversari la forza, ossia il valore, della mano o di mostrarci quattro delle cinque carte in loro possesso. Questo consentirà di soppesare le combinazioni e stabilire chi a fine round avrà la mano vincente.



Dopo che ci saranno infatti due file complete di carte nella cornice, il round giungerà al termine. A quel punto i giocatori dovranno mettere in gioco la loro abilità di veggenti, sfruttando le informazioni raccolte per decretare chi abbia la mano più forte, votandolo. Sarà possibile puntare sui propri rivali oppure su se stessi, in base alla predizione fatta: i giocatori che indovineranno potranno dividersi il piatto in maniera più equa possibile, con eventuali rune extra che rimarranno disponibili per il round successivo.



Fatto questo, si otterrà comunque un numero variabile di rune basato sulla forza della propria mano, che si sommerà al totale. Queste richiamano le classiche combinazioni del poker: dalla coppia al tris arrivando alla più potente, ossia la scala colore. Una volta effettuati i conteggi, il mazzo andrà rimischiato e si darà il via a un nuovo round, con un nuovo piatto maggiorato. Al termine di tre round la partita avrà termine e chi sarà riuscito ad accumulare più rune sarà il vincitore.



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All In: Predictions – Prevediamo che sarà un successo



Nella sua semplicità, All In: Predictions si è rivelato un gioco incredibilmente tattico, di quelli che obbligano sia a riflettere sulle carte giocate da noi che su quelle utilizzate dagli avversari. Studiare ogni mossa e memorizzare le informazioni sarà fondamentale sia per decretare chi sarà il vincitore del round, sia per valutare quando rischiare. Abbandonare una mano confortevole cercandone una più vantaggiosa, utilizzando i vari poteri, potrebbe essere la chiave per trionfare. La scelta di rimanere fedeli alle classiche carte da gioco, se non per i semi leggermente rivisti e l'aggiunta di due carte Runa jolly che ci daranno due punti a fine round, aiuta a calarsi rapidamente nella sfida.



Da sottolineare l'eccellente design adottato per All In: Predictions. Le carte come detto propongono semi alternativi rispetto a quelli classici, pur ricordandone le fattezze. A colpire è però lo stile scelto per le figure, che richiamano il tema della preveggenza senza però rendere il tutto kitch oppure confusionario. Allo stesso modo, le rune in cartoncino spesso e i segnalini per votare in legno restituiscono una piacevole sensazione quando maneggiati. Tutto è pensato per essere nel contempo familiare ma fresco, una scelta vincente che rende All In: Predictions molto piacevole anche da vedere intavolato.



La rigiocabilità è ovviamente uno dei punti di forza di questo filler. Proprio come nel normale poker, una partita tira l'altra e non vedrete l'ora di lanciarvi in una nuova sfida. La scalabilità invece potrebbe rappresentare un ostacolo: il titolo dà infatti il meglio di sé con 4 o 5 partecipanti, risultando più prevedibile e “obbligato” con meno giocatori. Nonostante questo, le soluzioni pensate dall'autore, come quella di creare una cornice modulare per ridurre gli slot in base al numero di sfidanti, rendono All In: Predictions sempre godibile.




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