Saros – Recensione
Sono passati cinque dal lancio di Returnal su PlayStation 5. Una delle IP esclusive Sony più interessanti dell'ultimo periodo, figlia del lavoro svolto dallo studio finlandese Housemarque. Cinque anni dopo, stessa software house, stessa piattaforma, ci ritroviamo davanti a Saros, che si appresta a diventare già una vera e propria killer app per Sony, nonché uno dei migliori titoli dell'anno. Ci erano riusciti anni fa con un titolo veramente sublime sotto ogni punto di vista e che avesse una vera idea originale rispetto a molti altri titoli in circolazione; Saros è Returnal potenziato, smussato dai suoi non-difetti, che dona al giocatore le medesime sensazioni, difficili anche da spiegare con del testo scritto. Quindi, procediamo con calma, insieme ad Arjun Devraj, tra i segreti e i pericoli di Carcosa per scoprire cosa ne è stato dei precedenti pionieri spaziali inviati in missione. Il sole è per sempre.
Il sole è per sempre
Incubi, una richiesta d'aiuto, un mondo nuovo, inospitale, caldo, pericoloso. Arjun è pronto a rischiare tutto per completare la sua missione, per salvarla da… che cosa? Ma chi? Entità aliene antichissime, il rosso dell'eclissi che rende tutto ancora più violento, cos'è questo posto? Cosa sono queste costruzioni? E poi, tutto svanito, di nuovo al punto di partenza, all'accampamento di Echelon IV sul pianeta Carcosa. Ma cosa è precisamente Carcosa e qual è la missione? Perché i sopravvissuti dell'equipaggio parlano di personale impazzito e della sparizione di Arjun; non era sempre stato là?
Non ci addentreremo ulteriormente nei fatti di trama di Saros per lasciare ai giocatori il vero piacere della scoperta, questo perché come in Returnal, gli addetti ai lavori di Housemarque hanno imbastito una narrazione frammentata che si sviluppa col tempo e a seconda delle conoscenze di Arjun/del giocatore e delle scoperte fatte su Carcosa. Saros è il terreno più fertile esistente oggi per gli amanti della scoperta, teorie e supposizioni. Proseguendo si svelerà il vero ruolo di Arjun nella missione di Echelon IV e il destino delle precedenti spedizioni e del loro equipaggio, nonché le caratteristiche di Carcosa e dei suoi abitanti e le mire espansionistiche di Soltari, azienda che ai più ricorderà la cara Weyland-Yutani di Alien. A rendere tutto più piacevole un sublime doppiaggio in italiano che rende assolutamente onore alla recitazione degli attori originali.
Una penna d'eccellenza
A contribuire alla scrittura di Saros è ben far notare la presenza di Ram V, nome che gli appassionati di fumetti e graphic novel hanno imparato molto a conoscere negli anni. Ram è uno degli sceneggiatori più proficui ed eccellenti dell'industria, spinto da una forte passione e una immaginazione impossibile da contenere. Nel suo stile si ritrovano molte volte elementi che vanno dal forte intismo all'orrore cosmico più assoluto in quello che si potrebbe tranquillamente definire un nuovo Lovecraft. Saros è tutto ciò grazie al suo contributo. Non a caso anche Carcosa, il pianeta in cui prendono vita gli eventi di gioco, è un enorme tributo alla letteratura e al teatro, media cari all'autore. Saros è un viaggio viscerale verso la follia e il lento processo di allontamento dalla realtà che il giocatore e il protagonista vivranno insieme mettendo, man mano, tutti i tasselli al proprio posto e avere finalmente chiara la verità.

Returnal 2.0
Fin dal primo trailer, Saros, aveva fatto ben capire che lato gameplay si sarebbe mosso sulla scia del suo predecessore. Assolutamente ben voluto dato il puro divertimento controller alla mano. Questa premessa è stata rispettata? Ci troviamo davanti veramente ad un classico more of the same? La risposta è no, dato anche l'estro di Housemarque. Certo, alcuni elementi fondamentali restano, come la presenza dei biomi e la struttura a “cicli”, pronti a riavviarsi ad ogni game over, modificandone la mappa, collezionabili e potenziamenti. Carcosa, però, a differenza di Atropos è un pianeta che non perdona già dall'inizio e che sembra molto più vivo che abbandonato rispetto a quello che vuole farci credere.
Usciti all'aria aperta, ci troviamo davanti ad uno shooter nudo e crudo, ma al primo scontro scopriamo già le prime differenze all'avventura di Selene: l'attrezzatura di Arjun, infatti, comprenderà dei meccanismi che gli permetteranno di schivare e avere dei frame di invincibilità e una barriera ricaricabile proprio facendosi colpire. Iniziano qui le prime complicazioni di gioco, una sorta di “adattati al più presto o perisci”. Durante i combattimenti il giocatore sarà chiamato ad avere riflessi fulminei utilizzando la schivata verso alcuni attacchi e lo scudo verso altri per ricaricare l'energia dell'armatura e utilizzare colpi ancora più potenti. I vari attacchi schivabili/non schivabili/parabili sono differenziati da colori differenti; questo sistema è favorito da una curva di apprendimento molto ampia che, grazie anche sicuramente presenti game over, porterà il giocatore ad essere una vera e propria macchina da guerra. Non essere colpiti e giocando bene farà aumentare la barra dell'adrenalina che donerà bonus ad Arjun.
Non solo sparare
Saros non presenterà solo fasi da sparatutto ma anche vere e proprie sfide platform tra trappole e piattaforme che renderanno la vita del giocatore più difficile grazie all'incredibile precisione dei comandi che lascerà pochissimo margine d'errore. Proprio questa precisione la si nota, inoltre, durante i combattimenti, boss compresi, che si presenteranno al giocatore come vere e proprie sfide da masterare muovendosi, o meglio, danzando quasi, tra infinite schiere di proiettili, raggi e attacchi melee. L'incredibile soddisfazione dell'abbattere un boss o superare un'area ostica, magari sfidando anche il fattore rng e le sfortune che vi sono capitate, è una sensazione che solo pochi altri titoli possono vantare di avere e donare.
Ad un aggiungere un'ulteriore sfida, Arjun, e il giocatore, sarà chiamato ad affrontare l'Eclissi carcosiana. Questo fenomeno si presenterà dopo che il giocatore avrà interagito con alcuni trigger obbligatori che cambieranno l'aspetto e la conformazione del pianeta. L'Eclissi renderà i nemici più agguerriti, il pianeta più vivo e pericoloso che mai e aggiungerà una sfida aggiuntiva da affrontare: la corruzione. Questo elemento, di colore giallo, se colpirà il giocatore ridurrà la barra complessiva della vita e si presenterà anche sottoforma di malus ai potenziamenti temporanei che si potranno raccogliere distruggendo i monoliti blu sparsi per i biomi.
Inoltre, tra le novità, Saros presenta anche un sistema di potenziamento controllabile dall'hub principale, ovvero l'accampamento di Echelon IV, tramite il sistema Primary. Questo albero dei potenziamenti comprenderà le tre caratteristiche principali di Arjun, ovvero (da aggiungere), e una volta sbloccati i nodi adiacenti e sconfitti i boss dei biomi, i potenziamenti dell'armatura e delle armi sbloccabile tramite la Serenite, uno dei materiali rari del gioco. Una simpatica aggiunta che dona un senso di “avanzamento” e “potenziamento” concreto al giocatore dopo ogni ciclo, permettendogli sia di riposare che di ritornare alla carica più pronto che mai.

L'arte di Housemarque
No, purtroppo non è il titolo di un artbook dedicato (e magari ci fosse) ma proprio un invito a contemplare la direzione artistica di Saros. Il nuovo titolo di Housemarque, proprio come Returnal e anche i precedenti, vanta una direzione artistica non indifferente e che funge anche da elemento narrativo. Dal punto di vista del marketing, abbiamo visto partendo da Dark Souls di From Software questa propensione narrativa di non-raccontare le cose per vie dirette ma utilizzando l'architettura e i design di gioco. Come dicevamo poc'anzi, Saros è terreno fertile per chi predilige le teorie e i misteri: ogni muro, ogni rovina, ogni pianta o affresco potrebbe raccontare qualcosa di Carcosa. Qualcosa che effettivamente si sbloccherà nei vari log di gioco semplicemente esplorando o combattendo. Sconfiggere un numero definito di nemici, per esempio, amplierà la conoscenza di essi. Vale lo stesso raccogliendo un documento di testo o i terrificanti log audio dell'equipaggio scomparso. Terrificanti perché non è raro trovarsi davanti ad audio disturbati, carichi di paura, tensione e la luce della sanità mentale sparire.
Di nuovo, è impossibile non notare tributi all'industria cinematografica, specialmente alle produzioni di Ridley Scott: si passa da Alien a Prometheus, con un po' di sano Blade Runner nel mezzo. Gli interni di Carcosa sembrano vivi, cuniculi metallici che richiamano alle costrutture di Geiger, la superficie del pianeta ricca di vegetazione e creature aliene e/o cibernetiche che richiamano ad un'antica civiltà. Poi un culto, probabilmente, devoto al sole in qualche modo. L'Eclissi che modifica la composizione della flora e della fauna. Un rosso acceso che rende tutto letteralmente e metaforicamente pericoloso, difficile da capire e affrontare.
Ad accompagnare lo splendido comparto video ci ritroviamo davanti ad una colonna sonora che non ha eguali e si fonde perfettamente con tutto ciò che il gioco ci vuole raccontare o che diventa più incalzante con l'aumentare del pericolo o l'inizio di una bossfight. Un enorme plauso anche al feedback aptico del DualSense che trasmette al giocatore ogni piccola vibrazione che indica cambiamenti di terreno, elementi atmosferici o il semplice ingresso in combattimento con i grilletti che diventano elemento fondamentale di essi.
Un Platino è per sempre: i trofei di Saros
Eccoci alla sezione più amata dai nostri lettori. L'elenco dei trofei di Saros punta tutto sulle abilità del giocatore, oltre che alle classiche coppe dedicate alla storia. Anche in quest'ultimo caso, però, ci sarà da fare attenzione ai diversi requisiti per raggiungere il vero epilogo. Superate queste coppe “obbligatorie” si passerà ai trofei di miscellanea come quelli relativi alle armi e al combattimento (o alla sopravivvenza, per essere più precisi). Ci teniamo a puntare anche i riflettori su due trofei che potrebbero essere potenzialmente i più difficili da conquistare: superare un bioma senza subire danni e superare un bioma senza utilizzare lo scudo. Fatto tutto ciò potrete sfoggiare in bacheca una nuova e soddisfacente coppa di Platino. DING!
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