Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti adesso per iniziare.
Immagine di sfondo Premi sull'immagine e trascinala per spostarla

Su The Corner of Art History (Comunità)

Amanti dell'arte! Riunitevi dinnanzi all'angolo della storia dell'arte: stanza dedicata a tale materia/hobby. Questo è il collegamento all'altra mia stanza: http://www.ludomedia.it/a-good-trip-4430S

Maelstorm

ha pubblicato un'immagine nell'album Arte Contemporanea

La Condizione umana è un dipinto di Renè Magritte del 1933 conservato alla National Gallery of Art di Washington D.C.

Artista belga tra i più importanti del surrealismo assieme a Salvador Dalì e Max Ernst, Magritte dipinge quest'opera curiosamente nello stesso anno in cui Hitler prende il potere in Germania.

Ci parla di questo dipinto l'artista stesso dicendoci: "Misi di fronte a una finestra, vista dall’interno d’una stanza, un quadro che rappresentava esattamente la parte di paesaggio nascosta alla vista del quadro. Quindi l’albero rappresentato nel quadro nascondeva alla vista l’albero vero dietro di esso, fuori della stanza. Esso esisteva per lo spettatore, per così dire, simultaneamente nella sua mente, come dentro la stanza nel quadro, e fuori nel paesaggio reale. Ed è così che vediamo il mondo: lo vediamo come al di fuori di noi anche se è solo d’una rappresentazione mentale di esso che facciamo esperienza dentro di noi"

Magritte con questo dipinto abbandona la tendenza surrealista all’esplorazione per intraprendere un percorso di conoscenza della realtà oltre l’apparenza immediata, di una realtà contraddittoria e paradossale. Il senso di straniamento che lo spettatore prova davanti ai suoi dipinti è amplificato dalla tecnica pittorica fotografica del pittore.

L'artisti dunque rappresenta una tela su un cavalletto davanti una finestra. La tela rappresenta lo stesso paesaggio retrostante, ma contemporaneamente lo nasconde parzialmente.

Il risultato è una perfetta continuità con la porzione di paesaggio rimasta visibile attraverso la finestra. Soltanto il bordo della tela ci segnala l’esistenza di una differenza tra la superficie della tela e il paesaggio. Parliamo quindi di un perfetto esempio di "Quadro nel Quadro" esattamente come il eatro nel teatro di pirandelliana memoria.

The Corner of Art History

ha pubblicato un'immagine nell'album Dipinti

La danza macabra di Lubecca è stata una delle più importanti e influenti rappresentazioni del genere. Venne completamente distrutta la notte fra il 28 e il 29 marzo 1942 durante il bombardamento alleato della città.

La danza macabra di Lubecca era considerata la più bella e popolare della Germania. Comprendeva 24 figure in un paesaggio bucolico, rappresentanti le diverse classi sociali dell'epoca. In lontananza c'era una veduta di Lubecca e del suo porto. Ogni figura era riconoscibile da determinate caratteristiche.

I partecipanti non erano in ordine casuale, ma seguivano una rigorosa gerarchia. La danza iniziava con un cadavere con cappello e flauto. Un altro cadavere, portando una bara, tirava il papa (riconoscibile dalla tiara) per le vesti. In seguito venivano l'imperatore, l'imperatrice, il cardinale e il re (posizionati nella parete con il numero 1 nella figura qui a lato), il vescovo (2), il duca (rimosso nel 1799 per realizzare una porta), l'abate e il cavaliere (3), il monaco certosino, il sindaco, il canonico, il nobile e il medico (con una bottiglia di urine, tutti nella parete 4), l'usuraio (con la borsa), il cappellano, il funzionario dello Stato, il sagrestano e il commerciante (5), l'eremita e il contadino (6), il giovane, la ragazza e il neonato (7).Vicino al neonato era presente un morto con la falce in mano. Accanto a ogni personaggio era presente uno scheletro che dialogava con lui. I testi originali dei dialoghi, scritti in tedesco arcaico sotto a ogni figura, vennero tradotti in tedesco moderno nel 1701. I testi arcaici ci sono stati tramandati grazie a una trascrizione realizzata da Jakob von Melle, all'epoca parroco della Marienkirche. -Picasso

The Corner of Art History

ha pubblicato un'immagine nell'album Sculture

La statua di Zeus Olimpio a Olimpia era una scultura crisoelefantina alta circa dodici metri, realizzata dallo scultore ateniese Fidia nel 436 a.C. e collocata nella navata centrale del Tempio di Zeus a Olimpia. Oggi scomparsa, nell'antichità venne considerata una delle sette meraviglie del mondo.

Della statua, nonostante l'enorme fortuna che ebbe nel mondo antico, non rimangono copie. Al contrario, l'opera risulta ampiamente e dettagliatamente descritta dagli scrittori del mondo greco e latino, che crearono attorno ad essa una ricca aneddotica. Anche le dimensioni della statua sono state ricostruite sulla base delle numerose descrizioni provenienti dagli autori classici. Lo storico e geografo Strabone, ad esempio, riporta un episodio (Geografia, libro VIII 3, 30) secondo cui lo stesso Fidia avrebbe detto a Paneno (suo collaboratore nella realizzazione del simulacro, insieme a Kolotes) di aver tratto ispirazione per la scultura del suo Zeus da alcuni versi dell'Iliade: "Disse, e con le nere sopracciglia il Cronide accennò; le chiome ambrosie del sire si scompigliarono sul capo immortale: scosse tutto l'Olimpo".Il basamento della statua crisoelefantina occupava un'area di più di sei metri per dieci, e doveva superare i 12 metri di altezza. L'impressione di monumentalità doveva essere accentuata dalla non troppo felice proporzione delle dimensioni tra essa e la struttura in cui era collocata: pur essendo il tempio di dimensioni considerevoli, la testa di Zeus, rappresentato seduto in trono, ne sfiorava il soffitto, tanto che Strabone ebbe a scrivere che, se il dio si fosse alzato in piedi, avrebbe scoperchiato il tempio.
Zeus reggeva nella mano destra una Nike (vittoria) d'oro, mentre nella sinistra teneva uno scettro su cui poggiava l'aquila d'oro, simbolo della divinità. Il dio indossava sandali e il mantello di lamina d'oro era decorato con fiori di giglio in pietra dura e pasta vitrea. Il trono, crisoelefantino anch'esso e decorato con ebano e pietre preziose, recava in rilievo numerose rappresentazioni di ispirazione storica e mitologica, idealmente collegate alle decorazioni già presenti nel tempio. -Picasso

Fil

ha pubblicato un link

In questo sito è presente un database con le rappresentazioni ad acquerelli dei luoghi del mondo pre-1900, quindi prima che venisse inventata la fotografia. Dateci un'occhiata perché è spettacolare

Non ci sono interventi da mostrare.