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Sviluppato da SCE Japan Studio e prodotto da SCEA, The Last Guardian è un gioco d'azione e avventura uscito il 7 dicembre 2016 per PlayStation 4 · Pegi 12+

8.6

Recensioni

38 utenti

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8.6

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38 recensioni degli utenti

Strappa18

Strappa18 ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

Un'avventura emozionante

Anni e anni di attesa, sempre con ICO e SOTC negli occhi, sperando che il buon Ueda ci regalasse ancora una volta una perla memorabile, un gioco in grado di emozionare e divertire così come hanno fatto i due già citati. Ne sarà valsa la pena?
The Last Guardian comincia, come da tradizione, in medias res, con una trama il cui svolgimento è già iniziato quando il giocatore avvia il titolo per la prima volta e le cui premesse vengono poi chiarite meglio con il proseguire della narrazione. Fondamentalmente, tutto quello che sapremo quando avvieremo il gioco sarà che il protagonista, un bambino senza nome, si è appena risvegliato in crepaccio accanto ad una creatura enorme, una sorta di incrocio tra un cane, un gatto ed un rapace che il narratore definisce "mangiauomini". Dopo aver guadagnato un minimo di fiducia della bestia comincia il viaggio dei due nuovi compagni, alla ricerca di una via d'uscita da quello che poi risulta essere una sorta di enorme castello/tempio che si sviluppa in più strutture più o meno collegate tra loro. L'intreccio narrativo, va detto, è abbastanza monotono per buona parte del gioco; subisce una svolta vera e propria solo dopo la metà, con degli avvenimenti che si susseguono sia nel presente sia sotto forma di flashback che vanno a creare un climax ascendente, fino ad arrivare all'emozionante finale.
Il gameplay di The Last Guardian non può non risultare, agli occhi di chi li ha giocati, una sorta di mix migliorato di quelli di ICO e SOTC. In TLG ci troveremo praticamente ad affrontare per tutto il tempo enigmi ambientali, in cui l'interazione con Trico(la bestia) è fondamentale per la prosecuzione nel gioco; detta interazione ricorda da un lato Shadow of the Colossus per le dimensioni di Trico, in parte ICO per l'importanza che ha il tasto R1, con cui si impartiscono gli ordini al proprio gigantesco compagno d'avventura. Proprio da questo punto di vista non si può non riconoscere l'incredibile maestria che ha dimostrato il team di sviluppo nel dare a Trico un'IA così credibile: si ha sempre l'impressione di avere a che fare con una creatura vivente, un animale dal comportamento a volte anche imprevedibile, così come non si era mai visto probabilmente nella storia dei videogame.
Il comparto tecnico presenta purtroppo qualche lacuna, con dei cali di frame rate davvero consistenti e delle texture che si vede essere nate già vecchie; d'altra parte, il level design e la direzione artistica in generale sono sicuramente ispiratissimi, ed il piumaggio di Trico non può non lasciare a bocca aperta. Dimenticabile, purtroppo, la colonna sonora.
Insomma, The Last Guardian non è un capolavoro nel senso stretto del termine, ma si tratta senz'altro di una esperienza senza precedenti che non può lasciare il giocatore indifferente, specialmente quello che ha già giocato i precedenti lavori di Ueda. Un viaggio che ho affrontato con grande piacere, con il mio compagno sempre al mio fianco, fino alla fine.

Giulio0491

Giulio0491 ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

Ma quanto è bello The Last Guardian?!

Non sono uno di quelli che ha giocato The Last Guardian al day one. Un po per alcuni dubbi sul gioco stesso, e un po per aver concesso priorità ad altri titoli, sta di fatto che sono riuscito a giocarlo esattamente un mese dopo l'uscita.
Durante quel mese ne ho sentite di cotte e di crude su questo titolo: é legnoso; è pessimo tecnicamente; il frame-rate è imbarazzante; i comandi sono problematici; la telecamera rende impossibile giocarlo; tutto è frustrante. Insomma, tante accuse pesanti.
Ora, non ne sono sicuro completamente, ma alcune patch durante quel mese hanno aggiustato le cose. E si, perché altrimenti non si spiega la mia totale non condivisione di tutte le accuse precedenti. The Last Guardian non è di sicuro un titolo perfetto, ma io vi giuro che ho iniziato e portato al termine l'avventura senza mai cadere preda della frustrazione. E lo dico senza ricevere nessuna somma di denaro in cambio.

Fatta questa doverosa premessa, mi chiedo: alla cos'è questo discusso The Last Guardian? E' un qualcosa che mancava. Mancava al mondo dei videogiochi, che sono sempre più preda degli spara-spara, dello spacchettamento compulsivo, di seguiti su seguiti, e di altre str**** varie. The Last Guardian è una delle rare eccezioni.

Ammetto di aver avuto tantissimi dubbi riguardo questo titolo, quasi tutti riconducibili ai fattori divertimento/interesse. Ebbene, mi sono dovuto confessare in chiesa per aver avuto dubbi sulla effettiva qualità finale. The Last Guardian è un titolo appassionante, superbo, poetico, ma è incredibilmente anche divertente. Ho attraversato ogni fase di gioco con interesse sempre costante, e la voglia di avanzare non ha mai vacillato.
Potrei stare qui per ore a descrivere la bellezza dei due protagonisti, il loro rapporto, il loro viaggio, le emozioni che trasmettono. Oppure delle magnifiche e imponenti strutture che si attraversano, condite da enigmi che personalmente ho trovato perfetti. Mai troppo difficili e mai troppo semplici da risolvere.
Una colonna sonora da brividi, che sebbene non sia sempre presente, accompagna l'avventura nei giusti momenti con note dolci e decise, senza mai perdere quel pizzico di poesia.
Una regia ottima, un lato artistico ispiratissimo, e quella reale sensazione di apertura totale della mente che è riuscita ad accompagnarmi dall'inizio alla fine.
E poi c'è lui, Trico, forse uno dei pochi personaggi dei videogiochi che ricorderò per sempre, semplicemente perché si tratta di un simbolo unico, un qualcosa che non mi era mai capitato di incontrare in un videogioco, e non solo. Tanto affascinante, quanto tenero, forte, e squisitamente ideato. Senza nulla togliere al protagonista (un piccolo Nathan Drake), che con la sua voce rende il tutto più indimenticabile.

E come detto, The Last Guardian non è però un titolo perfetto. Alcuni difetti sono ben presenti ma, ripeto, a mio parere non rovinano più di tanto l'esperienza di gioco, anche perché sono quasi tutti di natura tecnica: come un frame-rate che cala drasticamente in alcuni momenti di gioco (mai oltre i pochi secondi); e una telecamera non tremenda, ma nemmeno una delle migliori.

PRO:
-L'essere unico
-I protagonisti e il loro rapporto
-Sa far accendere il cervello
-Colonna sonora
-Attraversare alcune zone pericolose provoca ansia positiva
-Trico ha bisogno dei suoi tempi, ma fa ciò che vuole il giocatore
-Enigmi perfettamente bilanciati
-Poetico come pochi

CONTRO:
-Alcuni stacchi di telecamera fastidiosi
-Cali di frame-rate in alcuni punti
-Forse vi capiterà di ritrovare Trico in zone da lui non subito accessibili
-Suggerimenti su schermo abbastanza invadenti
-Parte finale di gioco (cioè quella dove si gioca) forse la meno ispirata
-Diversi punti della trama vanno "interpretati"

Per molti si tratta di una via di mezzo tra un bel videogioco e una mezza delusione, per altri è un capolavoro, e per altri ancora si tratta di un titolo da evitare. Per me questo The Last Guardian è stato un viaggio. Un viaggio che difficilmente dimenticherò quando qualcuno mi chiederà di parlare di videogiochi che hanno coraggio. E quindi merita, merita di emergere. Così come merita la bravura del maestro Ueda.

Anche perché ogni volta che ho la fortuna di giocare a titoli del genere, titoli che offrono un impatto emotivo notevole, titoli che permettono di viaggiare con la mente stando semplicemente seduto sulla poltrona di casa tua, quando permettono tutto ciò... io ringrazio. Ringrazio di essere nato videogiocatore.

9

Voto assegnato da Giulio0491
Media utenti: 8.6 · Recensioni della critica: 8.2

FedeChief

FedeChief ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

Un Legame Indissolubile

Non ci voglio di certo io per ricordate a tutti la storia di questo gioco dal suo annuncio ad oggi, rimane il fatto che la cosa più importante è che possiamo stringerlo tra le mani.

Non voglio dilungarmi troppo nella recensione perché la mano di Ueda è ormai riconoscibilissima.
L’ambiente che ci circonderà da inizio gioco fino all’ultimo fotogramma è molto suggestivo, un po’ come in ICO questa fortezza in mezzo al nulla riesce ad incantare grazie all’ottimo stile artistico.
L’assenza di musica riesce in alcuni parti, grazie anche ai suoni ambientali, a regalare momenti di puro relax, anche se in alcune fasi di gioco avrei gradito un piccolo accompagnamento d’atmosfera.
I puzzle non sono molto complicati, ma non sono mai del tutto banali, stessa cosa per gli scontri con le guardie.

Trico è bellissimo come lo è il legame che si va a sviluppare e che esplode in un finale meraviglioso.
Ottima anche l’interazione del protagonista con Trico, il quale non si comporta in modo macchinoso, ma anzi come un animale reale non agisce a bacchetta, ma in alcuni casi tituba, giovando molto all’immersione del giocatore, anche se sacrifica un po’ il ritmo del gioco che pur non essendo spedito in alcuni momenti risente della presenza della bestia.

Tecnicamente i tanti anni di sviluppo si avvertono, infatti in molti frangenti ci ritroveremo con delle texture non proprio al massimo della forma, come del resto anche il framerate un po’ ballerino durante lo svolgersi del gioco e decisamente calante nella parte finale.
Forse è la prima volta che parlo della telecamera in una recensione, ma le varie lamentele lette sulla rete me lo impongono e posso confermare che non è sicuramente una delle cose meglio riuscite di tutto il gioco, ma d’altro canto non è neanche così terribile come alcuni la vogliono far passare, infatti una volta regolata la velocità con cui si può spostare basta non incastrarsi in qualche bugigattolo per evitare schermate eccessivamente strette d’inquadratura o del tutto nere.

Per Concludere: Pad alla mano ed occhi al televisore ogni cosa di questo gioco urla il nome del suo creatore.
Mescolando alcuni elementi di ICO ed altri di Shadow of the Colossus, in linea di massima, si ottiene The Last Guardian che però non per questo soffre di identità, ed anche se addosso si porta le cicatrici di uno sviluppo travagliato riesce a mantenere le sue promesse.

No_Albhed

No_Albhed ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

The Last Guardian - Un Visconte Dimezzato

Il terzo colpo di Fumito Ueda ha centrato di sicuro qualsiasi fan delle sue precedenti opere, esattamente come con buona parte di chi voleva avvicinarsi alle sue opere; qui davanti non abbiamo solo un semplice viaggio, ma un passo in avanti nella storia dei videogiochi, vi spiegherò il perché ma preferirei fare un passo alla volta.

The Last Guardian (senza fare alcun tipo di "spoiler") narra di un viaggio tra un bambino di cui non sapremo il nome e di un Trico (il gioco di parole Ico-Nico-Trico, hah!), ovvero un incrocio tra un roditore, un cane e un grifone. Questo è quello che posso dire per quanto riguarda la storia di base, dato che ogni informazione in più verrebbe presa per "spoiler" e quindi non dicibile. Il coinvolgimento c'è ed è davvero altissimo, un crescendo di emozioni che esploderanno alla fine, da questo punto di vista ha azzeccato alla grande.

Il gameplay è molto semplice: si tratta di una risoluzione continua di enigmi in cui sfrutteremo le abilità (ridotte all'osso) del nostro protagonista e del suo compagno Trico. La specialità del gameplay del titolo risiede proprio in Trico, ed è grazie a lui che i videogiochi faranno un passo in avanti: l'IA, i dettagli, il modo in cui si comporta è esattamente identico a quello di un animale, cosa che farà molto piacere ma al contempo incazzare e frustrare in quanto delle volte pare che abbia proprio una testa dura. I modi in cui reagisce tu riesci a comprenderli immediatamente, a partire dalle espressioni facciali fino al modo in cui i suoi occhi cambiano luminosità e colore: ad esempio, quando è ostile, i suoi occhi si illuminano e brillano di un colore roseo; quando trova un barile (l'interno è fonte di nutrimento per i Trico), i suoi occhi brillano di giallo e dopo che il barile viene ingerito si vede l'iride per un istante per poi tornare completamente neri. Solo per lui il gioco vale la candela, assolutamente!

Il lato artistico del gioco, poi, è anch'esso magia per gli occhi, accompagnato da una dolce melodia che accompagna l'avventura di ogni giocatore nel proprio viaggio; sarà il primo titolo di Ueda che ho giocato, ma ciò che ha voluto esprimere io l'ho sentito pienamente, da applausi.

Peccato però che il lato tecnico sia tutt'altro che da applausi, non saprei da dove cominciare; alcune texture sono sgranatissime, cali di frame rate non proprio assurdi ma comunque fastidiosi, bug di gioco che rallentano l'esperienza (più volte mentre mi appendevo a Trico quando saltava il bambino cadeva senza che io facessi nulla, facendomi riavviare dall'ultimo save), insomma un casino! Le fasi di combattimento contro le armature poi non sono proprio emozionanti come lo possono essere le prime volte, talvolta possono diventare molto ripetitivi e si inizia a pensare "dai, quando finisce così gli stacco le lance e andiamo avanti?" e non importa se si può usare uno scudo o le armature hanno armi che possono rendere lo scontro impossibile solo per Trico, lo scontro finirà sempre lì! Come disse un certo utente di ludo, "10 anni per il gioco, 10 minuti per l'ottimizzazione" (FROM THE DARK).

In conclusione: The Last Guardian va assolutamente giocato come un'esperienza rilassante e consiglio a tutti caldamente di giocarlo in estrema tranquillità, con tutta la pazienza che volete perché è un titolo che necessita di calma; godetevi le atmosfere, godetevi il legame che si forma tra i due, godetevi TRICO e soprattutto, godetevi The Last Guardian per quello che è. Il gioco sarà impeccabile sul lato artistico e ludico, ma se siete persone che guardano molto il lato tecnico allora vi consiglierei di passare ad altro, o magari recuperatevelo a prezzo decisamente contenuto (per me con 30 euro accontenta ambo le parti del Visconte), in quanto penso che il gioco riuscirà a sorprendervi e a marcare un'esperienza indimenticabile nei vostri cuori.

Reita.Roses

Reita.Roses ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

L'ultimo Guardiano

https://www.youtube.com/watch?v=7xsP5qiH ..
Il Japan Studio di Sony è un agglomerato di tanti piccoli studi di sviluppo generalmente specializzati in opere più di nicchia, uno di questi piccoli studi è guidato da un ragazzo che nel 2001, all'età di 31 anni, sviluppò una delle opere più belle e meno giocate dell'epoca: ICO. ICO era un titolo meraviglioso, oggi annoverato col termine "cult", si trattava di un puzzle-adventure in terza persona in cui nei panni di un giovane, di nome appunto Ico, dovevamo scappare da un castello scortando nel frattempo l'eterea Yorda, ovviamente il legame, silenzioso ma profondo, che si creava tra i due era il vero fulcro della narrazione, che poi si rifletteva splendidamente nel gameplay. Non per nulla un altro grande autore, Neil Drukmann di Naughty Dog, ha esplicitamente dichiarato che una delle sue ispirazioni per The Last of Us è stato proprio ICO.
Ueda e il suo team, soprannominato poi in via non ufficiale Team ICO, nel 2005 pubblicano un altra meravigliosa opera, dapprima denominato NICO (ni in giapponese vuol dire 2, quindi ICO 2), sto ovviamente parlando di Shadow of The Colossus. Parlare di Shadow of the Colossus è complesso, vuol dire parlare di eroi o assassini, di mostri o vittime... Shadow of the Colossus fu un'opera oltre che di un originalità incredibile sia per per l'epoca ancor di più oggi, era un meraviglioso videogioco che grazie alla sua verve action, poteva accontentare coloro che non avevano apprezzato la lentezza di ICO, e poi cavalcare in sella al fedele Agro nelle sterminate Forbidden Lands... tuttora giocare Shadow of the Colossus, nonostante non sia più bello da vedere come 10 anni fa quando approdò su PS2, è incredibilmente suggestivo, merito di un estetica incredibile, che non invecchierà mai.

https://www.youtube.com/watch?v=cPreI-uo ..

Nel 2007, ormai 10 anni fa, fu mostrato per la prima volta "Project Trico", in questo nuovo titolo del Team ICO, i sarebbe stato come protagonista un bimbo, ancor più piccolo di Ico, che pareva viaggiare insieme ad un enorme belva: Trico. Era sin da subito lampante che ci trovassimo davanti all'antitesi di ciò che fu ICO nel 2001, lì il giovane eroe aiutava una ragazza a scappare, qui, il giovane eroe si sarebbe dovuto far aiutare. Due anni dopo, nel 2009, un altro trailer e il nome ufficale occidentale "The Last Guardian".
Poi calò il silenzio.
Soltanto all'E3 2015 Trico torna sotto i riflettori, per 6 anni non se ne era saputo nulla, Ueda aveva tral'altro lasciato Sony, facendo temere il peggio per il progetto, però, anche da esterno, ha continuato a dirigerlo fino alla fine, alla sua uscita, il 7 dicembre 2016.

https://www.youtube.com/watch?v=qFXfJtBC ..

The Last Guardian è una di quelle opere, di cui qualsiasi anticipazione riguardante la trama, ma anche alcune meccaniche di gameplay, sarebbe estremamente dannosa all'esperienza di chi ancora non l'avesse vissuta, quindi eviterò volutamente di parlarne. Dirò soltanto che esattamente come nelle passate opere del Team ICO, anche la narrazione è lenta ed estremamente silenziosa, che lascia moltissimo alla speculazione. Ma ad essere lenta non è solo la narrazione, esattamente come in ICO, è il gameplay stesso ad essere volutamente lento, esplorativo, gli enigmi ambientali sono esattamente come nell'opera prima di Ueda, semplici ma comunque costringono ad una minuziosa esplorazione dell'area.
Fumito Ueda disse in un'intervista che con The Last Guardian voleva unire ICO e Shadow of the Colossus, e ce l'ha fatta, l'opera unisce un gameplay in stile ICO alla verticalità di Shadow of the Colossus, l'intero scenario si sviluppa quasi sempre in verticale, esattamente come i colossi che affrontava Wander nelle Forbidden Lands.

Trovo sia di estrema importanza spendere qualche parola per quanto riguarda i controlli e le animazioni del bimbo protagonista: il Team ICO ha sempre dato grandissima importanza ed attenzione alle animazioni, Fumito Ueda stesso ha inziato la sua carriera come animatore, ed hanno sempre preferito un approccio realistico, quasi simulativo, che di "comodità" per quanto riguarda i controlli, per questo capisco che ad uno poco abituato, che magari non ha giocato i vecchi titoli di Ueda, possa risultare scomodo e "sbagliato", ma non lo è, è una precisa scelta stilistica per favorire immersività e realismo, difatti le animazioni solo sono grandiosamente curate, ma sono tantissime, il bimbo è stato dotato di decine e decine di animazioni uniche per ogni evenienza, è qualcosa di semplicemente incredibile. E posso capire che ad un amante dell'"arcade" questa scelta possa infastidire non poco, ma un gioco come The Last Guardian non necessita di controlli precisi al millimetro e comodissimi, certo, ci sono moltissime e stupende fasi platform all'interno del titolo, ma fortunatamente il bimbo si fermerà sempre (tramite una meravigliosa animazione) ai bordi dei precipizi, l'unico modo per cadere è insietere o buttarsi letteralmente nel vuoto, ergo, è impossibile morire a causa dei controlli.

https://www.youtube.com/watch?v=F14xUH9d ..

Dopo aver parlato, in modo abbastanza esaustivo del bimbo, mi sembra giusto ed ovvio, mettere al centro dell'attenzione Trico, e qui ometterò volutamente molte cose che vorrei che il giocatore scopra da solo giocando. Trico è... semplicemente qualcosa di inarrivato, di importante, di veramente unico per la storia del videogioco, e non solo. l'IA di Trico è qualcosa di incredibile, noi videogiocatori di vecchia data sappiamo bene che dietro un videogioco vi è sempre un codice, che dietro un personaggio di un videogioco si nasconde tutta una programmazione fatta di codici... eppure è davvero difficile notare queste cose in Trico. Trico è lì, vive ed è vivo, è come se avessero preso il cervello di un gatto, l'avessero informatizzato tramite un qualche dispositivo fantascientifico e l'abbiano inserito nell'IA di questa meravigliosa bestia digitale... che digitale non sembra fatto. Il comportamento di Trico è di un naturale e "vero" che fa spavento, non solo per quanto riguarda le animazioni incredibili, superiori a qualsiasi altra cosa sia mai comparsa in un videogioco, ma proprio quello che fa, sembra quasi che nulla sia programmato, io faccio davvero difficoltà a spiegare questa cosa a parole, penso che per capire davvero bisogna vivere The Last Guardian. Io vorrei soltanto tranquillizzare chi, giustamente, teme che la naturale autonomia di Trico possa minare i controlli e appunto frustrare: Trico magari ci mette un pò a fare quello che gli diciamo, non essendo un animale addestrato non è reattivo e qualche volta è riluttante, però se possibile, esegue SEMPRE gli ordini che gli impartiremo tramite il tasto R1, chi ha giocato i passati titoli del team ICO lo sa, il tasto R1 è sempre stato simbolicamente molto importante in queste opere, in ICO era il tasto per prendere la mano di Yorda e farci seguire da lei, in Shadow of the Colossus, serviva ad aggrapparsi sui colossi, a tenere duro mentre loro cercavano di staccarsi Wander di dosso, qui R1 serve a chiamare Trico, ad interagire con lui, e vi garantisco che la cosa è molto più profonda di quanto sembri, e sto parlando di puro gameplay, non di trama.

The Last Guardian è fondamentalmente simile come genere ad ICO, con enormi differenze, quasi tutti gli enigmi si basano sull'interazione con Trico, eppure, nonostante temessi davvero questa cosa, non risulta mai minimamente ripetitivo. Dura sulle 13 ore andando comodi ed esplorando molto, e giuro che almeno per quanto riguarda il mio gusto, la ripetitività non si è sentita neanche per un attimo. La varietà degli enigmi, dello scenario, è grandiosa, e anche la narrazione è densa di eventi, molto più di ICO e, sopratutto, di Shadow of the Colossus il quale risultava davvero, e volutamente, ripetitivo... qui no, neanche un pò. Massimo può esserci qualche enigma un pò più semplice e banale, qualche punto un pò morto (che io non vedo assolutamente come difetto), ma ripetitività mai.

Sembra quasi un insulto parlare di tecnicismi con un videogioco come The Last Guardian, che è pura empatia e arte videoludica che se ne frega (e Trico ne è la dimostrazione) di codici e programmazioni, però appunto è un videogioco, ed è composto di codici e programmazioni, è giusto che io dica, che per il mio modesto parere, The Last Guardian è puro sesso per gli occhi. L'engine grafico è vecchio, si nota, ovviamente se vuoi notarle, qualche texture a bassa risoluzione c'è, ma sono state ben nascoste, e data l'estetica grandiosa del titolo, sinceramente chissenefrega. L'ambientazione di The Last Guardian è meravigliosa da vedere, da esplorare, le luci sono meravigliose, il manto piumato di Trico è incredibile, quando si arrabbia e gli si rizzano le piume poi... io penso che l'estetica di The Last Guardian non setti neanche un nuovo standard, va proprio oltre gli standard canonici. Lo scenario poi, credibile nonostante sia così fiabesco, è molto più lineare del Castello in ICO, ma comunque c'è effettivamente quel senso di "mondo ipercollegato" tanto caro oggi ai Souls. Mettiamoci poi delle chicche tecniche come la polvere e il fumo volumetrico, non si tratta di particellari in 2D come si è solito fare, è tutto volumetrico. Ripeto: The Last Guardian è sesso per gli occhi. Il reparto tecnico di questo titolo sembra urlare continuamente "ecco che cazzo abbiamo fatto per 9 anni".
E sempre parlando di tecnicismi abbiamo le note dolenti del titolo, le uniche due magagne più o meno gravi a seconda della propria sensibilità che mi sento di segnalare: la telecamera tende ad incastrarsi quando ci si trova in groppa a Trico in spazi strettissimi, non succede spessissimo, ma è una cosa che può veramente frustrare, non è il disastro totale che pare essere leggendo su internet il parere di gente che non ha ovviamente giocato il gioco, ma non è neanche qualcosa di positivo, e sinceramente non mi viene in mente neanche un modo per risolvere questo problema, quindi tenderei a capire e perdonare; l'altro difetto è molto più raro e banale, mi è capitato solo un paio di volte nell'intera run, e riguarda cali di frame abbastanza pesanti, che ho saputo essere assenti su PS4 Pro, comunque nulla di gravissimo, una volta il gioco mi è sceso sotto i 15, ma, non è che inizio a gettare merda per 10 secondi di album fotografico.

https://www.youtube.com/watch?v=3rl6d0XA ..

Quest'ultima avventura firmata Fumito Ueda, si rivela quindi, per quanto mi riguarda, un capolavoro, 9 anni assolutamente ripagati. The Last Guardian è una fiaba lenta, delicata, ed inaspettata, qualcosa che non credevo personalmente potesse arrivare così in "alto". Si tratta fondamentalmente, di nuovo, come ICO, di un viaggio di due esseri che il caso, o il destino, ha unito. Legami, per quanto mi riguarda è questo il tema che lega tutte le opere di quest'autore. Ovviamente non è un gioco per tutti, dopotutto i titoli del team ICO sono poco conosciuti appunto perchè pochi li hanno giocati, ed è giusto, o normale, che sia così.
Comunque The Last Guardian mostra ciò che il videogioco è in grado di fare come media, e dove potrà arrivare se si libera di determinati preconcetti che però è giusto che in altri generi ci siano. Il fatto che si tratti di un'opera "poetica" non vuol dire che non sia anche un buon videogioco.

In questa recensione ho volutamente evitato di parlare di trama, perchè penso che questa sia un'opera estremamente soggettiva ed introspettiva, che dipende fortemente dalla sensibilità del giocatore, non voglia che venga ricordato come "il videogioco dove si piange", è riduttivo, e quindi trovo sia un insulto verso un'opera che è molto di più, io ho riso, urlato, applaudito, mi sono arrabbiato, ho allungato le mani verso Trico, ma solo alla fine, per ovvi motivi, mi è scesa una lacrima. Perchè come tutte le cose meravigliose, anche The Last Guardian prima o poi, giustamente, finisce. Il voto, a maggior ragione data l'opera in questione, è molto personale, ovviamente sconsiglio quest'opera a chi preferisce un videogioco più classico, non che The Last Guardian non lo sia, ma... si sa... i preconcetti sono una cosa triste.

10

Voto assegnato da Reita.Roses
Media utenti: 8.6 · Recensioni della critica: 8.2

Daniel San

Daniel San ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

Un capolavoro assolutamente imperfetto, così lo si potrebbe definire. Un gioco controverso, frustrante in diversi frangenti ma allo stesso tempo totalizzante. Se si riesce ad andare oltre dei controlli molto spesso imprecisi e la telecamera che va frequentemente per i fatti suoi, quello che si vive è uno dei rapporti più belli, sinceri e spontanei che si possano trovare tra due protagonisti nel mondo videoludico. Un rapporto fatto di piccoli grandi gesti, come la ricerca di un barile che rifocilli il fido compagno privo di energie, una carezza tranquillizzante dopo uno scontro impegnativo e in generale il costante aiuto reciproco per superare qualcosa apparentemente invalicabile. Il tutto, esaltato da un IA di Trico davvero incredibile, tanto da farlo sembrare reale, un comparto artistico eccezionale, musiche sublimi e da un finale che ho trovato semplicemente perfetto. Senza badare troppo ai tecnicismi, The Last Guardian è un'esperienza estremamente coinvolgente e appassionante, che quasi sicuramente vi lascerà un vuoto enorme dopo la sua conclusione.
Il voto, come potrete intuire, è totalmente soggettivo.
Ueda ha fatto ancora una volta centro.

10

Voto assegnato da Daniel San
Media utenti: 8.6 · Recensioni della critica: 8.2

Dioneamuscipula

Dioneamuscipula ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

Ti sei preso quasi 10 anni per realizzarlo, ma ne avrei attesi anche 15 o 20 visto che ci hai regalato l'ennesima perla.

Il legame empatico che si instaura tra il bambino e Trico è qualcosa che va oltre le semplici parole e che non si era mai visto nel panorama videoludico. Molto, molto più intenso di quello che si sviluppò tra Ico e Yorda o Wander e Agro.

Lato artistico sublime. L'effetto del vento sulle piume di Trico e sulla vegetazione è realizzato con assoluta maestria. Panorami mozzafiato, mi chiedo cosa sarebbe potuto essere con il VR. Sul piano tecnico textures buone ma non alla passo con i tempi (ce ne faremo una ragione).
Musiche sempre molto belle e perfettamente integrate nel contesto. Meglio di Ico ma quelle di SOTC sono inarrivabili.

Il gameplay è essenzialmente quello di un platform ed è veramente ottimo, una fusione tra le sue due precedenti opere. Mai frustrante ma neanche ti imbocca, la giusta formula. Non mancheranno i classici enigmi ambientali e alcune fasi action, sulla falsa riga di quanto già visto in ICO. La tanto discussa IA di Trico l'ho trovata veramente ben fatta. La velocità di rezione della creatura è calibrata con quella di un animale, mi sembra scontato che non possa capire tutto all'istante. Inoltre nutrendolo e accarezzandolo si aumenterà l'affinità con lo stesso. Certo a volte bisogna impartirgli il comando più volte prima di essere recepito, ma spesso non è tanto un difetto dell'IA ma della telecamera ballerina, la quale porta ad inevitabili errori.

La storia come al solito non è articolata o complessa, ma sempre godibile e rispetto al passato più decifrabile. Non mancheranno le emozioni, specie nel finale dove sarà quasi impossibile non commuoversi.

Uno dei migliori giochi del 2016, Fumito Ueda si conferma uno dei migliori designer in circolazione.

9.3

Voto assegnato da Dioneamuscipula
Media utenti: 8.6 · Recensioni della critica: 8.2

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