Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti adesso per iniziare.

Sviluppato da SCE Japan Studio e prodotto da SCEA, The Last Guardian è un gioco d'azione e avventura uscito il 7 dicembre 2016 per PlayStation 4 · Pegi 12+

8.5

Recensioni

52 utenti

Recensioni

8.5

Media dei voti
52 recensioni degli utenti

Johnlocke07

Johnlocke07 ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

La nostra straordinaria storia

"Distesa accanto a me c’era una enorme bestia mangia-uomini…" Trico <3

https://youtu.be/3rl6d0XAdTI?t=221

Trovo sia molto, molto difficile poter riassumere a parole cosa si prova quando un tale legame va ben oltre lo schermo e ti coinvolge tanto come se lo si vivesse in prima persona.

Diffidate da chi dice che la I.A. di Trico non è buona, che è imperfetta, che con 10 anni di lavorazione e con uno sviluppo travagliato abbiano influito negativamente su tanti aspetti del gioco. Hanno proprio sbagliato titolo del 2016 asd

La mia esperienza con The Last Guardian è stata sorprendentemente quasi perfetta, contrariamente a quanto ipotizzassi, è stata al di sopra di ogni più impensabile aspettativa, tutto è filato liscio, nessun bug riscontrato, nessun frame rate instabile, nessun Trico che andava nella direzione opposta a quella che gli indicassi, e su questo ci ritornerò. Comunque nessun problema, salvo a volte la telecamera che unita a dei comandi forse un po imprecisi può dar qualche leggero fastidio, ma nulla che possa solo sfiorare il pensiero di reputare frustrante un gioco di questo calibro, perchè senza dubbio alcuno si tratta tra le migliori esclusive Ps4, ma dunque è solo per non aver riscontrato ciò che lo reputo eccellente o per aver trovato molto altro?

Uno dei massimi punti di forza, se non il successo di The Last Guardian sta proprio nella creatura ideata da Ueda: Trico, il quale da solo, anche con semplici sguardi è in grado di sorreggere tutto il gioco, può sembrarvi una esagerazione, ma mentirei se non dicessi che ne sono innamorato, perfetto al punto tale da essere l’animale o anche il personaggio avente un'anima. Fumito Ueda è stato in grado di infondere in Trico realismo con una tale espressività, con dei sentimenti, con movenze, suoni, caratteristiche, vi è solo credibilità e carisma. Non avete avuto anche voi l’impressione che Trico prima di procedere per qualsiasi azione sembrava incuriosito o che stesse pensando? Un duro e senz’altro lungo lavoro inenarrabile è stato svolto con tanta meticolosa passione e ne sono valsi tutti e 10 gli anni che personalmente neanche ho aspettato, per cui il mio entusiasmo equivale anche alla sorpresa che ho ricevuto, esattamente il giorno di Pasqua che ricorderò tra i più memorabili di sempre. asd

L’immedesimazione con il bambino che guideremo non è da meno, è stata immediata, complice di una voce possente e narrante che ci accompagnerà per tutta la storia e che ho apprezzato molto, la nascita e l’evolversi di questo legame tanto speciale tra il bambino e l’animale, la reciproca intesa e il costante supporto sono stati di vitale importanza per la riuscita del titolo perché tutto ruota intorno a questa perfetta simbiosi. Più potente di una comune stretta di mano, più potente di un fido destriero … videoludicamente parlando ho assistito a qualcosa di veramente nuovo e straordinario.

Trico da alleato, da compagno di viaggio diverrà un vero e proprio amico, e se non siete quei giocatori che hanno fretta di finire un gioco, di arrivare sparati dritti all'obiettivo, che vi ricordo, non è contrassegnato da alcuna freccia, simboletto, conta km. a suon di ritardati che permea nel buon 90% dei videogiochi attuali, aperta e chiusa parentesi, se siete quei giocatori che si soffermano sull’osservazione, scrutando l’ambiente, troverete piacevole OSSERVARE, prima che capire cosa fare, osservare non solo gli affascinanti luoghi basati sul medesimo stile artistico, architettonico degli altri 2 giochi di Ueda, ma vedrete che anche Trico farà lo stesso ed esteticamente ha il suo fascino, uno spettacolo per i sensi, quindi osservate, il divertimento si cela ed eccelle anche in questo.

Potremmo dar da mangiare a Trico, ascoltarlo, chiamarlo, aiutarlo in combattimento, rimuovere le armi dal suo corpo :( , povero Trico :( sfruttare i suoi grandi salti, potremo accarezzarlo :) , addormentarlo, sgridarlo :@ , indicargli la direzione, elogiarlo, usare la sua testa per raggiungere sporgenze o la sua coda per raggiungere zone sottostanti,
e molto altro ancora… potrebbe sembrar una seccatura, potrebbe annoiarvi, non vi biasimo e proprio per questo non me la sento di poterlo consigliare a tutti The Last Guardian, ne tantomeno a chi non sia particolarmente affine ai giochi di Ueda, non è per tutti, ma senz’altro posso consigliarlo a chi non ha reputato ICO un capolavoro assoluto .

The Last Guardian fa uso di comandi old, old gen, esattamente come ICO e Shadow sappiate di ritrovarvi le stesse meccaniche antiquate, che personalmente ho apprezzato molto ed essendo un puzzle-platform- adventure… l’ho trovato tanto basilare quanto efficace, in alcuni spunti geniale. Vorrei comprendere come sia possibile che il Trico di tanti giocatori andava per i cazzi suoi, direzioni opposte, era lento, immobile e via dicendo? Personalmente mi ha quasi sempre seguito, certo non avrà mai quella reattività a 360° essendo pur sempre un animale e non vi nascondo che un paio di volte ho dovuto impartire 2-3 volte lo stesso ordine, solo in pochi casi, ma nel complesso cosa gli si può dire di negativo? Che ricordo è pur sempre un animale non una macchina telecomandata che deve per forza obbedire a ogni fottuto vostro ordine, specie nelle fasi iniziali.

Quindi tornando a chi se ne è lamentato non sarà per caso che non avete prestato alcuna attenzione al colore dei suoi occhi? Che non gli abbiate impartito alcun comando o che l’avete fatto soprattutto in modo sbagliato in quanto il bambino, già di suo impacciato nei movimenti, specie sul dorso dell’animale, va messo in un certo modo altrimenti rischiereste di indicare una direzione per un’altra, E MI è CAPITATO, se permettete non è sinonimo di deficit della I.A. di Trico quanto più una pessima gestione del ragazzo, o meglio di incompetenza e una incapacità tale che è solo vostra se leggo che mi criticate la I.A, o semplicemente non siete avvezzi a un sistema di gioco che senz’altro richiede abitudine, precisione e pazienza, essendo molto diverso dai giochi attuali, non mi sorprenderebbe che i neo videogiocatori trovino difficoltà ad orientarsi, approcciarsi positivamente a un vecchio, ma ormai ben collaudato sistema di gioco. Io vi dico che con me ha funzionato tutto, per tutto il resto de gustibus.

Il viaggio intrapreso lascia il suo indelebile segno, di fronte a un legame che è in continua crescita e che con l’avanzare dei nostri passi diventa sempre più profondo. Commosso e pienamente soddisfatto da un finale toccante, grazie a una colonna sonora stupendissima che amo riascoltare più e più volte, perfetta negli ambienti, ma nei titoli di coda e dopo raggiunge solo l’apice, e grazie a una semplice storia narrata per la prima volta esplicitamente, ma che come sempre non risulta essere complessa e articolata, lasciando pur sempre dietro di se quella sensazione di essere ancora svelata del tutto, vista l’aura di particolare misticismo misterioso che l’atmosfera richiama a se. Nei titoli di Ueda ho sempre trovato affascinante la possibilità di poter fornire una propria interpretazione personale sul contesto di gioco e ciò che lo circonda, sebbene solo ultimamente ne sto recependo la grandezza.

Salvo le dovute eccezioni come i Souls, le ultime generazioni ove il videogioco è sempre di più trainato dal perfetto motore grafico/tecnico, dall’open world tutta grandezza e forma e niente sostanza, da fanservice, da un recarsi al punto A e B con tanto di sidequest riempitive, segnaletica e indicazioni, The Last Guardian si discosta da tutto questo, pur con suoi limitati standard tecnici, con texture probabilmente non adatte per console ps4, eppure, le lacrime sono scese lo stesso, anche dopo 10 ore e se un gioco è capace di far questo, senza mai annoiarmi, al contrario mi diverte, come posso non reputarlo un capolavoro e soffermarmi su frivoli dettagli.

Sarebbe giusto soffermarsi su Trico e sulla sua splendida I.A che RIBADISCO, dal momento che mi ha dato tutta l’empatia che non credevo possibile mi fosse trasmessa. Quando un banale tramonto riesce a rimanerti scolpito dentro, quando 3 farfalle blu e qualche acceso colore rimedia a tutto questo? Ecco, ora come non mai, sarò ben felice di attendere l’ennesimo e particolare titolo di Fumito Ueda.
Indimenticabile e forte Trico, per me adesso sei una icona insostituibile.

https://www.youtube.com/watch?v=ekwVchZX ..

9.5

Voto assegnato da Johnlocke07
Media utenti: 8.5 · Recensioni della critica: 8.2

CGcarmineCG

CGcarmineCG ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

Trico, l'amico digitale che tutti dovrebbero conoscere

The last guadian è secondo me un esempio di cosa il medium videoludico può riuscire a dare al pubblico. Una favola, un'avventura interattiva, e per questo più reale rispetto alle fiabe che si raccontano solo a voce.
Il viaggio da affrontare è stupendo, ben calibrato e se preso nel verso giusto saprà donare al giocatore un'esperienza indimenticabile. Il gioco consiste principalmente nell'affrontare diversi enigmi ambientali in compagnia del nostro compagno di viaggio.
Trico ed il rapporto che instaurerà con il bambino impersonato dal giocatore sono i veri protagonisti del gioco, e la cosa bella è che Trico non è direttamente controllabile dal giocatore.
L'intelligenza artificiale che muove Trico è forse la migliore che abbia mai visto e sommata alle innumerevoli e splendide animazioni che muovono il suo enorme corpo non fa altro che aggiungere un ulteriore senso di immersione e "realismo".
La colonna sonora mi è piaciuta molto, forse poche tracce ma come si dice? Meglio poche ma buone, e vi assicuro che erano tutte di qualità.
Tecnicamente il gioco si presenta bene, una grafica gradevole impreziosita da una direzione artistica di prim'ordine. Qualche leggero problema con la telecamera ma niente di così fastidioso.

Parte con esperienze personali durante il corso dell'avventura e considerazioni finali che di conseguenza metto sotto Spoiler

Nel corso dell'avventura mi sono imbattuto in diversi momenti che l'hanno legata al mio cuore, dal primo sguardo ravvicinato con Trico o stargli semplicemente in groppa per le prime volte mentre si muove sinuosamente tra le rovine del nido. Quando comincerà ad obbedire agli ordini perchè il rapporto tra i due si sta stringendo e quel senso di soddisfazione genuino nell'aver superato un percorso insieme, per non parlare di quando dovevo proteggerlo dalle lance dei nemici o lui che proteggeva me.
Una volta non mi sono accorto di non avergli rimosso una lancia nel corpo, rendendomene conto solo successivamente e ci sono rimasto male per averlo lasciato così. Il fatto che ogni tanto mi fermassi a guardare Trico giusto per il gusto di guardarlo o di fermarmi dopo un punto appena superato per accarezzarlo, e questo senza che il gioco lo richiedesse o perchè mi veniva dato un bonus di qualche sorta per fare queste cose, ma solo perchè volevo andare vicino a Trico ed accarezzarlo.
Il finale l'ho trovato potentissimo, non ho altre parole per descriverlo. Vedere quelle scene, Trico aggredito dai suoi simili, io che so di non poter fare niente o quasi, guardo dov'è finito lo scudo, non lo vedo ed allora mi getto sui Trico cattivi per cercare di distrarli ma inerme vengo gettato lontano, poi finalmente vedo lo scudo ma nello stesso momento mordono la coda al MIO Trico e gli recidono la parte finale che in accoppiata con lo scudo avrebbe dovuto permettermi di allontanarli, non paghi iniziano a mordergli le zampe allora tutto di fretta per eliminare il signore della valle e salvare il mio compagno in un momento infinito di emozioni che continuerà successivamente nelle scene a seguire.
Ci sarebbero altri eventi ma preferisco non dilungarmi ulteriormente, penso si sia capito quanto abbia adorato l'avventura e di come mi sia innamorato di Trico.

Trico è forse la cosa più bella mai creata in un videogioco da quanto abbia sperimentato sulla mia pelle ad oggi The last Guardian è un'esperienza unica ed indescrivibile e che consiglio a tutti di provare.

10

Voto assegnato da CGcarmineCG
Media utenti: 8.5 · Recensioni della critica: 8.2

Nseven

Nseven ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

Trico

Non sono uno di quelli che lo aspetta da 8 anni, anche perchè non ho mai giocato ICO e SOTC, ma all'E3 2016 sono rimasto veramente affascinato dal trailer, dalla maestosità della musica e così è nato il mio interesse per questo titolo tanto che nonostante non compri mai al day one ho spostato la prenotazione che avevo su Horizon su di lui (prenotato tempo fa con le ottime promozioni di Mediaworld).
Parliamo subito di quello che non mi è piaciuto di The Last Guardian: il comparto tecnico, purtroppo il gioco soffre di gravi cali di framerate, a dir la verità dopo l'ultima patch il gioco è migliorato di molto sotto questo aspetto ma continuano ad esserci delle sezioni dove è pessimo a dir poco, ho trovato in oltre fastidiosi glitch che mi hanno portato al game over a causa di cadute o salti di decine di metri completamente casuali (sopratutto mentre Trico salta mentre gli si è aggrappati).
Inoltre non mi hanno convinto appieno i comandi del bambino, troppe funzioni per il tasto cerchio e in generale non è così semplice direzionarlo dove si vuole, stessa cosa per i comandi di Trico o meglio la sua reazione ai comandi che gli si imparte, inizialmente non ho trovato questo problema ma nelle sezioni più avanzate del gioco mi sono ritrovato in delle situazioni in cui non riuscivo a proseguire un po perchè capita di non avere chiara la direzione dove andare ma sopratutto perchè Trico a volte sembra non capire cosa gli si chiede di fare.
Arriviamo però alla cosa che mi ha fatto innamorare di questo gioco, il rapporto che si viene a creare tra giocatore e Trico è qualcosa di sensazionale e che personalmente non ho mai avuto occasione di trovare in altri giochi, mi ci sono affezionato subito, mi sono emozionato vedendolo combattere e superare ostacoli per salvarci la vita e mi sono scese le lacrime nei momenti in cui per lui sembrava finita, un applauso agli sviluppatori che sono riusciti a creare un personaggio quasi reale, quasi vivo, complimenti davvero.
Questo unito alle musiche SPETTACOLARI, sopratutto appunto quella dell'epilogo (che poi è quella del trailer di cui vi parlavo all'inizio) e a quel senso di mistero e di maestosità che le ambientazioni di gioco offrono, vanno a comporre un opera d'arte capace di nascondere o quasi i difetti tecnici del titolo.
La cosa più sensazionale di The Last Guardian per quanto mi riguarda è il fatto di riuscire a stupire, di appassionare, di emozionare senza una trama complessa, senza utilizzare praticamente mai dialoghi o testi e forse riesce addirittura a coinvolgere e lasciare al giocatore qualcosa in più rispetto ad un qualsiasi gioco che punta tutto su una trama complessa, non lo avrei mai detto prima di giocarlo.
Nel complesso secondo me è quasi un capolavoro, dico quasi perchè ha dei difetti, è inutile negarlo, per esempio non lo ho detto nella recensione ma è molto ripetitivo e praticamente nell'intero gioco svolgeremo le stesse azioni di continuo, ma riuscire a colpire così tanto il giocatore con quasi il solo rapporto che si viene a creare tra il bambino e Trico non è da poco.

Strappa18

Strappa18 ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

Un'avventura emozionante

Anni e anni di attesa, sempre con ICO e SOTC negli occhi, sperando che il buon Ueda ci regalasse ancora una volta una perla memorabile, un gioco in grado di emozionare e divertire così come hanno fatto i due già citati. Ne sarà valsa la pena?
The Last Guardian comincia, come da tradizione, in medias res, con una trama il cui svolgimento è già iniziato quando il giocatore avvia il titolo per la prima volta e le cui premesse vengono poi chiarite meglio con il proseguire della narrazione. Fondamentalmente, tutto quello che sapremo quando avvieremo il gioco sarà che il protagonista, un bambino senza nome, si è appena risvegliato in un crepaccio accanto ad una creatura enorme, una sorta di incrocio tra un cane, un gatto ed un rapace che il narratore definisce "mangiauomini". Dopo aver guadagnato un minimo di fiducia della bestia comincia il viaggio dei due nuovi compagni, alla ricerca di una via d'uscita da quello che poi risulta essere una sorta di enorme castello/tempio che si sviluppa in più strutture più o meno collegate tra loro. L'intreccio narrativo, va detto, è abbastanza monotono per buona parte del gioco; subisce una svolta vera e propria solo dopo la metà, con degli avvenimenti che si susseguono sia nel presente sia sotto forma di flashback che vanno a creare un climax ascendente, fino ad arrivare all'emozionante finale.
Il gameplay di The Last Guardian non può non risultare, agli occhi di chi li ha giocati, una sorta di mix migliorato di quelli di ICO e SOTC. In TLG ci troveremo praticamente ad affrontare per tutto il tempo enigmi ambientali, in cui l'interazione con Trico(la bestia) è fondamentale per la prosecuzione nel gioco; detta interazione ricorda da un lato Shadow of the Colossus per le dimensioni di Trico, in parte ICO per l'importanza che ha il tasto R1, con cui si impartiscono gli ordini al proprio gigantesco compagno d'avventura. Proprio da questo punto di vista non si può non riconoscere l'incredibile maestria che ha dimostrato il team di sviluppo nel dare a Trico un'IA così credibile: si ha sempre l'impressione di avere a che fare con una creatura vivente, un animale dal comportamento a volte anche imprevedibile, così come non si era mai visto probabilmente nella storia dei videogame.
Il comparto tecnico presenta purtroppo qualche lacuna, con dei cali di frame rate davvero consistenti e delle texture che si vede essere nate già vecchie; d'altra parte, il level design e la direzione artistica in generale sono sicuramente ispiratissimi, ed il piumaggio di Trico non può non lasciare a bocca aperta. Dimenticabile, purtroppo, la colonna sonora.
Insomma, The Last Guardian non è un capolavoro nel senso stretto del termine, ma si tratta senz'altro di una esperienza senza precedenti che non può lasciare il giocatore indifferente, specialmente quello che ha già giocato i precedenti lavori di Ueda. Un viaggio che ho affrontato con grande piacere, con il mio compagno sempre al mio fianco, fino alla fine.

Giulio0491

Giulio0491 ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

Ma quanto è bello The Last Guardian?!

Non sono uno di quelli che ha giocato The Last Guardian al day one. Un po per alcuni dubbi sul gioco stesso, e un po per aver concesso priorità ad altri titoli, sta di fatto che sono riuscito a giocarlo esattamente un mese dopo l'uscita.
Durante quel mese ne ho sentite di cotte e di crude su questo titolo: é legnoso; è pessimo tecnicamente; il frame-rate è imbarazzante; i comandi sono problematici; la telecamera rende impossibile giocarlo; tutto è frustrante. Insomma, tante accuse pesanti.
Ora, non ne sono sicuro completamente, ma alcune patch durante quel mese hanno aggiustato le cose. E si, perché altrimenti non si spiega la mia totale non condivisione di tutte le accuse precedenti. The Last Guardian non è di sicuro un titolo perfetto, ma io vi giuro che ho iniziato e portato al termine l'avventura senza mai cadere preda della frustrazione. E lo dico senza ricevere nessuna somma di denaro in cambio.

Fatta questa doverosa premessa, mi chiedo: alla cos'è questo discusso The Last Guardian? E' un qualcosa che mancava. Mancava al mondo dei videogiochi, che sono sempre più preda degli spara-spara, dello spacchettamento compulsivo, di seguiti su seguiti, e di altre str**** varie. The Last Guardian è una delle rare eccezioni.

Ammetto di aver avuto tantissimi dubbi riguardo questo titolo, quasi tutti riconducibili ai fattori divertimento/interesse. Ebbene, mi sono dovuto confessare in chiesa per aver avuto dubbi sulla effettiva qualità finale. The Last Guardian è un titolo appassionante, superbo, poetico, ma è incredibilmente anche divertente. Ho attraversato ogni fase di gioco con interesse sempre costante, e la voglia di avanzare non ha mai vacillato.
Potrei stare qui per ore a descrivere la bellezza dei due protagonisti, il loro rapporto, il loro viaggio, le emozioni che trasmettono. Oppure delle magnifiche e imponenti strutture che si attraversano, condite da enigmi che personalmente ho trovato perfetti. Mai troppo difficili e mai troppo semplici da risolvere.
Una colonna sonora da brividi, che sebbene non sia sempre presente, accompagna l'avventura nei giusti momenti con note dolci e decise, senza mai perdere quel pizzico di poesia.
Una regia ottima, un lato artistico ispiratissimo, e quella reale sensazione di apertura totale della mente che è riuscita ad accompagnarmi dall'inizio alla fine.
E poi c'è lui, Trico, forse uno dei pochi personaggi dei videogiochi che ricorderò per sempre, semplicemente perché si tratta di un simbolo unico, un qualcosa che non mi era mai capitato di incontrare in un videogioco, e non solo. Tanto affascinante, quanto tenero, forte, e squisitamente ideato. Senza nulla togliere al protagonista (un piccolo Nathan Drake), che con la sua voce rende il tutto più indimenticabile.

E come detto, The Last Guardian non è però un titolo perfetto. Alcuni difetti sono ben presenti ma, ripeto, a mio parere non rovinano più di tanto l'esperienza di gioco, anche perché sono quasi tutti di natura tecnica: come un frame-rate che cala drasticamente in alcuni momenti di gioco (mai oltre i pochi secondi); e una telecamera non tremenda, ma nemmeno una delle migliori.

PRO:
-L'essere unico
-I protagonisti e il loro rapporto
-Sa far accendere il cervello
-Colonna sonora
-Attraversare alcune zone pericolose provoca ansia positiva
-Trico ha bisogno dei suoi tempi, ma fa ciò che vuole il giocatore
-Enigmi perfettamente bilanciati
-Poetico come pochi

CONTRO:
-Alcuni stacchi di telecamera fastidiosi
-Cali di frame-rate in alcuni punti
-Forse vi capiterà di ritrovare Trico in zone da lui non subito accessibili
-Suggerimenti su schermo abbastanza invadenti
-Parte finale di gioco (cioè quella dove si gioca) forse la meno ispirata
-Diversi punti della trama vanno "interpretati"

Per molti si tratta di una via di mezzo tra un bel videogioco e una mezza delusione, per altri è un capolavoro, e per altri ancora si tratta di un titolo da evitare. Per me questo The Last Guardian è stato un viaggio. Un viaggio che difficilmente dimenticherò quando qualcuno mi chiederà di parlare di videogiochi che hanno coraggio. E quindi merita, merita di emergere. Così come merita la bravura del maestro Ueda.

Anche perché ogni volta che ho la fortuna di giocare a titoli del genere, titoli che offrono un impatto emotivo notevole, titoli che permettono di viaggiare con la mente stando semplicemente seduto sulla poltrona di casa tua, quando permettono tutto ciò... io ringrazio. Ringrazio di essere nato videogiocatore.

9

Voto assegnato da Giulio0491
Media utenti: 8.5 · Recensioni della critica: 8.2

FedeChief

FedeChief ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

Un Legame Indissolubile

Non ci voglio di certo io per ricordate a tutti la storia di questo gioco dal suo annuncio ad oggi, rimane il fatto che la cosa più importante è che possiamo stringerlo tra le mani.

Non voglio dilungarmi troppo nella recensione perché la mano di Ueda è ormai riconoscibilissima.
L’ambiente che ci circonderà da inizio gioco fino all’ultimo fotogramma è molto suggestivo, un po’ come in ICO questa fortezza in mezzo al nulla riesce ad incantare grazie all’ottimo stile artistico.
L’assenza di musica riesce in alcuni parti, grazie anche ai suoni ambientali, a regalare momenti di puro relax, anche se in alcune fasi di gioco avrei gradito un piccolo accompagnamento d’atmosfera.
I puzzle non sono molto complicati, ma non sono mai del tutto banali, stessa cosa per gli scontri con le guardie.

Trico è bellissimo come lo è il legame che si va a sviluppare e che esplode in un finale meraviglioso.
Ottima anche l’interazione del protagonista con Trico, il quale non si comporta in modo macchinoso, ma anzi come un animale reale non agisce a bacchetta, ma in alcuni casi tituba, giovando molto all’immersione del giocatore, anche se sacrifica un po’ il ritmo del gioco che pur non essendo spedito in alcuni momenti risente della presenza della bestia.

Tecnicamente i tanti anni di sviluppo si avvertono, infatti in molti frangenti ci ritroveremo con delle texture non proprio al massimo della forma, come del resto anche il framerate un po’ ballerino durante lo svolgersi del gioco e decisamente calante nella parte finale.
Forse è la prima volta che parlo della telecamera in una recensione, ma le varie lamentele lette sulla rete me lo impongono e posso confermare che non è sicuramente una delle cose meglio riuscite di tutto il gioco, ma d’altro canto non è neanche così terribile come alcuni la vogliono far passare, infatti una volta regolata la velocità con cui si può spostare basta non incastrarsi in qualche bugigattolo per evitare schermate eccessivamente strette d’inquadratura o del tutto nere.

Per Concludere: Pad alla mano ed occhi al televisore ogni cosa di questo gioco urla il nome del suo creatore.
Mescolando alcuni elementi di ICO ed altri di Shadow of the Colossus, in linea di massima, si ottiene The Last Guardian che però non per questo soffre di identità, ed anche se addosso si porta le cicatrici di uno sviluppo travagliato riesce a mantenere le sue promesse.

Rulletto

Rulletto ha scritto una recensione su The Last Guardian

Cover The Last Guardian per PS4

The Last Guardian - Un Visconte Dimezzato

Il terzo colpo di Fumito Ueda ha centrato di sicuro qualsiasi fan delle sue precedenti opere, esattamente come con buona parte di chi voleva avvicinarsi alle sue opere; qui davanti non abbiamo solo un semplice viaggio, ma un passo in avanti nella storia dei videogiochi, vi spiegherò il perché ma preferirei fare un passo alla volta.

The Last Guardian (senza fare alcun tipo di "spoiler") narra di un viaggio tra un bambino di cui non sapremo il nome e di un Trico (il gioco di parole Ico-Nico-Trico, hah!), ovvero un incrocio tra un roditore, un cane e un grifone. Questo è quello che posso dire per quanto riguarda la storia di base, dato che ogni informazione in più verrebbe presa per "spoiler" e quindi non dicibile. Il coinvolgimento c'è ed è davvero altissimo, un crescendo di emozioni che esploderanno alla fine, da questo punto di vista ha azzeccato alla grande.

Il gameplay è molto semplice: si tratta di una risoluzione continua di enigmi in cui sfrutteremo le abilità (ridotte all'osso) del nostro protagonista e del suo compagno Trico. La specialità del gameplay del titolo risiede proprio in Trico, ed è grazie a lui che i videogiochi faranno un passo in avanti: l'IA, i dettagli, il modo in cui si comporta è esattamente identico a quello di un animale, cosa che farà molto piacere ma al contempo incazzare e frustrare in quanto delle volte pare che abbia proprio una testa dura. I modi in cui reagisce tu riesci a comprenderli immediatamente, a partire dalle espressioni facciali fino al modo in cui i suoi occhi cambiano luminosità e colore: ad esempio, quando è ostile, i suoi occhi si illuminano e brillano di un colore roseo; quando trova un barile (l'interno è fonte di nutrimento per i Trico), i suoi occhi brillano di giallo e dopo che il barile viene ingerito si vede l'iride per un istante per poi tornare completamente neri. Solo per lui il gioco vale la candela, assolutamente!

Il lato artistico del gioco, poi, è anch'esso magia per gli occhi, accompagnato da una dolce melodia che accompagna l'avventura di ogni giocatore nel proprio viaggio; sarà il primo titolo di Ueda che ho giocato, ma ciò che ha voluto esprimere io l'ho sentito pienamente, da applausi.

Peccato però che il lato tecnico sia tutt'altro che da applausi, non saprei da dove cominciare; alcune texture sono sgranatissime, cali di frame rate non proprio assurdi ma comunque fastidiosi, bug di gioco che rallentano l'esperienza (più volte mentre mi appendevo a Trico quando saltava il bambino cadeva senza che io facessi nulla, facendomi riavviare dall'ultimo save), insomma un casino! Le fasi di combattimento contro le armature poi non sono proprio emozionanti come lo possono essere le prime volte, talvolta possono diventare molto ripetitivi e si inizia a pensare "dai, quando finisce così gli stacco le lance e andiamo avanti?" e non importa se si può usare uno scudo o le armature hanno armi che possono rendere lo scontro impossibile solo per Trico, lo scontro finirà sempre lì! Come disse un certo utente di ludo, "10 anni per il gioco, 10 minuti per l'ottimizzazione" (FROM THE DARK).

In conclusione: The Last Guardian va assolutamente giocato come un'esperienza rilassante e consiglio a tutti caldamente di giocarlo in estrema tranquillità, con tutta la pazienza che volete perché è un titolo che necessita di calma; godetevi le atmosfere, godetevi il legame che si forma tra i due, godetevi TRICO e soprattutto, godetevi The Last Guardian per quello che è. Il gioco sarà impeccabile sul lato artistico e ludico, ma se siete persone che guardano molto il lato tecnico allora vi consiglierei di passare ad altro, o magari recuperatevelo a prezzo decisamente contenuto (per me con 30 euro accontenta ambo le parti del Visconte), in quanto penso che il gioco riuscirà a sorprendervi e a marcare un'esperienza indimenticabile nei vostri cuori.

Non ci sono interventi da mostrare.