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Leo P

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ha scritto una recensione su Kingdom Hearts III

Cover Kingdom Hearts III per PS4

Kingdom hearts 3, la delusione

La piú grande delusione videoludica della mia vita porta il nome di Kingdom Hearts 3, un gioco che io e buona parte della mia generazione di gamers ha aspettato per ben 13 anni.

I problemi di questo "terzo" (o decimo?) titolo della saga sono molteplici, e non si limitano al fatto di non aver rispettato a pieno le aspettative createsi in 13 anni di vita (un numero di anni già di sè inaccettabile per una attesa, non esiste bellezza di un titolo da giustificare questo lasso di tempo) ma quanto meno mi sarei aspettato un buon gioco di 9a generazione, un tripla A "standard" che avesse reso almeno giustizia a due dei piú bei giochi per ps2.
Questo non succede, e quello che la mia generazione di gamers si è ritrovata fra le mani è un titolo poco piú che mediocre, menomato e freddo, che non va ad aggiungere niente ed anzi va persino a peggiorare la formula proposta dai titoli precedenti della sesta generazione, sia a livello di trama, gameplay e level design.
Forse sarebbe stato considerato tripla A se fosse uscito nei primi anni di vita della ps3, ma anche qui, sono state tagliate così tante cose rispetto ai primi titoli che sarebbe comunque risultato deludente.

Analizziamo meglio nel dettaglio quanto detto.

TRAMA [SEMI-SPOILER]:
Dopo un decennio di titoli per console portatili che l'hanno ampliata e complicata a livelli quasi imbarazzanti, la trama di kingdom hearts 3 viene presentata e sviluppata quasi come una parodia di sè stessa, tant'è che nella prima ora di gioco ci accorgiamo che non stiamo giocando a KH3, bensí a KINGDOM HEARTS 2.9 (si, ne appare il titolo dopo aver finito il primo mondo) quasi a prendere in giro il consumatore.
Ma va bene, complicato non è sinonimo di brutto: se tutto questo intreccio è servito a creare un finale bello, memorabile e degno di nota, va piú che bene.
Ma non succede neanche questo.
Letteralmente, per quasi tutta la durata del gioco la trama non va avanti di una virgola: assistiamo ad un susseguirsi delle storie dei film dei mondi disney mentre i personaggi principali della saga si fanno le seghe mentali, gli antagonisti (l'organizzazione 13) cercano gli elementi mancanti per attuare il loro piano malvagio, ma non trovano nulla fino alla parte finale del gioco in cui tutto esplode e si risolve in modo brusco e affrettato durante le ultime 4 ore in un turbinio di clichè, incoerenze e colpi di scena inutili. Il ritmo accelera talmente tanto che le singole sottotrame dei vari personaggi sono costrette a risolversi in fretta e furia inficiando non solo sui personaggi stessi, ma su tutto un sistema di coerenza che aveva creato finora il franchise con il continuo rimandare del titolo, nel senso: mi fai aspettare così tanto per poi risolvermi tutto in questo modo?
Non entrerò nel merito delle questioni della trama per motivi di lunghezza (ci potremmo scrivere altre 3 pagine), ma basta dire questo per far capire il disastro che è riuscita a combinare la Square Enix in questo titolo. Per carità, non sarà tutto da buttare, ma sono molte, troppo le incongruenze e i problemi per dare un giudizio positivo alla scrittura.
Addirittura i personaggi di Final Fantasy, come Squall e Cloud, non esistono più.

GAMEPLAY E LEVEL DESIGN:
Decisamente la parte che piú mi ha deluso di tutta l'esperienza. Partiamo con il dire una cosa: il gameplay di Kingdom Hearts in generale, o meglio il sistema di combattimento, è da sempre stato uno dei miei preferiti in assoluto.
Dinamico, divertente coloratissimo, si possono usare magie, fusioni e non ci si stanca mai a sconfiggere heartless e nemici sempre diversi, ognuno con la sue caratteristiche.
L'unico pregio di KH3 dunque è riprendere parte delle caratteristiche di questo combat system per renderlo piú veloce, ma anche qui l'esperienza viene rovinata da due fattori in particolare:
- La difficoltà imbarazzante del gioco, facilissimo anche nella modalità "esperto", nella quale è possibile superare il gioco anche facendo a meno di magie e comandi rapidi, traducendosi tutto in un "premi x e vinci". Davvero poco soddisfacente
- La presenza di comandi rapidi e potenziamenti attivabili con il tasto triangolo, la maggior parte dei quali cosí brutti, noiosi e inutili (come le giostre disney) che costringono il giocatore a combattere sempre alla stessa maniera per evitare di usarle, perchè seguono meccaniche molto piú legnose e poco efficaci rispetto al combattimento normale. E in piú, non si possono disattivare, obbligandoci a giocare con la costante schermata sopra al menu di combattimento con scritto: "attiva visore blaster! attiva trio guardiano!" per tutto il tempo.

Senza contare la mancanza delle FUSIONI, elemento veramente distintivo e divertente in Kh2, qui del tutto assenti: vi è solo un tipo di trasformazione, quella in heartless nero, che però non basta a rimpiazzare la varietà del gameplay che offrivano le precedenti fusioni.

Ma i dolori non finiscono qui, poichè sebbene alla fine i combattimenti siano anche abbastanza divertenti, metà dell’eseperienza è frastagliata dalla presenza di minigiochi alquanto discutibili (come ad esempio: balla insieme a Rapunzel) che oltre a risultare inutili e talvolta nocivi nei confronti dello sviluppo degli eventi (perchè Sora dovrebbe mettersi a ballare con gli abitanti del regno di Corona o raccogliere la frutta nel regno di Winnie the Pooh mentre deve salvare il mondo?) non sono neanche divertenti in sè, anzi sono talmente banali e spogli che mi verrebbe da paragonarli ad alcune applicazioni gratis scaricabili su cellulare android, anzi alcune di queste sono molto più divertenti di tali alcuni minigiochi che servono per platinare il gioco.

Infine, il level design. Questo è un punto molto importante su cui mi vorrei soffermare perchè è ciò che secondo me rende questo titolo molto più freddo e poco sentito rispetto ai suoi precedenti.
In KH3 vediamo sì mondi molto più ampi a livello di spazio, ma molto più vuoti a livello di contenuti.
Una cosa che è stata rimossa in questo nuovo titolo è la presenza delle aree dei mondi: se vi ricordate, in precedenza tutti i mondi erano ben suddivisi in aree ciascuna con un proprio nome, il cui insieme andava a formare una mappa ben definita del mondo di cui facevano parte poichè connesse in modo sistematico e intelligente. Questo portava il giocatore non solo a imparare la mappa per muoversi, ma rendeva anche memorabili le aree, ognuna coi suoi anfratti e con la sua tipologia di heartless al loro interno, quasi come se ogni area avesse la sua “personalità”.
Come già detto, questo in KH3 è assente, dove invece ci troviamo mondi composti da ampi e vuoti “corridoi” (sicuramente la struttura è lontana sia da qualsiasi open world sia da come già detto dai precedenti titoli) percorribili uno di seguito all’altro senza nessun tipo di interconnesione, che non fanno altro che creare un senso di vuoto e freddezza nel giocatore. Mano a mano che si va avanti nel corridoio, la trama nei singoli mondi va avanti fino al boss finale che è sistematicamente un heartless o un burattino dell’organizzazione 13 (a parte uno o due mondi) e non un villain della disney, che qui sono praticamente inesistenti; un vero peccato data la personalità di taluni che arricchivano di non poco la varietà dei personaggi nei vari titoli KH.
Per non parlare poi della mancanza di NPC: tolta Crepuscopoli (qui davvero ridotta all’osso) non è possibile praticamente interagire con nessuno degli npc che si vedono durante il gioco, che già sono pochissimi (solo i protagonisti dei mondi disney e i membri dell’organizzazione 13 esistono).
Per quanto riguarda il gameplay della gummiship invece , qui è gestito in maniera completamente diversa: I controlli sono decisamente peggiorati, e i livelli non sono più quelli di una volta. Adesso è possibile spostarsi da un mondo all’altro in due minuti senza praticamente combattere, solamente osservando la nave che va avanti lentamente mentre spingi cerchio per accelerare verso il mondo prestabilito. Si può scegliere comunque di combattere contro altre navicelle e boss, ma anche qui il combattimento è solo uno sparare e schivare per 4-5 minuti buoni con il modello della navicella spaziale che si muove lungo a destra o sinistra dello schermo senza acrobazie, con la possibilità di fare un solo attacco.

Non c’è molto da parlare invece riguardo al post-game: è presente solo un boss segreto in tutto il gioco, non c’è nemmeno il Torneo dell’Olimpo. Si, avete sentito bene, non esiste alcun torneo dell’olimpo, è stato completamente rimosso. Non c’è neanche Sephirot.

LATO TECNICO
Le musiche sono buone, soprattutto quelle di punta del titolo. Le OST invece sono poco memorabili, e molte riciclate.
La regia e i dialoghi del titolo sono davvero un problema. Più di 13 ore di gioco sono dedicate a filmati, dei quali 10 ore sono filmati in cui vediamo dialoghi composti da: soggetto 1 da una parte e soggetto 2 di fronte a un metro di distanza, due inquadrature una per il soggetto 1 e una per il soggetto 2, che per esprimere un concetto c’è bisogno che parlino almeno 4 volte tutti quanti, tutti nella stessa posizione, completamente fermi da una parte e con giusto due o tre animazioni per esprimere rabbia o stupore o felicità, quasi come se sembrassero lobotomizzati. Ogni concetto di trama deve essere discusso e ampliato, allungando inutilmente il brodo di una trama già complicata di per sè. Molti dei dialoghi inoltre mi sono sembrati molto banali e alcuni mi hanno addirittura messo in imbarazzo per la stupidità, soprattutto in alcuni film disney, in cui concetti così triti e ritriti come quello di amicizia, di bontà, di cuore, di luce sono riproposti ancora con lo stesso spirito Teen Drama anni 90 ormai scontatissimo.
Buona la grafica, alcuni film Disney come Toy Story sembravano veramente usciti dal cartone animato, per non parlare della grafica nel mondo dei Pirati dei Caraibi, veramente godibile. A volte però nel gioco normale sembra che sia un pò tutto plasticoso e poco caloroso, il che non giova alla vuotezza dei mondi proposti.

Insomma, questo titolo mi ha lasciato decisamente l’amaro in bocca.
Non reputo KH3 un buon gioco, sebbene sul lato tecnico sia quantomeno discreto.

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