Un gioiellino
Per essere un videogioco indie, "Clair Obscur: Expedition 33" presenta degli scenari mozzafiato ai limiti dell'onirico, nei quali potersi perdere e affrontare tutte le battaglie che servono per far livellare i personaggi a dovere. Parliamo di un RPG occidentale con combattimenti a turno, che tuttavia richiedono riflessi pronti nelle fasi di "parry" (parata) e per le schivate. Tutte le volte che riuscirete a parare dei colpi, avrete la possibilità di scegliere diversi attacchi, magici o corpo a corpo, a vostra disposizione. La difficoltà "canonica" è "NORMALE", ma sappiate che, scegliendo la modalità facile, il videogioco vi darà comunque del filo da torcere. E più di una volta.
In questo videogioco, scopriremo di essere i personaggi di un dipinto che prende vita grazie a un'energia vitale denominata "chroma" che viene mista all'inchiostro utilizzato per dipingere una tela che diventa dunque un portale dimensionale verso quel nuovo mondo che rappresenta una Francia alternativa e variopinta, un po' steam punk. I creatori di questo mondo sono i membri della famiglia Dessendre; alcuni di questi cancellano i loro personaggi operando il "Gommage", per motivazioni a me sconosciute. Questo mondo è un rifugio per l'elaborazione di un lutto, infatti la pittrice perse suo figlio Verso durante un incendio, creandone dunque un simulacro vivente che funge da alter ego. La morale del gioco è che il dolore va affrontato di petto, non rifugiandosi altrove. Tuttavia, il videogioco permette di scegliere se salvare il dipinto, e dunque l'intera dimensione di Lumière, oppure distruggerlo e affrontare la realtà del mondo esterno.
La trama, seppur particolare, non mi ha particolarmente toccato; mi aspettavo qualcosa di molto più commovente, ma alla fine ci troviamo in una dimensione in cui non si muore mai davvero, quindi certe scene drammatiche perdono intensità. Oltre a ciò, noto che i ritmi narrativi delle cutscene rallentano inesorabilmente man mano che si procede nel gioco, con una mole infinita di tempi morti che non contribuiscono granché al character development, né all'atmosfera del gioco. Molte cutscene sono inoltre non ottimizzate a dovere, dal momento che noto fin troppi cali di frame rate.
Il mio voto va perlopiù alle ambientazioni. Parliamo di scenari meravigliosi, variopinti, variegati, con tante sfumature di colore e di luci. Forse, il vero pezzo forte del gioco sono proprio loro. Nulla da ridire sul combat, che tiene impegnati anche a difficoltà FACILE.
Molto bello se amate gli RPG.