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Paul Joestar
Cover Hellblade: Senua's Sacrifice per Xbox One

This feeling is not sadness, this feeling is not joy

Ho atteso qualche giorno per recensire Hellblade, a caldo probabilmente il voto sarebbe stato ancora più alto.
A mente fresca, posso comunque tranquillamente dire che questa è stata la mia migliore esperienza di questa generezione.
Descritto come un indie con valori produttivi da AAA, sarebbe più corretto parlare di comparto tecnico con valori produttivi da AAA. Perchè l'impianto sonoro è assolutamente fuori scala, così come la narrativa del gioco.
Il comparto visivo è quindi davvero clamoroso, soprattutto artisticamente. Ninja Theory ha creato un mondo norreno stupefacente, in ogni sua componente.
Ma passando al gioco, Hellblade ci mette letteralmente nei panni di una ragazza, Senua. Una guerriera, una donna che amava follemente il suo uomo, Dillion, morto durante l'incursione dei Norreni nel suo villaggio. Senua soffre, si incolpa di questo avvenimento e decide di affrontare un lungo viaggio per e dentro l'Helheim, il regno dei morti della mitologia norrena. Lo scopo è riportare indietro il suo amato, tenendo la sua testa sempre attaccata alla vita.
Ma Senua non è sola, non lo è mai. Ha evidenti problemi, ne soffre tremendamente. Sente delle voci, costantemente. Non solo quella di Druth, unico sopravvissuto alla tragedia, ma anche e soprattutto le sue.
Il gioco ci avvisa immediatamente sin dal suo primo avvio, Ninja Theory ha fatto tutto questo anche per sensibilizzare il pubblico sui problemi delle malattie mentali.
E sarà proprio la psicosi di Senua il suo principale nemico, non gli Dei Nordici, non la terrificante Hela. Le ascolterete? A volte vi aiuteranno persino, nella risoluzione degli enigmi ed in battaglia.
Tutto ciò è coadiuvato da un'interpretazione straordinaria di Melina Juergens, al suo primo lavoro da attrice. Giocando il gioco vi renderete conto del lavoro incredibile che ha fatto nell'interpretare Senua, guardando i dietro le quinte, ancora di più.
Vorrei inoltre parlarvi della meccanica del "permadeath", che in realtà nel gioco non esiste. Ascoltate però la sua descrizione, leggete attentamente i sottotitoli e teneteli a mente, noterete che tutto torna in un determinato punto del gioco.
Quindi è tutto oro qui? No, il gioco ha evidenti limiti ludici, ma non necessariamente diventano difetti data la struttura del titolo.
Stiamo parlando di un gioco assolutamente lineare, con pochissima interazione ambientale e senza alcunché che devii dalla sua struttura di base. Gli enigmi si basano esclusivamente sulla concentrazione e sullo scovare determinati simboli, il combat system è basilare e resta identico dall'inizio alla fine e la longevità si assesta, credo, tra le 6 e le 8 ore.
Dipenderà da come intenderete il gioco, potrebbe anche annoiarvi terribilmente.
Io, personalmente, lo considero come un'esperienza videoludica da fare, obbligatoriamente con le cuffie. Il viaggio di Senua è intenso, affascinante e maledettamente ben costruito.
Se non vi dispiacciono i giochi lineari, ma soprattutto se amate la mitologia norrena, dategli una possibilità, potrebbe davvero sorprendervi.

8.8

Voto assegnato da Paul Joestar
Media utenti: 7.9 · Recensioni della critica: 8.3

mitex

mitex ha pubblicato un'immagine nell'album films

Quando lo trovo in tv non posso fare a meno di guardarlo e riguardarlo sempre!!
Ma quante volte l'avrò visto....
FENOMENO

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