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Sviluppato da Deck13, The Surge è un gioco di ruolo uscito il 16 maggio 2017 per PC Windows · Link: store.steampowered.com

Benvenuto in CREO, la multinazionale che salverà il mondo! Un evento catastrofico ti ha fatto perdere i sensi al primo giorno di lavoro… Ti sei svegliato in un avveniristico esoscheletro in un'area distrutta del complesso. Robot impazziti, una sadica intelligenza artificiale e colleghi psicopatici e dai poteri sovrumani ti aspettano per ucciderti. Sconfiggi nemici letali e imponenti boss in scontri corpo a corpo brutali e tesissimi. Stacca gli arti ai nemici e scegli cosa saccheggiare grazie al nuovo sistema di bottini! Equipaggia, fabbrica e migliora nuove armi e corazze dopo aver smembrato gli avversari e potenziati per sfruttare al massimo le nuove meccaniche di passaggio di livello.

7.8

Recensioni

1 utente

Willy Hunter

Ancora e' presto per trarne le conclusioni ma m'ha preso di brutto
Dopo 7 ore di gioco sto scoprendo un piccolo gioiellino da me un po' snobbato lo ammetto all'uscita.
Sottovalutato, si presenta con una forte personalità ed una spiccata originalità. Puo' dire la sua e rappresenta un'esperienza videoludica degna di nota.

Lagomorph

ha scritto una recensione su The Surge

Cover The Surge per PS4

The Surge(ry on a grape)

"Sbagliando si impara", è così che definirei in poche parole The Surge, perché dopo un Lords of the Fallen piacevole ma decisamente grezzo, i ragazzi di Deck13 hanno fatto tesoro del proprio lavoro limandone i difetti ed accentuando i pregi.
Stavolta il risultato è ottimo, sicuramente non esente da problemi, ma ben superiore rispetto all'accoglienza che ha avuto, sottovalutato da molti e dimenticato in fretta.
Forse ne comprendo anche il motivo, perché il gioco richiede una grande attenzione e concentrazione durante il gameplay, e se non riesce ad appassionare da subito è normale che uno lo giochi a scazzo.
Ma perché dico questo? Innanzitutto per la narrativa, ma prima di approfondire vi spiego l'incipit del gioco:
In un futuro neanche troppo lontano, il pianeta è sull'orlo del baratro per colpa di guerre, inquinamento e consumismo esagerato, quando tutto sembra perduto Jonah Guttenberg fonda CREO, un'azienda che tramite l'uso di satelliti e lanci spaziali punta a rigenerare l'atmosfera ed a dare nuova vita alla terra. Tra le tecnologie sviluppate dalla compagnia figurano anche le exo-tute, degli esoscheletri indossabili che permettono ai dipendenti di svolgere tranquillamente anche i lavori più pesanti, è proprio grazie ad esse che il protagonista Warren decide di farsi assumere da CREO, così da poter tornare a camminare sulle proprie gambe dopo averne perso l'uso in seguito ad un incidente.
Il primo giorno di lavoro si rivela essere il peggiore, appena fatto il "check-in" Warren viene sottoposto all'installazione della tuta, che però avviene direttamente sulla sua pelle e dopo atroci sofferenze gli fa perdere i sensi.
Al suo risveglio si ritrova circondato da detriti e cadaveri, completamente ignaro di cosa stia succedendo ma con un'unica certezza: ha riacquistato l'uso delle gambe.
Come premesse le ho trovate estremamente interessanti, soprattutto perché danno subito lo stimolo a proseguire per fare chiarezza sugli avvenimenti. Comunque la narrazione più che a quella dei souls l'ho trovata simile a quella di un Bioshock, infatti nella stessa maniera ci ritroviamo in un mondo distrutto che andremo a ricostruire ricollegando le informazioni ottenute dai vari file audio, dai video del talk show della CREO o dai pochi superstiti, a volte si possono scoprire cose addirittura limitandosi ad osservare lo scenario.
E solo così otterremo le risposte che cerchiamo, il semplice avanzamento della trama porta avanti la storia di Warren e poco altro, quindi un'esplorazione povera vi lascerà con parecchi punti interrogativi ed è per questo che inizialmente ho detto che giocando con poca attenzione è facile perdersi le sfaccettature del gioco. Comunque benché alcune cose rimangano un po' oscure(come i dettagli su Resolve) o lasciate all'interpretazione, per il resto si viene a sapere tutto e si hanno pure dei bei colpi di scena, vengono anche toccate tematiche molto interessanti e in qualche occasione bisogna compiere delle scelte che non sono affatto scontate. Grandi miglioramenti rispetto a Lords of the Fallen si vedono negli NPC, già solo trovarli è emozionante in quanto sono gli unici segni di vita in mezzo alla desolazione ed in generale sono molto più carismatici, c'è un reale sviluppo nelle loro storie e ci si affeziona davvero ad alcuni di loro.
In sintesi sono rimasto molto soddisfatto dalla narrazione di The Surge, mi ha appassionato per tutta l'avventura e mi ha sempre spinto a cercare i codex per saperne di più, tanto che a gioco finito penso di averne mancati un paio al massimo.
Anche sul fronte gameplay sono stati fatti notevoli passi avanti, innanzitutto velocizzando il battle system tramite colpi più rapidi, schivate più reattive ed in grado di percorrere distanze maggiori, cure istantanee e moveset più fluidi. Quest'ultimi sono ben caratterizzati ma quasi per nulla differenziati tra armi dello stesso tipo, e sotto quest'aspetto si poteva fare decisamente di meglio visto che comunque l'armamentario è piuttosto scarno con solo 5 categorie diverse.
Ed è proprio questo il problema più grande di tutto il gioco: la troppa poca varietà, i tipi di nemici sono pochi nonostante ve ne siano a palate ed i boss sono anch'essi 5, di mini-boss o nemici unici invece praticamente non ce ne sono proprio. Comunque per le boss fight in sé siamo su buoni livelli, ma nessuna di esse risulta effettivamente eccezionale.
Caratteristica invece positiva ed originale del titolo è il limb-targeting system, che permette di effettuare il lock-on su arti, testa o corpo di un nemico così da concentrare gli attacchi sulle parti scoperte, ma anche colpirne l'armatura avrà i suoi vantaggi visto che ci permetterà di dropparla una volta smembrato. A conti fatti come sistema è ancora un po' semplicistico e l'aggancio ha un range troppo corto ed è leggermente scomodo, ma ha un ottimo potenziale per miglioramenti futuri.
Gli equipaggiamenti qui funzionano diversamente rispetto agli standard dei souls-like, non hanno peso ma modificano positivamente o negativamente determinate statistiche e possono sbloccare ulteriori bonus passivi quando si indossa un set completo. La vera limitazione nell'indossarli consiste nel loro costo di energia nucleica, essa è un valore che aumenta salendo di livello e oltre che per le armature serve per equipaggiare gli impianti. Gli impianti sono il vero fulcro della variegata personalizzazione di Warren, vanno inseriti nei slot appositi della nostra tuta ed offrono bonus di ogni tipo, ad esempio anche di quante e quali cure disponiamo dipende da loro, a seconda di come decideremo di impiegarli andremo effettivamente a caratterizzare il nostro playstyle, ad aggiungersi a ciò abbiamo anche un drone che con il proseguire dell'avventura potrà eseguire azioni di supporto dagli effetti più disparati. Per usarlo e per usare gli impianti con abilità attive avremo però bisogno di energia, una terza barra complementare a vita e stamina che si ricarica in modo praticamente inverso a quest'ultima, colpendo e parando attacchi e che sarà alla base di molte strategie, ma che in questi casi richiederà molta aggressività visto che non è conservabile e decade nel tempo.
Ritornano anche alcune delle belle idee di Lords of the Fallen come il moltiplicatore di esperienza, eccezionale per farmare e non più bloccato ad un massimale di 2X, e l'esperienza perduta da recuperare entro un tempo limite, forse qui reso fin troppo permissivo dalla possibilità di ricaricare il timer uccidendo nemici, nelle mie 35 ore di gioco mi è successo solo una volta di perdererla così.
Parliamo ora dell'altro fattore che può disincentivare i meno attenti: il level design. Le mappe sono strutturate bene ed offrono un sacco di vie nascoste e luoghi segreti dove trovare drop o file audio sempre graditi, inoltre i ricongiungimenti tra le varie aree sono ben studiati e non fanno pesare la presenza di una sola medbay(il falò, in soldoni) per zona.
Il problema sorge quando questi livelli così intricati vengono inseriti in un setting tecnologico che offre molti meno punti di riferimento -e qui non saprei dire quanto sia un problema dell'ambientazione e quanto dei sviluppatori- rispetto ad un classico souls.
Personalmente, benché concordando con questa critica parecchio diffusa, non ho avuto problemi e mi sono orientato benissimo anche così, gli unici cazzi li ho avuti all'ultima area che effettivamente era un fottuto labirinto. asd
Ma restando in tema, l'ambientazione com'è? Pur non trovandola ovviamente ai livelli delle opere di Miyazaki o di un Ni-Oh, l'ho apprezzata nella sua decadenza futuristica, presentando un setting ancora inedito per i soulslike e delle location estremamente interessanti nella loro inusualitá; laboratori, fabbriche, addirittura uffici e sale espositive, tutti arricchiti da una buona cura per dettagli e fondali. Prestazione da applausi anche a livello tecnico, il Fledge Engine proprietario di Deck13 qui è stato usato con dovizia eccezionale, ricreando scenari ricchi, bellissimi effetti di luce e particellari, boss gargantueschi e texture pulite ma particolareggiate, mantenendosi comunque su 30 fps GRANITICI(Addirittura 60 su pro) ed in full HD, risultati svariate spanne sopra non solo a Lords of the Fallen, ma anche ai souls stessi. Se proprio dovessi criticare qualcosa mi attaccherei al design non sempre convincente delle armature o a qualche animazione legnosetta, ma sono proprio inezie.
Sul sonoro si è svolto un lavoro particolare, decidendo di usare poco o nulla la colonna sonora per puntare maggiormente sull'immersione tramite rumori ambientali, ovviamente per fare una cosa simile serve un lavoro minuzioso e così è stato, ogni superficie camminabile ha il proprio suono, anche quando a terra vi sono detriti particolari come ferro o vetro si ottiene un effetto sonoro apposito, anche i nemici saranno ben riconoscibili semplicemente ascoltando ed il feedback non è affatto male, anche sentire Prisoner riprodotta dalle casse della Medbay dopo un po' diventerá di routine. Stavolta anche il doppiaggio è di pregio, non inferiore agli standard vertiginosi settati dai vari capitoli di Dark Souls.
Anche i bug sono molti meno che in passato, ed a parte qualche compenetrazione o un occasionale flickering audio c'è ben poco che infastidisca.
In conclusione, The Surge ha i suoi bei difettucci ma è comunque un gioco che può appassionare se riesce a prenderti e se hai voglia di starci dietro, e poi non si può che complimentarsi con Deck13 per aver migliorato l'esperienza in quasi ogni campo rispetto al loro lavoro passato, magari ce ne fossero di più di sviluppatori così volenterosi. ahsisi
Ora aspetto con piacere il seguito, convinto che riuscirà a migliorarsi ulteriormente.
Ah ed ecco la lista di pro e contro per i signori tl;dr:
Pro:
+ Storia appassionante che stimola la prosecuzione...
+ Buon combat system
+ Personalizzazione approfondita
+ Level design ben studiato...
+ Tecnicamente solidissimo e doppiaggio d'eccezione
+ Riprende i punti forti di Lords of the Fallen e ne migliora le debolezze

Contro:

- Poche armi, pochi nemici, pochi boss
- ...Se si ha voglia di andarsela a cercare
- Boss fight solo discrete
- ...Ma può risultare confusionario
- limb-targeting system interessante ma migliorabile

Ludopatia

Inizio pessimo che suscita pena e vergogna
C'é modo e modo di fare una intro. Questo è quello sbagliato.
Design generale di nemici e ambientazione... poco ispirato, buttato a caso e caotico
Ripetitività di fondo che si palesa nella prima ora di gioco
Combat system l e n t o, macchinoso e tediosamente complesso già nelle prime fasi

L'ho solo provato, ma bho... male male

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