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Cover Assassin's Creed: Rogue

Sviluppato da Ubisoft, Assassin's Creed: Rogue è un gioco d'azione e avventura uscito l'11 novembre 2014 per PlayStation 3 · Pegi 18+

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Assassin’s Creed Rogue è in assoluto il capitolo più oscuro dell’intero franchise di Assassin’s Creed. Nei panni di Shay, vivrai una lenta ma profonda trasformazione da Assassino a cacciatore di Assassini. Segui il tuo credo e intraprendi una missione per eliminare gli Assassini attraverso New York e le selvagge valli fluviali del continente, fino a raggiungere le glaciali acque dell’Atlantico del Nord.

7.5

Recensioni

26 utenti

JinValeGirl

JinValeGirl ha scritto una recensione su Assassin's Creed: Rogue

Cover Assassin's Creed: Rogue per PS3

Molto oscuro come capitolo e riflessivo a mio avviso, amo i giochi con una storia che in fondo ti fa riflettere, quanto saremmo disposti ad abbandonare amici o comunque persone a cui teniamo per fare ciò che si crede più giusto per "salvare il mondo"? Difficile da fare.... Shay è un personaggio che inizialmente non mi ha detto molto, a tratti forse troppo impulsivo, e credo che il tutto si sarebbe potuto risolvere "parlandone", però... le meccaniche sono quelle di Black Flag, MA con varie aggiunte e con una mappa che ho apprezzato molto di più! Vedere l'Artico in questo gioco è una chicca per gli occhi! Chi critica questo gioco solo perché si impersona un Assassino diventato un Templare, cacciatore di assassini.... dovrebbe pensarci su..... Le OST sono belle, soprattutto quella della schermata gioco, un chiaro riferimento alla famosissima OST "Ezio's Family" in Assassin's Creed 2, intramontabile! Nota dolente: il doppiaggio italiano, inascoltabile, il gioco infatti l'ho giocato con doppiaggio inglese e sottotitoli inglesi... sorry.

8.5

Voto assegnato da JinValeGirl
Media utenti: 7.5 · Recensioni della critica: 7.5

Chris88

Chris88 ha scritto una recensione su Assassin's Creed: Rogue

Cover Assassin's Creed: Rogue per PS3

Assassin's Creed: Rogue

Siamo sinceramente sorpresi. Perché, a scatola chiusa, Assassin’s Creed: Rogue aveva tutte le caratteristiche del gioco-spazzatura. Realizzato con asset riciclati, presentato come “contentino” per chi non ha ancora effettuato l’upgrade a una console di nuova generazione e basato sulle meccaniche del gioco dello scorso anno, il tutto all’interno di una serie criticata per la sostanziale scarsa evoluzione nel gameplay. Insomma, non avevamo grandi speranze.
E invece, dopo un lungo weekend passato in compagnia di questo nuovo capitolo della saga di Assassin’s Creed, rilasciato in concomitanza con il ben più blasonato Unity, ci siamo trovati di fronte a un capitolo che, contro ogni nostra più rosea aspettativa, ha qualcosa da dire.
Il primo aspetto di Rogue che ci ha sorpreso si riscontra nella trama. Ubisoft non si è mai negata dal definire questo come il primo capitolo della serie a metterci nei panni di un templare, ma ciò che non ci ha detto è la ragione per cui la storia si spinge in questa direzione. Shay Patrick Cormac, il protagonista della vicenda, inizia nei panni di un assassino ed è mosso dalle stesse motivazioni che hanno guidato gli animi dei precedenti protagonisti della saga. Assasin’s Creed: Rogue per le prime tre ore ha le sembianze di un normale capitolo della serie, e sostanzialmente non abbiamo idea di che cosa stia per accadere. La trasformazione di Shay in un templare avviene in maniera quasi estemporanea, dopo una delle sequenze più spettacolari dell’intera saga, e ci rivela una storia che non avremmo mai potuto immaginare. In breve, Rogue riesce a mostrarci il punto di vista opposto rispetto a quello degli altri Assassin’s Creed, e di farlo in una maniera tale da creare empatia nel giocatore e da portarlo a riflettere sull’intero impianto narrativo dei precedenti giochi. Per una volta, il bianco e nero della dicotomia Assassino-Templare assume ampie sfumature di grigio, lasciandoci capire che forse in questa guerra non ci sono realmente buoni e cattivi. Da questo punto di vista, Rogue è una vera sorpresa, e - pur comprendendo le ragioni di marketing dietro alla scelta - troviamo sia stato un vero peccato che Ubisoft abbia deciso di rivelare il ribaltone nella trama già al momento dell’annuncio del gioco.
Peccato che tutto questo non sia stato accompagnato da un protagonista carismatico: la trama di Rogue chiede a gran voce la presenza di personaggi forti per giustificare gli avvenimenti che si susseguono sullo schermo, e Shay - nonostante la sua coraggiosa scelta di passare dall’altra parte della barricata - sembra muoversi per pura inerzia tra i vari eventi che portano all’epilogo dopo una ventina di ore di gioco.
Un’altra caratteristica della trama di Rogue è di svilupparsi in maniera spesso discontinua, con continue analessi e prolessi che potrebbero spiazzare il giocatore abituato alla progressione lineare dei precedenti capitoli. C’è una ragione narrativa dietro a questa non-linearità, ma non ve la sveleremo: vi basti sapere che quello che avviene al di fuori dell’Animus giustifica ciò che avviene nel gioco. Purtroppo la non linearità della trama porta spesso a brevissime sessioni di gioco intervallate da caricamenti, che spezzano il ritmo e portano il giocatore a distrarsi, ignorando alcuni elementi narrativi altrimenti interessanti. Ne risulta una trama piuttosto confusa, che richiede un po’ di pazienza per essere metabolizzata e che, senza mai realmente deludere, ci lascia comunque un pizzico di rammarico.

Yessgame.it

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Vauxhall

Vauxhall ha scritto una recensione su Assassin's Creed: Rogue

Cover Assassin's Creed: Rogue per PS3

Ultimo capitolo old gen dedicato all'eterna lotta Assassini/Templari. Che dire? Sarò chiaro: il gameplay di Assassin's Creed mi ha stufato. Da Altair a Shay la crescita è stata troppo poca. Ok le battaglie navali ma poi? Anche qui che passiamo dall'altra parte del conflitto si doveva approfittare per alcune varaiazioni. Stesse mosse e movimenti, arrampicati, sincronizza ecc. Alle missioni secondarie ormai nemmeno mi ci avvicino più, gioco solo la storia principale. Esatto ed è proprio per queste che continuo a giocare i capitoli di questa saga. Le trame sono interessanti ma soprattutto mi affascinano un sacco le ambientazioni e gli incontri con personaggi realmente esistiti. Questo terrà in piedi il mio proseguire ma per il resto... Anche la trama "contemporanea" dell'Abstergo non è che sia più così interessante.

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