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Cover We Happy Few

Sviluppato da Compulsion Games e prodotto da Gearbox Publishing, We Happy Few è un gioco d'azione e avventura uscito il 13 aprile 2018 per PlayStation 4.

Ghost92

Ghost92 ha pubblicato un link riguardante We Happy Few in L'angolo delle offerte

23,83£ per We Happy Few(multilingua) su Base.
Uno dei miglior prezzi di sempre, credo.

The Masked Warrior

Ordunque, ho racimolato abbastanza ore per esprimere un primo parere in merito al gioco; ci ho messo un po perchè è innanzitutto un gioco piuttosto impegnativo, che impiega qualche ora per aprirsi e per comprendere le meccaniche nella loro complessità.
Iniziamo togliendoci subito il dente avvelenato: si, il gioco non è esattamente un capolavoro di tecnica, anzi, è può risultare piuttosto al di sotto degli standard attuali ed è quasi un gioco dell’era PS3/Xbox 360, con cali di frame vistosi specialmente in città, piccoli glitch grafici, un paio di volte il mio personaggio è rimasto incastrato in determinati punti, NPC che evitano ostacoli “fluttuando”, qualche sottotitolo non localizzato e altri proprio assenti e cose così, ma nonostante tutto mi aspettavo molto di peggio, visto che si parlava di un gioco quasi “rotto” a livello tecnico, ma a quanto pare leggendo in giro è un problema che interessa più la versione PC (che novità), solo un crash nelle prime ore ma poi nessun altro problema grave che comprometta realmente il gioco; sul combat system, definito più o meno da tutti come l’aspetto peggiore del titolo, mi sento di criticare più il contrattacco che altro, non importa quante volte tu ti sia esercitato con la parata, anche se riesci a sincronizzarla poco prima dell’attacco sembrerà sempre una meccanica che funziona a random che non qualcosa che richiede una precisione millimetrica, e un po scoccia...
Tolto questo, posso dire di non rimpiangere minimamente l’acquisto, anzi, ma non è un titolo che consiglierei con leggerezza, e il perchè è presto detto...
Innanzitutto, il modo migliore che mi viene per descrivere questo gioco è che si tratta essenzialmente del frutto di un menage-a-trois tra Bioshock, Dishonored e Prey; dal primo riprende la direzione artistica e il world building, mentre dagli altri due la libertà d’approccio e la possibilità di combinare varie meccaniche di gameplay per risolvere i problemi che ci si parano davanti, ovviamente non ci attestiamo sulla medesima qualità, ma non per questo è meno profondo.
We Happy Few è essenzialmente un survival roguelike, con una spruzzatina di immersive sim: esploreremo la città di Wellington Wells raccogliendo risorse, svolgendo quest di varie entità ma sopratutto cercando di conformarsi il più possibile; infatti esattamente come nei migliori di romanzi do Orwell e un po anche Brazil, siamo catapultati in una società distopica, e chi non si conforma viene additato come minaccia e pertanto viene perseguito se non ucciso dagli abitanti e dalle forze dell'ordine.
L'aspetto survival è quello più prominente: il nostro personaggio ha bisogno di dormire, bere e mangiare, ma mentre in altri survival stare troppo tempo denutriti e/o assetati porta alla rapida dipartita del personaggio,qui otteniamo soli dei buff/debuff in merito alle sue condizioni fisiche (un pg sazio ad esempio può subire più danni prima di morie, se ben idratato e riposato avrà considerevoli boost alla stamina e allo scatto, e ovviamente viceversa in caso siate affamati, assetati e assonati); la ricerca di cibo (possibilmente non marcio), acqua pulita e medicinali sarà vitale per mantenere la salute del nostro pg, ovviamente sarete anche costretti a scelte drastiche, ad esempio se sarete costretti a nutrirvi di carne avariata e verdure marce, subirete un'intossicazione alimentare, pertanto, se non avrete le giuste medicine per guarire, sarete costretti a fabbricare un particolare “tè” che vi farà rimettere quanto mangiato, a discapito di un lieve calo della fame (e quindi perdita del bonus da “sazietà”) ma in compenso guarendovi dall'intossicazione, e questo è solo un esempio.
La componente roguelike è quella meno accentuata, almeno se si scegli un qualunque livello di difficoltà al di fuori di “Vigilante” ovvero il più difficile e che abilita la permadeath, diciamo che al momento vista la tipologia di gioco sconsiglio di iniziarlo sin da subito così, anche perchè il gioco è già complesso di suo a normale, e con la morte permanente sin dall'inizio potrebbe risultare frustrante per qualcuno; la mappa viene creata all'inizio di ogni partita,nel senso che ogni edificio, strade, piazze e vie pre-costruite sono posizionate in maniera randomica per una serie di isole create in maniera procedurale, pertanto se ricomincerete una nuova partita, un mercante che si trova in una determinata posizione della mappa potrebbe essere spostato dall'altro lato della città, e la cosa pertanto aggiunge un po di pepe nell'esplorazione del mondo ad ogni nuova partita.
L'esplorazione difatto è vitale e pienamente consigliata, non solo per ricevere risorse utili alla sopravvivenza, ma soprattutto perchè Wellington Wells nasconde tanti segreti e sorprese in ogni angolo: ad esempio esplorando un ristorante abbandonato ho trovato dietro un quadro una console con un enigma, dopo averlo risolto mi sono ritrovato un rifugio nuovo di zecca (elemento vitale per la sopravvivenza); molto belle anche le sidequest, che spiccano anche per varietà e complessità, a volte si tratta di solo di raccogliere determinati oggetti o intrufolarsi in una zona che può contenere risorse di alto livello, altre ancora spiccano per essere più elaborate, dal traverstirsi come una celebrità locale per giocare ad una particolare versione di “Simon Dice”, all'intrufolarsi in una casa stregata dopo esserci fatti pesantemente di funghi allucinogeni; la varietà, insomma, non manca.
L'immersione, come già detto, è una parte importante per quanto concerne l'esperienza di We Happy Few grazie anche ai molteplici modi che possiamo utilizzare per superare le situazioni: sceglierete di agire di giorno adeguandovi alla società, vestendovi bene, comportandovi secondo l'etichetta e prendendo la vostra Gioia (la droga simbolo di WHF) oppure aspetterete la notte, sgattaiolando nelle case mentre tutti dormono saccheggiando risorse e evitando le misure di sicurezza extra imposte dal coprifuoco? Ad assisterci in ciò ci pensa anche un ottimo assortimento di armi, gadget e abiti ognuno con uno specifico utilizzo e sopratutto utilità in base al nostro stile di gioco.
Sulla trama non mi esprimo ancora in quanto ha una struttura abbastanza particolare (è una sola ma la seguiamo attraverso gli occhi di tre diversi personaggi, ognuno col loro punto di vista e uno specifico gameplay), ma al momento sembra promettere bene; magnifica la caratterizzazione dell'isola di Wellington Wells, che fonde retrofuturismo, atmosfere psichedeliche anni 60, paranoie distopiche e tanto, tanto black humor british che più british non si può.
Ho già fatto un bel wall fo text ma capirete perchè ci ho messo così tanto a scrivere le “prime impressioni”: We Happy Few è un gioco complesso, elaborato, pieno di meccaniche da imparare e elaborare, e pertanto potrebbe non essere affatto immediato e semplice per il giocatore medio; solo per questo ho lasciato fuori un sacco di mecaniche da illustrare, come l'effettivo utilizzo della Gioia, i gadget che possiao utilizzare e l'estrema importanza dei vestiti e in che modo essi influenzano il gameplay per la quale sarebbero servite moooolte altre parole; in estrema sintesi, We Happy Few è un diamante grezzo, un piccolo gioiello di distopia inglese retrofuturistica che “paga” purtroppo un comparto tecnico non al'altezza, che potrebbe scoraggiare molti; ma anche tenendo conto di questo parliamo di un titolo che merita una possibilità, specie se avete apprezzato anche solo uno dei tre giochi che ho menzionato; come Vampyr, questo è un titolo che sotto l'apparenza imperfetta, nasconde un vero tesoro.

The Masked Warrior

The Masked Warrior ha pubblicato un'immagine nell'album Acquisti riguardante We Happy Few

Erano giorni che lo stavo cercando; può rivelarsi la mediocrità che tutti dicono o l’ennesimo gioco che ha ricevuto più critiche di quanto effettivamente si sia meritato.
Il mio istinto protende per la seconda ipotesi, ma per la risposta definitiva ci vorrà un’altra oretta.

PlayStation Bit

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