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Castlevania: Symphony of the Night PSX

Sviluppato da Konami e prodotto da SCEA, Castlevania: Symphony of the Night è un platform game uscito nel 1997 per PlayStation.

9.6

Recensioni

43 utenti

Recensioni

9.6

Media dei voti
43 recensioni degli utenti

Nappone il Saggio
Cover Castlevania: Symphony of the Night per PSX

Credo che attualmente la critica videoludica specializzata sia in una situazione che definire stagnante è dir poco. Nella mia vita non m’è mai capitato di leggere una recensione dall’inizio alla fine, non ci sono mai riuscito; aprivo la recensione, ne leggevo l’introduzione, ne leggevo il paio di righe successive e poi subito a vedere il voto. Annoiato mi rendevo conto che il succo dell’intera recensione era quello e non c’è mai stato finora giornalista “specializzato” che sia riuscito ad intrattenermi del tutto con i suoi scritti.

Il vero problema del videogioco è che mancano regole oggettive di valutazione. La critica non ha canoni precisi cui riferirsi e qualunque connotazione oggettiva muore nel momento in cui spesso leggo tra i difetti che il gioco è “troppo difficile”. Per quanto difficile non ritengo però impossibile stabilire dei canoni oggettivi di valutazione del videogioco, medium d’intrattenimento ed artistico interattivo e dunque soggettivo per eccellenza, ritengo però anche che prima o poi il critico specializzato dovrà avere qualche titolo in più rispetto a “gioco dall’età di sei anni i miei videogiochi preferiti sono skyrim e final fantasy sette”.

Lasciamo un attimo da parte questi discorsi con la promessa che sia sull’argomento “critica” che sull’argomento “canoni oggettivi di valutazione” tornerò in futuro così potremo discuterne tutti assieme appassionatamente e mi potrete insultare quando senza troppe argomentazioni dirò che non vedo una bella storia nei videogiochi da almeno venti anni.

Tutto questo preambolo l’ho scritto perché in ogni recensione di Sotn che ho letto (o provato a leggere) della critica specializzata non ne ho trovata una (una sola che sia una) che sia stata in grado di farmi capire perché questo capitolo di Castlevania sia il capolavoro immenso che tutti dicono. Fioccano voti altissimi, ma nessuno mi dice perché. Tutti dicono “questo gioco è un must have”, nessuno dice perché, il buon multyplayer nella recensione del pacchetto “Symphony of the night” e “Rondo of blood” mette addirittura nello specchietto finale tra i pro “Symphony of the night è un must have”.
Ragazzi che cazzo.

Ebbene raramente leggo le recensioni prima di giocare un gioco, ma con Symphony of the night lo feci. Lo feci principalmente perché non sono il più grande fan dei Metroidvania, dunque cercavo nelle recensioni qualcosa che mi spingesse a provare questo gioco da tutti additato a capolavoro assoluto. Immaginate la mia delusione quando in ogni recensione trovai solo sporadiche nozioni di gameplay, tra l’altro assimilabili a qualunque altro Metroidvania in commercio.

A gioco finito pensai “bene, stavolta ha ragione la critica”. Non c’è modo di capire come abbiano fatto gli sviluppatori della Konami a creare un tale capolavoro rendendo incomprensibili i motivi di tale definizione. Ho provato a scrivere una recensione per così dire “tecnica” del gioco, commentando gli sprite, la trama, il gameplay… La classica recensione insomma, che però ho ben notato denaturi del tutto il valore del gioco [recensioni infatti che puntano a valutare la sola tecnica non definiscono più Sotn un capolavoro, riducendone il valore ad un “misero” 8 o 80].

E dunque? Terminiamo qui? Diamo ragione alla critica specializzata ed inseriamo Sotn nei giochi invalutabili?
Sì e no.

Symphony Of The Night è una sublime sinfonia, una composizione che unisce più voci e strumenti. È un videogioco artistico senza alcun tipo di artisticità nella sua banalissima storia. Gli elementi di gameplay si amalgamano dunque perfettamente in una sinfonia che non si riesce a capire perché alle orecchie suoni così bene. “Sublime è ciò di cui la sola possibilità di esser pensato dimostra la presenza di una facoltà dell'animo nostro che trascende ogni misura sensibile.” Scrive Kant su Symphony Of The Night.

Quindi stavolta non prendiamoci con la povera critica, Sotn è un’opera d’arte quasi impossibile da descrivere, va semplicemente giocata e vissuta.
Divertitevi.

9.5

Voto assegnato da Nappone il Saggio
Media utenti: 9.6

Aenima
Cover Castlevania: Symphony of the Night per PSX

La miglior grafica 2D per PSX, una colonna sonora magnificente, dialoghi memorabili, un gameplay profondo e soddisfacente rendono questo Castlevania uno dei più grandi videogiochi di tutti i tempi. "What is a man?"

10

Voto assegnato da Aenima
Media utenti: 9.6

SAV
Cover Castlevania: Symphony of the Night per PSX

Un po platform e un po action/RPG, Symphony of the Night è il miglior Castlevania che sia mai stato creato, o forse dovremmo dire il miglior Metroidvania mai creato, viste le meccaniche di gioco molto simili a quelle della famosa saga di Samus Aran. Un giocone di una bellezza senza pari che incanta la vista con la sua elegantissima e stilosissima grafica bidimensionale e che incanta l'udito grazie ad una colonna sonora tra le più meravigliose mai ascoltate in un videogioco. Un titolo mastodonticamente bello che presenta un gameplay formidabile, un level design esente da difetti ed una longevità elevatissima. Symphony of the Night è un giocone che risplende come un diamante di infinita bellezza, un vero capolavoro che tuttora insegna come dovrebbe essere sviluppato un grande videogioco. Un prodotto encomiabile che vi farà vivere una delle più fascinose esperienze ludiche che siano mai state create. Imprescindibile.

10

Voto assegnato da SAV
Media utenti: 9.6

DonLicht
Cover Castlevania: Symphony of the Night per PSX

Premessa: stilare questa recensione senza fare spoiler è stato, per me, quasi impossibile perché avrei saltato dei passaggi fondamentali di questa bellissima esperienza, e nonostante si tratti di un gioco del ’98 è possibile che qualche utente non l’abbia ancora giocato (in quel caso veda di rimediare così come ho fatto io sisi ), quindi ATTENZIONE!

Cominciamo.

Cosa succede se si mischiano insieme i generi platform, action, avventura e RPG?
Semplice, se ne ottiene uno nuovo, ovvero il Metroidvania.
Castlevania: Synphony of the Night si discosta non di poco rispetto al suo predecessore andando ad affinare un gameplay già perfetto di suo introducendo vari elementi ruolistici (livelli, esperienza, equipaggiamenti) inserendoli in un’ambientazione totalmente esplorabile ricca di passaggi segreti, enigmi e infiniti corridoi presenziati da orde di zombie o qualsialtro mostro/creatura.
Il gioco inizia con il combattimento finale tra Richter e Dracula, con la successiva “sconfitta” di quest ultimo (tra l’altro con la stessa grafica asd );

Dopo 4 anni da quel avvenimento, però, appare il leggendario castello del Conte che si dice si manifesti solo ogni 100 anni, stavolta non ci toccherà vestire i panni di Richter o di un altro del casato Belmont, ma bensì di Alucard, il figlio di Dracula svegliatosi dal suo sonno per mettere fine definitivamente all’esistenza del padre.

All’inizio possiederemo l’equipaggiamento più forte del gioco che, sfortunatamente, ci verrà sotratto da uno dei servitori più fedeli di Dracula, ovvero Morte manifestatosi a noi per proteggere il suo padrone, verremo quindi lasciati al nostro destino all’interno di un castello dal quale non potremo più scappare.

Ad affrontarci ci troveremo contro tutti i tipi di mostri conosciuti: scheletri, zombie, licantropi, minotauri, centauri, fantasmi, streghe, maghi, Cthulhu! E chi più ne ha più ne metta.
Continuando nel nostro percorso pian piano racimoleremo esperienza, equipaggiamenti e oggetti che ci permetteranno di sopravvivere nel mentre che esploreremo il castello in lungo e in largo trovando ogni sorta di tranello, passaggio segreto, tesoro, vecchi e nuovi amici che ci daranno una mano nella nostra avventura o che ci andranno contro.

Per coloro che si volessero approcciare a questo gioco per la prima volta consiglio caldamente di esplorare tutte le aree della mappa e di sfruttare appieno ogni potenziamento ottenuto anche in quelle zone dove ci sembrerà di aver ottenuto tutto, potreste avere delle piacevoli sorprese.

Essendo il seguito diretto di Rondo of Blood riprende la vecchia ambientazione del suo predecessore concentrandola tutta all’interno di un castello che dopo un po’ non sembrerà fatto solo di mera pietra (o pixel), ma diventerà una seconda casa per noi un po’ come lo è per il nostro protagonista, impareremo a conoscerlo nonostante lui ci rifiuterà.

In un gioco come questo non potevano non mancare i boss! Ognuno realizzato con un design superbo e ispirato alle cose più varie, non importa che siano in coppia, giganteschi o composti da un enorme ammasso di cadaveri ognuno va sconfitto col metodo che più deisderate: armi da lancio, magie, cazzotti o colpi di spada, a voi la scelta.

Una volta giunti alla quasi totale esplorazione del castello, ottenuto quasi ogni potenziamento cosa può mancare se non il boss finale?...e una volta battuto schermata dei credits e si spegne la console….
E INVECE NO!

Come ho detto prima l’esplorazione è fondamentale e quel “quasi” deve scomparire del tutto poiché potreste aver saltato un’area specifica dove potrete trovare un oggetto fondamentale alla sconfitta del vero boss finale.
Una volta sconfitto partirà un filmato: il cielo sopra il castello si riempirà di nuvole vorticose e al centro di esse comparirà un secondo castello, a testa in giù, il vero Castlevania! Da qui Alucard prenderà la decisione di andarci per adempiere al suo dovere;

Anche il giocatore verrà messo di fronte ad una scelta, se pur indirettamente: andare avanti o fermarsi definitivamente per, magari, evitare di rovinare una bellissima esperienza di gioco?
Io, personalmente, ho scelto la prima e ne sono rimasto ancora più affascinato, non ne avevo ancore abbastanza di quel mondo, o meglio, di quel castello, volevo di più!...e di più ho avuto.

Nuovi mostri, nuovi boss ma soprattutto quel castello rovesciato che non sembrava più lo stesso che avevamo imparato a conoscere in precedenza, ma come una medaglia, ha una faccia tutta nuova e, a tratti, inquietante.
Da qui in poi non c’è nulla da dire, almeno fino alla battaglia finale contro Dracula che si conclude con uno dei dialoghi più tristi e amari che abbia mai letto nella mia carriera da videogiocatore.

Il tutto è supportato da una colonna sonora pazzesca con brani che non sfigurerebbero nemmeno in un salotto aristocratico, in una chiesa e perfino in un concerto rock, inoltre anche la difficoltà generale rimane abbastanza alta, almeno per gli standard di ora.

In sunto Castlevania: Symphony of the Night mi ha portato non solo alla scoperta di un genere tutto nuovo, ma mi ha anche fatto maturare in qualità di videogiocatore con tutti quegli elementi che lo hanno reso un capolavoro con la C maiuscola.
.
.
P.s.
Prendo quest’ultimo spazio per ringraziare Pazzo che, con i suoi vari racconti e la sua passione per questa saga mi ha spinto a recuperare questo titolo e, in contemporanea, mi ha dato delle informazioni che non potevo avere per varie ragioni utili alla scrittura di questa recensione.

9.7

Voto assegnato da DonLicht
Media utenti: 9.6

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