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Steam vola ma a pagare sono i piccoli - editoriale

Il 39% dei giochi totali (21.406) presenti su Steam sono stati pubblicati lo scorso anno, cioè 7.696 titoli. Un numero incredibile di produzioni, spalmati nel corso di dodici mesi con una media di oltre 641 giochi ogni trenta giorni. È soltanto uno dei dati più importanti da tenere da conto quando si analizza la piattaforma digitale di Valve, che lo scorso anno ha generato un fatturato di 4,3 miliardi di dollari. Tale informazione è stata lanciata da Steam Spy, che però non tiene in considerazione i DLC e le microtransazioni, il che significa che probabilmente ha generato molti più profitti.



Di per sé questo dato - galvanizzato dalle 28 milioni di copie vendute da PlayerUnknown's Battlegrounds - è esplicativo dell'enorme impronta che Steam ha ormai lasciato nel mondo PC. E se le offerte, le comodità del formato digitale o i salvataggi su cloud sono ottimi motivi affinché un consumatore sia deliziato dalla proposta firmata Valve, ci sono tante zone d'ombra da valutare nell'operato della società di Bellevue.



Consideriamo infatti tutte le sfaccettature dell'onnipotenza di Steam nel mercato PC. Per prima cosa, la piattaforma digitale ha notevolmente ridotto il valore percepito dei giochi a causa dei fortissimi sconti che diverse volte all'anno coinvolgono l'intero catalogo, dai giochi tripla A a quelli indipendenti. Secondo Steam Spy i prezzi medi di vendita di un gioco su Steam sono infatti in calo: 5,99 dollari nel 2017, che scendono a 3,99 dollari per un indie e a 2,99 dollari per un indie pubblicato nel 2017. Numeri effimeri se pensiamo al lavoro che può star dietro alla produzione di un gioco.

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6 aprile 2018 alle 17:10