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Secondo la scrittrice Amy Hennig il mercato odierno non avrebbe accettato il primo Uncharted

Quando si tratta di Naughty Dog, ci sono alcune IP che vengono in mente come Uncharted. Uno dei membri chiave che è stato responsabile di aver lanciato questo gioco sul mercato è stata Amy Hennig, una regista e sceneggiatrice che ora non fa più parte dello studio. Ora il famoso sviluppatore sta riflettendo sul lancio del primo gioco Uncharted e ha affermato che il mercato di oggi non avrebbe trovato il titolo come accettabile.



Durante il DICE 2019, Amy Hennig ha parlato con alcune pubblicazioni di diversi argomenti e in un'intervista con VentureBeat, si è discusso della narrativa del primo Uncharted. La Hennig ritiene che Uncharted: Drake's Fortune non andrebbe bene nel mercato di oggi. Una teoria che nasce dall'analisi delle varie tendenze in corso in questo momento.



"Ho detto che non penso che un gioco come il primo Uncharted sarebbe oggi un passo fattibile. L'idea di un'esperienza di otto ore, senza online, senza multiplayer al giorno d'oggi non funziona più. Ora devi avere un sacco di ore di gioco. Otto non basterebbero mai. Vediamo dove le cose stanno andando, verso i servizi dal vivo, i battle royale e i game as service. Tutte queste cose sono meno inclini alla narrazione tradizionale."



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25 febbraio 2019 alle 14:20

 

Ancora con sta soria? Il mondo dei videogiochi anche adesso non é solo online. Un sacco di videogicatori amano il single player e le storie con una trama decente. Sono 2 fette di mercato diverse che hanno entrambe un buon seguito.

 

Concordo e onestamente, da estimatore del singleplay con trama, non ne posso più di questa ossessione a tutti i costi per online/sandobx e menate varie che va sempre più a discapito di chi vorrebbe un certo tipo di esperienza (e che sta uccidendo un sacco di franchise storici)

Comunque per come la vedo io sono anche i publisher che ci mettono su un bel carico e marciano in tal senso, perché il game as a service permette di spremere il più possibile i propri IP con microtransazioni et similia ed è in più molto meno uno "sbattimento" da sviluppare

 

Il problema non è tanto per la longevità di un titolo, quanto abbia da offrire sul serio e di come è strutturato tutto il gioco.

 

Io invece sono d'accordo con la Henning. Con un gioco single-player, lineare, con una longevità intorno le 10 ore, senza multiplayer e senza granché di rigiocabile a quest'ora si sarebbe gridato allo scandalo (come poi è effettivamente avvenuto con altri giochi del genere).