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Calliope

ha scritto una recensione su Senua's Saga: Hellblade II

Cover Senua's Saga: Hellblade II per PS5

Condizioni metali

Da tempo avevo nel mirino il seguito della storia di Senua. Ricordo il primo capitolo come coinvolgente nella sua drammaticità, ma anche spiazzante per la trama e la protagonista, Senua, i cui natali avvengono nelle isole scozzesi nel IX secolo, affetta da schizophrenia, guerriera forte e al contempo fragile nella sua condizione.
Gioco non perfetto, certo, ma la qualità artistica e il coinvolgimento riuscivano a surclassarne i difetti.
Un merito della particolarità di Hellblade era, ed è, sicuramente l'audio, creato per essere ascoltato al meglio con le cuffie, per dare al giocatore la sensazione realistica delle voci che costantemente affollano la testa della protagonista.

In questo secondo capitolo Senua (e la sua psicosi) conclusa l'epopea del primo capitolo, portando avanti l'intento di fermare un traffico di schiavi, naufragheranno su un isola Islandese brulla e inospitale.

Purtroppo, devo dire che la mia esperienza con il gioco, questo secondo capitolo promettente, è stata perlopiù abbastanza deludente.

Partendo dalle ambientazioni. Belle, certo, ben fatte, ma estremamente monotone.
Qualche sezione, tipo una sotterranea in particolare, sembra artificiosamente diluita, in quella che è la complessiva longevità dell'avventura.
Il gameplay, tante camminate dietro a qualcuno senza poter fare altro. Molte, troppe sezioni lente, troppo lente. Un passaggio stretto, un arrampicata, strisciare in cunicoli. In molte occasioni mi son trovata a sussurrare, insieme alle voci di Senua... "ma ti muovi?"... con l'analogico tutto inclinato in avanti, come servisse a qualcosa...
Combattimenti alla lunga tutti uguali, belli nella messa in scena ma poco coinvolgenti, estremamente scriptati, tranne forse quelli contro i giganti, ma solo per la storia che si portano dietro, non per altro.
Gli enigmi ambientali, molto basici, rispetto al primo capitolo, hanno diminuito le sezioni dove ricercare nella natura determinati simboli per poter proseguire, che alla lunga venivano a noia, aggiungendone altri, ma ugualmente risultano tutti poco stimolanti.
In generale il gioco poi non riesce a mio parere dove aveva colpito il primo capitolo. Ovvero instillare angoscia, far empatizzare con Senua e lottare convintamente con lei per ottenere ciò che vuole.
Oltretutto anche la trama in sé di questo capitolo pare un pochino affrettata, poco approfondita. Il gioco si perde a farti soffrire fisicamente per passare in una strettoia, ma non si preoccupa ad esempio di approfondire alcuni personaggi che viaggiano e collaborano nell'avventura di Senua, se non con brevi dialoghi di accompagnamento durante le camminate.
Bella l'idea dei giganti e delle loro storie, ma, per come son implementate a mio parere, non riescono a colpire così forte come avrebbero dovuto per spiccare e risultare almeno alla pari con quanto successo, quanto ho avuto, dal precedente capitolo. Forse sono in un periodo particolare e non sono ricettiva come dovrei? Come ero? Forse. Non so.

Rimane il fatto che Hellblade 2 per me è sicuramente esteticamente bello da vedere, ma purtroppo, niente di più, e me ne dispiace immensamente.

6

Voto assegnato da Calliope
Media utenti: 7.8

Calliope

ha scritto una recensione su Resonance: A Plague Tale Legacy

Cover Resonance: A Plague Tale Legacy per PS5

Spin Off?

Resonance, terzo gioco della saga A Plague Tale, ci porta a seguire la storia di Sophia, personaggio secondario conosciuto nel capitolo precedente, Requiem.
Un avventura estremamente lineare, che alterna sapientemente fasi esplorative, piccoli enigmi e qualche semplice scontro anche con piccoli boss. Semplice perché le dinamiche di gameplay che comprendono equipaggiamenti e mosse di attacco e difesa per Sophia, non sono per nulla complesse, ma non per questo noiose, a mio parere.
Il gioco ha una giusta longevità, una quindicina di ore circa, ed è in grado, grazie alla trama che include un altro personaggio giocabile e un ulteriore avversario "particolare", di coinvolgere assolutamente il giocatore.
Molto bello nelle sue ambientazioni che si alternano tra fasi esterne molto luminose, rovine antiche e luoghi oscuri molto inquietanti, dove spesso nascondersi e passare inosservati è indispensabile.
All'apparenza Resonance non ha molta attinenza con i precedenti capitoli. Ma ciò che lo collega in realtà non è tanto nei personaggi, ma nella lore generale che riguarda la Macula e l'Ordine.
Emozionante in alcuni momenti, risulta ben scritto ma forse un po' affrettato in alcune caratterizzazioni dei protagonisti.
Anche l'audio e la colonna sonora sono ben realizzati e di impatto. A mio parere comunque, il migliore della saga fino ad ora. Unica "delusione" il fatto ancora non sia ben chiaro cosa sia la Macula.

8.8

Voto assegnato da Calliope
Media utenti: 8.7

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