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It: capitolo due - recensione

Sulle macerie si ricostruisce. E sui traumi, sui dolori dell'adolescenza, sono andati avanti a vivere i protagonisti del primo film di due anni fa. La narrazione era stata nettamente divisa in due momenti ben distinti, rispetto all'intreccio che ne aveva fatto Stephen King nel suo romanzo.



Una scelta stilistica e produttiva che non aveva entusiasmato tutti, noi compresi. Ma in assenza di Cary Fukunaga (che dopo il successo di True Detective, avrebbe dovuto dirigere il primo film, e che invece aveva abbandonato per divergenze con la produzione), il regista Andy Muschietti, insieme a Gary Dauberman, riesce a riprendere i fili della narrazione così bene, da rendere agevole la visione anche a chi avesse scelto di non vedere il primo film.



E i ritratti dei componenti del Club dei Perdenti sono meno convenzionali di quelli dei ragazzini, sia per la scrittura sia per la scelta del cast adulto, che nel suo complesso lascia soddisfatti. Unica obiezione, l'eccessiva durata, due ore e 49 minuti che metteranno alla prova gli spettatori meno appassionati.



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4 settembre 2019 alle 10:40