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PS5: quale sarà la nuova data dell'evento reveal? Le prime indicazioni di Sony

Sony è stata la prima grande compagnia a reagire in modo concreto alla difficile situazione degli USA e alla questione razzismo e #BlackLivesMatter. Lo ha fatto ovviamente con dichiarazioni ufficiali contro brutalità e discriminazioni e assumendo una posizione condivisa praticamente da tutta l'industria videoludica.



Ma lo ha fatto anche rinviando l'evento reveal di PS5 che ci avrebbe permesso di dare una prima occhiata ai videogiochi next-gen in arrivo sulla console. La notizia, per quanto assolutamente comprensibile e condivisibile, ha ovviamente deluso molti anche perché a differenza di quanto fatto per l'evento di Cyberpunk 2077 e per il PC Gaming Show, il rinvio non è stato accompagnato dall'annuncio di una nuova data per l'evento.



Quando avremo, quindi, la tanto agognata prima occhiata all'universo PS5? A quanto pare Sony ha condiviso la primissima vaga indicazione aggiornando la descrizione del video di annuncio dell'evento previsto per la serata di oggi: "Aggiornato: Questo evento è stato rinviato. Presto ci faremo sentire con una nuova data".



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4 giugno 2020 alle 10:30

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Penso che non abbia reagito in alcun modo concretamente. Di fatto, la sony non ha fatto nulla se non rimandare la proiezione di un video in pratica. Sarebbe stato concreto invece tirare fuori dei soldi per supportare associazioni che si occupano di problematiche simili, allora si. Sony come altre si è adeguata per prima rilanciando la moda per le aziende di prendere posizioni in temi del genere. Penso che l’essersi schierato sia un grande sintomo di ipocrisia per questa e altre aziende che in casi ben peggiori sono rimaste indifferenti. Per dirne una, mi chiedo quante vittime facciano le armi in America, così come le persone che soffrono la fame o sono morte per l’ebola o sotto regimi odierni o senza motivo in recenti incidenti aerei eccetera.
Quello di Floy come altri passati risolleva una questione importante ma le aziende dovrebbero evitare di fare queste schifezze per far parlare di se.