Activision Blizzard ha licenziato 800 dipendenti, chiuso gli uffici in Francia e ora ha bisogno di ingaggiare 2000
Si potrebbe semplicemente commentare con una semi-citazione, con "è il mercato baby!", ma ritrovarsi in questi giorni di fronte alle dichiarazioni che trapelano da Activision Blizzard lascia quanto meno in parte stranite molte persone, anche tra gli addetti ai lavori.
Nell'industria videoludica è piuttosto normale trovarsi di fronte a contratti a progetto e a ondate di licenziamenti seguite da assunzioni più o meno importanti. Certo è che l'ultimo anno e mezzo del colosso dei videogiochi non è passato inosservato andando da licenziamenti di massa e chiusure di quelli che in passato erano importanti poli strategici per poi arrivare alla necessità di portare avanti assunzioni altrettanto di massa. L'unica costante di questo periodo? I risultati finanziari da record.
Nel febbraio del 2019 vi abbiamo parlato di come la compagnia stesse lasciando a casa circa 770 persone tra disperazione e pianti, all'interno dei parcheggi, dei poveri dipendenti che si trovavano senza lavoro. Un taglio dell'8% dello staff in un periodo caratterizzato dai "migliori risultati della storia di Activision", parola del CEO, Bobby Kotick.
