All My Friends Are Dead - recensione
Siamo sulla porta di una piacevole villa di campagna, un giovane poliziotto attende il collega più esperto per entrare in quella che si rivelerà una scena del delitto apocalittica. Una festa di Capodanno fra ragazzi è degenerata misteriosamente, provocando una catena di morti per varia causa. I due poliziotti sono assai incompetenti, uno per mancanza di esperienza, l'altro perché ne ha viste fin troppe e si aggirano per le stanze con metodi da far inorridire quelli di CSI. Si arriverà mai a capire come quella immane strage si sia verificata e perché?
Lo spettatore potrà, perché dopo questo incipit, sarà condotto a partecipare alla festa, spettatore prima non molto coinvolto poi progressivamente più divertito della progressiva degenerazione di una classica festa fra ragazzi e ragazze, come tanto cinema di genere ci ha mostrato.
Il film All My Friends Are Dead, scritto e diretto dal quasi esordiente Jan Belci, è una piccola produzione polacca ma ci fa capire che tutto il mondo è paese. Infatti le tipologie dei partecipanti sono le solite, belli e brutti, scafati o imbranati, complessati o disinibiti e uguali sono le loro mire, divertirsi ad ogni costo, ballare, bere, farsi di ogni droga possibile e soprattutto scopare. Alla spicciolata, confusi nella massa dei festaioli, faremo la loro conoscenza e ci faremo un'idea delle chimiche che li legano e quali problemi potranno suscitare, se la mescolanza produrrà effetti esplosivi.
