Freaky - recensione
Freaky comincia come la classica commedia teen/horror, con due coppiette di adolescenti variamente antipatici che obbligatoriamente finiscono vittima di un killer, che li ammazza con metodi di splatter talmente efferati da risultare spassosi.
Anche quando facciamo la conoscenza della protagonista, la 17enne Millie, siamo anche lì nel territorio tipico della commedia adolescenziale: lei, ben più che carina e chissà perché considerata una sfigata, vittima di una situazione famigliare in peggioramento con la mamma sulla strada dell'alcolismo e la sorella poliziotta, a esibire la sua maggiore durezza d'animo.
Come da manuale i suoi migliori amici sono un gay che dovrebbe riuscire simpatico e invece è il solito irritante cliché, e un'amica di colore, più matura e saggia. Nell'area si aggira un maniaco omicida, appena fuggito dal manicomio (ovviamente quello dell'incipit). Quando Millie subisce la sua aggressione viene però ferita con un coltello magico (trafugato a una vittima precedente), che provoca lo scambio dei due corpi.
