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Activision-Blizzard fu punita con una "tassa misoginia" nel 2017 per aver maltrattato un'aspirante sviluppatrice

Le recenti vicende che hanno colpito Activision-Blizzard e le accuse di molestie e sessismo sul luogo di lavoro hanno spinto diverse persone, le quali in passato hanno avuto rapporti con la compagnia, a raccontare alcune delle loro "disavventure".



Questo è il caso di Emily Mitchell la quale, nel 2015, si era presentata presso lo stand di Blizzard alla conferenza sulla sicurezza informatica Black Hat USA, in cerca di un'occupazione.



La Mitchell era una ricercatrice specializzata sulla cybersicurezza e sperava di avere un'occasione per entrare in una prestigiosa casa di sviluppo: purtroppo, ciò che è accaduto è stato parecchio increscioso.



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31 luglio 2021 alle 14:10