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Button City – Recensione

Senza alcun dubbio, Button City è il gioco più tenero su cui si possa mettere mano, ed è stato piuttosto difficile non sorridere durante il corso dell'avventura. E' un'esplosione di personaggi adorabili, che portano una nostalgia degli anni Novanta, e soprattutto, amicizie sincere. Sarà riuscito il team di Subliminal a creare un titolo all'altezza? Scopriamolo!



Le avventure di una giovane volpe a Button City



La storia narra di una timida volpe chiamata Fennel che è sempre rimasta chiusa in casa durante le vacanze estive a causa del fatto che si fosse appena trasferita. Dopo essere stata sgridata dalla madre sul fatto che restasse troppo tempo a giocare ai videogiochi, viene mandata a fare una commissione nel mercato vicino. Durante il breve viaggio, ascolteremo una conversazione riguardante una sala giochi chiamata Button City e decideremo di dare un'occhiata. Sicuramente non era questo l'obiettivo della madre quando chiedeva a Fennel di uscire di casa, ma almeno è un buon inizio per trovare nuove amicizie.



Dopo essere arrivati alla sala giochi, incontreremo altri animali che la pensano allo stesso modo e inizieremo a costruire amicizie giocando insieme agli arcade presenti nel negozio. Saremo invitati addirittura a unirci alla Fluff Squad. Questo fino all'arrivo di un avido gatto chiamato Pepperbottom che cercherà di chiudere Button City in modo permanente. L'obiettivo di Fennel e della sua nuova cerchia di amici sarà quello di fermare la chiusura del loro santuario prima che sia troppo tardi. Vale la pena ricordare che il gioco è considerevolmente breve, la trama principale può essere completata entro quattro ore circa, anche se dei bambini impiegherebbero molto più tempo. Ma, naturalmente, ci sono molte missioni secondarie che aumentano il la durata del titolo.



Arcade e umorismo anni Novanta



Prima di tutto, è difficile non accorgersi della grafica colorata con pochi poligoni del titolo che rendono il titolo molto spensierato. Il tutto si completa attraverso una colonna sonora che aggiunge spunti acustici creando alcuni momenti affascinanti ed esilaranti. Insieme, la struttura grafica e le musiche creano un'atmosfera fantastica e sarà difficile non venire coinvolti nel vortice di quest'avventura. In parole povere, Button City è un ottimo esempio di titolo che possiede una propria identità nonostante il piccolo budget a disposizione da parte degli sviluppatori. Verrete spesso catapultati in situazioni stravaganti e inviati a compiere delle missioni in diversi luoghi. Purtroppo, attraversare la mappa può risultare tedioso poiché la nostra volpe non ha modo di muoversi più velocemente.



Le missioni variano dalla raccolta di oggetti, alla risoluzione di semplici enigmi o alla battaglia con altri personaggi. Il gameplay è molto semplice, il che va benissimo, in quanto si tratta di un'esperienza rivolta perlopiù ai giocatori più giovani. Tuttavia, c'è molto umorismo per adulti con riferimenti agli anni Novanta molto apprezzati. Una delle caratteristiche distintive di Button City sono i dialoghi tra i personaggi. C'è un forte legame d'amicizia che lega i due personaggi principali Fennel e Sorrel, il leader della Fluff Squad. Sorrel fa spesso battute spiritose, e pratica yoga con musiche metal ogni mattina. Anche se, nonostante il suo fare yoga, la sua irascibilità resta comunque elevata. Non ci saranno problemi a ridere di questi momenti stupidi se si ha l'umorismo adatto.




MOBA, racing, e rhythm game qui a Button City



Nella sala giochi sono disponibili tre minigiochi e il principale è il dungeon crawler chiamato Gobabots, In questo minigioco, due squadre di quattro robot si sfidano per raccogliere più frutta attorno a una mappa per riuscire a ottenere il maggior numero di frullati prima che scada il tempo. Ogni robot ha diverse armi e attacchi speciali, ottenibili tramite acquisto con le monete in-game. Sebbene le prime partite siano divertenti, Gobabots non è così elaborato, anche avendo l'opportunità di scegliere tra più robot da utilizzare, il gioco diventa ripetitivo molto in fretta. Il prossimo mini gioco si chiama rEVOlution Racer ed è essenzialmente il classico gioco di corse arcade.



Ci involeremo lungo una pista di montagna con la nostra auto futuristica mentre effettueremo derapate e potenziamenti per ottenere un vantaggio e cercare di battere il miglior tempo. Anche questo gioco non è difficile da apprendere, e una volta capite le nozioni di base e qualche trucchetto diventa abbastanza semplice da completare. Tuttavia non si può dire lo stesso dell'ultimo minigioco, ed è sicuramente il più impegnativo. E' un rhythm game chiamato Prisma Beats nel quale mostreremo le nostre mosse di danza colpendo le note sullo schermo. Persino la modalità normale potrebbe risultare difficile. Per un giocatore poco familiare con questo tipo di giochi sarà difficile completare questo segmento. Fortunatamente non si deve completare Prisma Beats per completare la storia principale.



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Trofeisticamente parlando: molti collezionabili



Non abbiamo potuto provare a conquistare i trofei di Button City poiché non risultavano sbloccabili dalla nostra console ma dando uno sguardo alla lista si può notare che bisognerà ottenere tutti i collezionabili e completare tutte le missioni secondarie. Il tutto non dovrebbe essere complicato poiché il target, come abbiamo scritto in precedenza risulta essere un pubblico molto giovane.




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27 agosto 2021 alle 10:10

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