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The Witcher 3 Wild Hunt aveva decisamente troppi punti di interesse sulla mappa

La mappa di The Witcher 3: Wild Hunt era fin troppo piena di punti d'interesse, secondo Philipp Weber che faceva parte del team di sviluppo del gioco, che ha inoltre affermato che oggi gestirebbe la cosa in maniera differente per non sovraccaricare il giocatore.



Ripensando al gioco effettivamente ci sovviene come esso fosse pieno di luoghi da visitare e di quest da svolgere, per non parlare della mappa colma di punti interrogativi, cosa che Weber ritiene un errore.



"Posso ammettere liberamente di essere stato uno di quelli che hanno messo i punti interrogativi nel mondo di gioco. Era il tardo 2014, quindi non molto lontano dalla pubblicazione (avvenuta a maggio 2015 Ndr), quando ci abbiamo riempito la mappa” ha detto Weber. “Non avevamo molto tempo, quindi ci siamo detti che dovevamo semplicemente farlo, anche se non in modo perfetto. Ho fatto molte di quelle orrende casse dei contrabbandieri, ma in mia difesa posso dire che in origine ci avevo messo dei gabbiani sopra, così che fossero visibili andando in giro, perché non era previsto che avessero un'icona sulla mappa. Ammetto che si trattò di un errore che non farei più."



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24 luglio 2022 alle 11:10

 

Io al momento sto giocando la seconda espansione e ogni tanto giro ancora per la mappa principale; e sì, a primo impatto, potrebbero sembrare troppi in effetti. Ma appenna preso il via, spesso, i punti di interesse si trovano proprio perché in quei punti ci si arriva per missioni principali o secondarie. Quindi, a conti fatti, i restanti non sono così tanti alla fin fine. Inoltre, c'è da dire che parliamo di un open world, perciò che vi aspettavate, una cosa lineare? Un po' di dispersione è normale, visto che se no verrebbe meno il discorso eaplorazione.