La crisi dei semiconduttori e la guerra dei chip
I circuiti integrati, spesso definiti impropriamente chip o microchip, sono circuiti elettronici miniaturizzati solitamente costruiti attorno a un "chip" di materiale semiconduttore. A seguito dell'esplosione dell'industria elettronica e dell'incedere delle tecnologie, si sono trasformati nel cuore pulsante di milioni e milioni di prodotti: computer, dispositivi smart, console per videogiochi, elettrodomestici, dispositivi medici, bancomat, persino tecnologie agrarie e centinaia di altre.
Per comprendere l'importanza e il peso dell'industria degli IC e di quella dei semiconduttori, che negli ultimi anni si è imposta come una delle più profittevoli e in maggior crescita al mondo, è sufficiente pensare al fatto che l'automobile moderna monta mediamente 1.400 chip di serie, e in certi casi raggiunge un massimo di 3.000, imputando di fatto il 15% della produzione globale proprio al segmento dell'automotive.
Di fatto tutti i moderni prodotti tecnologici richiedono circuiti integrati e di conseguenza semiconduttori, ormai divenuti la spina dorsale di settori ben distanti dalla consumer elecronics - pur responsabile del 50% della produzione globale - come ad esempio la sanità e l'agricoltura. Ciò significa che l'avvento di un periodo di crisi come quello che da due anni a questa parte sta impattando il mercato rappresenta un avvenimento in grado di interrompere i cicli di produzione di 169 differenti economie e di un numero incalcolabile di imprese in tutto il mondo.
