Voyage – Recensione Speedrun
Ci siamo messi in viaggio con una strana coppia per la recensione Speedrun di Voyage. Il team di Venturous, in collaborazione con Ratalaika Games, porta la sua avventura cinematica anche su console, dopo la fortunata esperienza su PC. Mettete delle scarpe comode, perché ci sarà da camminare parecchio, passando da pianure a deserti e non solo.
Frustration free
Al giorno d'oggi, ogni cosa sembra diventata incredibilmente frenetica. L'assillante presenza degli smartphone, densi di notifiche e d'informazioni, così come un costante bombardamento mediatico, hanno tolto spazio al relax. Persino i videogiochi sembrano riflettere questa teoria, con un numero sempre maggiore di titoli che puntano tutto sull'azione frenetica. Succede così che il mercato sia pieno di sparatutto, di giochi di guida a tutta velocità e di hack'n'slash in cui fare mash up sui tasti per abbattere i nemici. In questo panorama si colloca Voyage, un titolo che fin da subito promette di abbandonare questi canoni.
Se dovete vivere la vostra vita alla stessa velocità di Sonic, allora vi avvisiamo subito che questo cammino vi andrà stretto. La trama, per quanto nebulosa, è presto svelata: Voyage racconta del viaggio di due individui che scopriranno la storia di strane creature per mezzo di una serie di murales. Trattandosi dell'unico vero elemento ludico del gioco, non vi sveliamo oltre di ciò a cui si andrà incontro ma mano che si esploreranno le aree. Importante sottolineare però che al termine di ogni area ci attende una statua di ricomporre: interagendo poi un cristallo si cambia scenario, passando come detto da afosi deserti a oscure grotte. Non manca nemmeno una sorta di nave spaziale, giusto per non far mancare nulla ai viaggiatori.
Fin dalle prime fasi è comunque chiaro ciò a cui i ragazzi di Venturous hanno puntato. Voyage è un'esperienza totalmente rilassata, senza nessun cronometro ad assillare il giocatore o nemico pronto ad abbatterlo. Lo scopo è quello di raccontare una storia, con la particolarità di sfruttare solo le immagini. Il gioco è infatti totalmente privo di testi: ogni deduzione è lasciata al giocatore, così come la metabolizzazione dei comandi. Scordatevi tutorial o agevolazioni, se non quella di poter condividere l'avventura con un amico in locale.
Ciò che conta è il viaggio
Pur non essendoci spiegazioni, Voyage è un gioco molto semplice da comprendere. La levetta analogica è dedicata al movimento, un tasto a interagire con l'ambiente e uno a fermare o chiamare a sé il compagno di viaggio. Esiste anche un tasto che permette di avere indizi visivi, sotto forma di effetti circolari. Questi diventano fondamentali per risolvere i piccoli enigmi ambientali, legati solitamente all'interazione con l'ambiente. Non aspettatevi quindi un The Witness, ma piuttosto un semplice walking simulator in 2.5D ricco di charme e con qualche guizzo interessante.
Tolti i salti e la narrazione, infatti, quello che resta di Voyage è una camminata in ambienti evocativi e pieni di colori, in cui deambulare a velocità di crociera. Scordatevi di scattare o peggio ancora teletrasportarvi, eventuali backtracking obbligano a lunghe (e spesso tediose) scarpinate. Le sezioni potevano essere bilanciate meglio, aggiungendo magari qualche elemento dinamico in più. Nonostante questo, complice la longevità risicata, non si farà fatica ad arrivare alla fine del viaggio. Voyage infatti può essere completato in meno di due ore anche dai giocatori meno abili.
Detto di storia e gameplay, il vero punto di forza di Voyage è il suo lato artistico. La grafica realizzata a mano è affascinante, con un'alternanza di panorami uno più ricco dell'altro e l'utilizzo di palette cromatiche davvero particolari. Ottimi anche i giochi di luce, ben supportati da vari elementi più o meno nascosti all'interno dei paesaggi. Altrettanto di qualità anche la colonna sonora, realizzata da Calum Bowen, che accompagna i viaggiatori e trasmette una grandissima sensazione di relax. Se cercate un modo artistico per staccare dal tran tran quotidiano, si tratta senza dubbio di un'ottima proposta.
Trofeisticamente parlando: un viaggio d'oro
Se siete dei cacciatori, sarete felici di sapere che la parte più bella di Voyage non è il viaggio, ma la lista trofei. Il percorso è infatti costellato di coppe tutte legate alla storia. Il Platino può quindi essere ottenuto in meno di due ore. Fate però attenzione all'unico trofeo mancabile che chiede di abbracciare il compagno.
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