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Seduction: A Monk's Fate – Recensione Speedrun

In Seduction: A Monk's Fate, l'argomento religioso e spirituale diventa uno stratagemma di gameplay e di trama. Questo è uno dei principi del protagonista odierno della nostra Recensioni Speedrun, avventura a sfondo tetro sviluppata da KOEX Studio e pubblicata da Eastasiasoft.



Fede (in)crollabile



Un giovane monaco ha intrapreso un percorso di studio e di allenamento che lo dovrebbe portare a conoscere i precetti del suo credo, tuttavia il monastero in cui vive sin da neonato nasconde ben più di un segreto. Dietro una storia semplice alla base e dal ritmo molto compassato, si celano tematiche piuttosto profonde che dal protagonista toccheranno il giocatore fino alla fine.



Le tinte horror promosse dal gioco non riescono e forse non vogliono spaventare il pubblico, quanto più indurgli una sensazione di costante ansia, un proposito riuscito a metà. Se è vero che alcune immagini risultano d'impatto, altre appaiono infatti soltanto inspiegabili e confuse.



Una preghiera per un enigma



Il giovane monaco dubbioso attraversa una serie di ambienti da incubo costellati da piccoli enigmi ambientali e fasi assimilabili a dei QTE. I livelli sono dislocati su un piano bidimensionale e ammettono solo qualche eccezione data da dei bivi che trasporteranno il personaggio su una strada parallela. Complici dei paesaggi tutti simili tra loro e gli elementi di contorno a schermo, la leggibilità delle azioni da compiere è spesso risicata.



I puzzle non brillano mai per inventiva, limitandosi a chiedere di aggiustare qualcosa con un apposito strumento, d'inserire un oggetto in una fessura o altre situazioni simili. I QTE sembrano sforzarsi di essere la componente più spaventosa della produzione, tuttavia non fanno altro che spezzare ulteriormente il ritmo di un gioco già flemmatico, concedendo al giocatore un attimo di pausa per comprendere l'imminente quanto presunto jumpscare e salvarsi.



L'unica arma a disposizione dell'alter ego è la preghiera, o meglio la possibilità di creare un'aura circolare che via via si amplia avvolgendo i nemici. Con la semplice pressione di un tasto, sarà possibile per esempio trasformare degli spiriti dalle sembianze femminili impiccati in scheletri innocui, oppure un serpente in una corda.



Tensione audio visiva



Seduction: A Monk's Fate si deve accontentare di una veste grafica senza fronzoli che riesce a sfruttare le proprie possibilità per un discreto risultato. I livelli in due dimensioni seguono in maniera inesorabile uno schema di rami intricati e altri elementi associabili ai cliché del genere horror senza proporre alcun guizzo particolare. Una mancanza di eterogeneità riscontrabile anche nei modelli dei personaggi, pressoché assimilabili l'uno all'altro nella loro bidimensionalità.



Meglio la componente sonora, dosata a modo da KOEX Studio per mantenere alta la tensione. L'autore non è nuovo alle avventure dai connotati spaventosi e con la sua ultima fatica è riuscito a confezionare una serie di tracce funzionali al messaggio del gioco.



Troefeisticamente parlando: cacciatore in preghiera



I cacciatori di trofei possono trovare in Seduction: A Monk's Fate una preda piuttosto semplice. La lista consta di appena quattordici trofei distribuiti fra due d'argento, undici d'oro e l'agognato Platino. Considerata la rigiocabilità ridotta a zero, basterà seguire la storia ed esplorare anche i livelli secondari per ampliare la propria collezione. Potete trovare l'elenco completo sul forum PlayStation Bit.




L'articolo Seduction: A Monk's Fate – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

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5 settembre 2022 alle 10:10

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