Elves Jigsaw Puzzle Collection – Recensione Speedrun
Tra una visual novel ecchi e l'altra ci siamo dedicati alla recensione Speedrun di Elves Jigsaw Puzzle Collection. Il titolo di Sweet Banana Games, pubblicato dal prolifico editore Gamuzumi, arriva su PlayStation per far divertire gli appassionati di puzzle game. Tante immagini da ricostruire, ma anche una modifica decisamente importante per sbarcare su console.
Via il nudo
Abbiamo già parlato a più riprese della censura per certi versi spietata che Sony opera su prodotti destinati a un pubblico adulto. Noi stessi ci siamo scontrati con le modifiche radicali fatte a Sofiya and the Ancient Clan e soprattutto a un'altra opera di Gamuzumi: Furry Hentai Tangram. Su PlayStation, infatti, il suffisso che lasciava presagire immagini spinte è sparito, così come le illustrazioni stesse, rimpiazzate da copie di quella più pudica.
Anche Elves Jigsaw Puzzle Collection ha subito la stessa sorte. Il nome originale del gioco (Elves Fantasy Hentai Puzzle) si è magicamente trasformato in qualcosa che non scateni nei nostri figli domande sull'ape e il fiore o la classica “da dove vengono i bambini”. Il gioco rimane strutturato come un rompicapo in cui ricomporre una serie di puzzle di difficoltà crescente e dal sempre maggiore numero di pezzi.
Nessuna trama, nessuna spiegazione. Il giocatore si trova in una sorta di galleria d'arte, ossia lo stesso escamotage di Furry Tangram: avvicinandosi ai quadri partirà il puzzle da risolvere. Tutto molto lineare e senza alcuna particolare progressione, dato che come detto le immagini più “evolute” sono state rimpiazzate da copie della prima.

Sposta, gira e ruota
A livello di gameplay, Elves Jigsaw Puzzle Collection è meno basilare di quanto ci si possa aspettare. Il giocatore può selezionare e spostare i pezzi liberamente, per ricreare un'immagine che viene mostrata in maniera sfuggente all'inizio dello schema. Dopo pochi minuti, però, la sfida si evolve e introduce anche la rotazione dei quadrati in cui viene frazionato il disegno della bella elfa.
Questo, oltre ad aggiungere varietà e dinamicità, aggiunge un certo fattore di sfida, almeno per il primo dei tre o quattro schemi tutti uguali tra loro. Una volta assemblato il primo quadro, sistemare i successivi diventa un semplice proforma. La scelta d'inserire immagini diverse (seppur più spinte) era infatti tutt'altro che scellerata, obbligando la mente del giocatore a studiare il nuovo disegno e ricrearla.
La censura operata da Sony, purtroppo, toglie questo fondamentale elemento a un gioco che poteva sicuramente dare qualche grattacapo in più agli amanti dei puzzle game. Nonostante questo, l'opera si rivela più divertente di altre in commercio di pari prezzo, con una buona longevità e con disegni ben realizzati. Trascurabile invece la colonna sonora mono traccia, che accompagna pigramente il giocatore nella risoluzione degli schemi.
Trofeisticamente parlando: questione di minuti
Il più grande pregio di Elves Jigsaw Puzzle Collection è sicuramente legato alla sua lista trofei. Un Platino semplice, sbloccabile in una decina di minuti senza alcuno sforzo. Per ottenerlo è sufficiente completare i primi undici puzzle, per una pioggia di ben undici ori, completata dall'amato trofeo blu.
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