Trinity Trigger – Recensione
Unire menti brillanti che hanno esperienza e grande ingegno creativo per sfornare un nuovo gioco, è sicuramente una buona base di partenza. Il gruppo incaricato di sviluppare Trinity Trigger è formato nientemeno che da Yuki Nobuteru (Trials of Mana), Raita Kazama (Xenoblade), lo sceneggiatore Yura Kubota (Octopath Traveler, Bravely Default II) e i compositori Hiroki Kikuta e Yuki Nobuteru (Trials of Mana). Se volete sapere se hanno fatto un buon lavoro continuate a leggere la nostra recensione.
Gli dei sono in guerra e il mondo è in pericolo!
Gli antichi conflitti tra dei si possono ripercuotere sulla vita di comuni mortali? Sì, ed è ciò che accade quotidianamente nel regno di Trinity Trigger. Completamente in balia del suo destino sarà Cyan, un gentile ragazzo che abita in un piccolo villaggio rurale. Cyan è nato con una peculiare caratteristica fisica, cioè uno strano marchio all'interno del suo occhio destro. Quando strani eventi iniziano a manifestarsi attorno a casa sua e la sua stessa vita sarà in pericolo, scoprirà che il segno che porta è quello dei prescelti: guerrieri selezionati direttamente da una divinità per combattere come suo campione.
La guerra che infuria tra il Dio dell'ordine e quello del caos è tremenda e viene combattuta dai loro rappresentanti umani sulla terra. Quando Elise arriverà nella cittadina di Cyan, quest'ultimo deciderà di partire per un'epica avventura per tentare di porre fine a questo conflitto e riportare la pace tra dei e uomini. In compagnia di strani esseri chiamati Trigger, i due si uniranno a un altro oracolo divino di nome Xantis. Così il gruppo incaricato di compiere questa incredibile impresa sarà completo.

Nuovo gioco, vecchie meccaniche
Trinity Trigger non si propone di essere un gioco dalle incredibili meccaniche, piuttosto poggia su solide basi conosciute e vi costruisce il suo gameplay onesto e ben oliato. Ci troveremo quindi di fronte a un classico action isometrico che offre un buon numero di alternative per rendere il gioco divertente e mai noioso. Il nostro gruppo di tre avventurieri è accompagnato da dei simpatici aiutanti chiamati Trigger, che sono in grado di trasformarsi in temibili armi da combattimento.
Il primo obiettivo durante il gioco sarà quello di rendere i Trigger sempre più potenti. Lo faremo esplorando dei dungeon chiamati “Arma” e trovando degli altari speciali riusciremo a far evolvere i nostri piccoli aiutanti. Questo darà loro la possibilità di trasformarsi in nuovi tipi di equipaggiamento. Quando li avremo ottenuti tutti con una comoda ruota, che si aprirà con R1, potremo scegliere tra ben otto varianti. Ogni mostro, e in particolare ogni boss di fine dungeon, subirà un maggior numero di danni da una certa tipologia di arma, portandoci a variare piuttosto spesso.

La personalizzazione, oltre che riguardo al tipo di arma da usare, sarà possibile anche nel tipo di attacchi di ogni arma. Utilizzeremo un solo pulsante per sferrare i nostri colpi che daranno origine a una combo di tre mosse. Potremo scegliere queste mosse, e potenziarle, a seconda del nostro stile di gioco e della nostre preferenze. Potremo anche applicare delle speciali pietre alle armi che daranno un buff ai nostri attacchi. Inoltre avremo degli attacchi speciali da utilizzare con il triangolo che però richiedono un certo tempo di ricarica.
Inoltre, una volta che avremo formato il gruppo completo dei tre personaggi, sbloccheremo l'attacco combinato. Un potentissimo colpo in grado di cambiare le sorti delle battaglie, che però ci metterà parecchio a ricaricarsi e sarà quindi da usare con parsimonia. Il livello di sfida generale è piuttosto basso e sconfiggere nemici e boss sarà abbastanza semplice. Non aspettatevi, quindi, di dover ricorrere a tattiche troppo elaborate. Selezionate la giusta tipologia di arma e schivate gli attacchi, il tutto risulta semplice ma abbastanza divertente, anche se alla lunga i giocatori più esigenti potrebbero trovarlo noioso.

Con questi sviluppatori famosi, qual è il risultato?
Lo stile grafico di Trinity Trigger è veramente delizioso. Un mix di generi che spazia dagli anime, durante le sporadiche cutscene e lo scambio di battute tra i personaggi, fino a un grazioso stile cartoonesco durante l'esplorazione e i combattimenti. I colori sempre tenui e pastello donano un senso di serenità e tranquillità generale al gioco. Le musiche non ci faranno fermare in contemplazione ad ascoltarle, però saranno un ottimo accompagnamento durante il nostro tentativo di salvare il mondo.
Tecnicamente i problemi sono pochissimi, come qualche glitch grafico durante le cutscene, ma assolutamente trascurabili. Per il resto l'esperienza degli sviluppatori si vede e ci consegna un prodotto ben rifinito e senza sbavature, nessun problema a livello di frame rate, sempre solido e costante e nessun bug evidente. Dobbiamo segnalare la mancanza dell'italiano che quindi limiterà la fruizione del gioco a chi conosce abbastanza bene l'inglese, data la mole dei contenuti.
Trofeisticamente parlando: sarà più facile ottenere il Platino che salvare il mondo
L'elenco trofei di Trinity Trigger contiene parecchie coppe. Ma la maggior parte le otterrete giocando normalmente e finendo il gioco. Le uniche a cui prestare attenzione per ottenere il tanto agognato Platino, saranno quelle che riguardano i collezionabili e la richiesta di accumulare un buon numero di Liba tutti assieme.
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