Degroid – Recensione Speedrun
Se siete appassionati di platform bidimensionali, allora non fatevi sfuggire la recensione Speedrun di Degroid. Lo sviluppatore indipendente Rusinov Aleksandr Vladimirovich si è seduto davanti al suo PC per realizzare un titolo sulla carta molto semplice, ma che presenta anche tante insidie per il giocatore. Che l'esperimento abbia inizio!
Maniaco da laboratorio
Una quantità indefinibile di film di fantascienza iniziano con un esperimento di laboratorio finito male. La fuga di un virus, la trasformazione a causa di un siero e simili sono solo alcuni degli esempi dei danni che gli uomini possono causare. Quando però uno scienziato pazzo decide che saranno gli esseri umani i protagonisti di un esperimento, la prospettiva cambia radicalmente.
Da questa premessa parte Degroid, un titolo dallo stile grafico molto semplice (andiamo poco oltre l'omino stecco che tutti almeno una volta hanno disegnato) e dal gameplay basilare. I giocatori vestono i panni di un non meglio precisato individuo, dal ciuffo verde in stile Elvis. IL nostro eroe è stato imprigionato da Mad Doctor, uno scienziato che non ha tutti i mercoledì e che vuole far farci fare un gioco.
In pieno stile Saw, il protagonista dovrà affrontare livelli di difficoltà crescente, pieni di mostri e di trappole, cercando di sopravvivere. Il twist in tutto questo è che lo scienziato pazzo ha creato un sistema che clona il nostro corpo conservandone la memoria. Morire quindi ci obbligherà a ricominciare da capo una stanza, oltre ovviamente a farci provare dolori immensi. Del resto l'abbiamo detto che il nostro carceriere è pazzo.
Questa esperienza si traduce in un platform bidimensionale che richiama opere come Super Meat Boy o Pocket Witch, in cui mischiare abilità nei salti e intelligenza per trovare il giusto percorso e superare i 60 livelli creati da Rusinov Aleksandr Vladimirovich. Scordatevi poteri speciali – se non il doppio salto – ed eventuali fronzoli: Degroid è un titolo che non offre scorciatoie.

Il gameplay di Degroid
Cosa bisogna fare quindi, per incontrare il famigerato Mad Doctor. Come detto, Degroid si articola su un totale di 60 livelli (più alcuni bonus) di difficoltà crescente. Lo scopo principale è sempre quello di raccogliere la chiave in grado di aprire l'unica porta di uscita, così da passare alla stanza successiva.
Ogni livello include anche un singolo oggetto collezionabile, che non offrirà però alcun tipo di bonus. Raccoglierli comporta semplicemente una soddisfazione personale, dato che saranno collocati in zone impervie. In caso di morte, inoltre, si rinascerà dalla porta di entrata e si dovrà ripetere lo schema da zero. Non un dramma, comunque, dato che i livelli di Degroid sono rapidi e molto lineari, concentrati peraltro in un'unica schermata.
Il protagonista potrà muoversi ed eseguire un salto singolo e doppio. Non avrà purtroppo altre competenze, se non la capacità di saltare sui nemici per distruggerli. Tutto quindi si riduce a una sfida alle nostre abilità con i platform, in un gioco che come detto si rivela molto semplice e lineare.
Discreto il comparto grafico, con uno stile semi splatter che richiama Super Meat Boy, con tanto di sangue verde che rimarrà nei punti in cui moriremo. Altrettanto piacevole, seppur molto basilare, la colonna sonora del gioco. Trattandosi comunque del lavoro di un singolo sviluppatore, ci sentiamo di fare i complimenti a Rusinov Aleksandr Vladimirovich per quanto realizzato.
Il Platino di Degroid
Da un gioco semplice come Degroid ci si aspetterebbe una lista altrettanto basilare. La sorpresa è che lo sviluppatore ha deciso sì di inserire un Platino in elenco, ma anche di mettere in piedi delle richieste decisamente lunghe, oltre a una coppa per chi terminerà il gioco in meno di 30 minuti. Per ottenere la massima ricompensa preparatevi a saltare e morire 5000 volte, oltre a dover ovviamente portare a termine tutti i livelli. Non esattamente una passeggiata di salute, oltre che decisamente ripetitivo e monotono.
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