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Earthshine – Recensione Speedrun

Il mondo delle graphic novel è pienissimo d contenuti ed è difficile riuscire a portare qualcosa di nuovo al settore senza cadere nei cliché tipici di questi titoli. Earthshine si propone di portare una “narrazione non lineare” condita da uno “stile visivo unico” per dare un tocco di personalità. Ci sarà riuscito? Scopriamolo nella nostra recensione speedrun del nuovo titolo di Evgeniy Kolpakov.



Un deserto pieno di leggende



Earthshine narra la storia di due viaggiatori, Talia e Inar, mentre attraversano un deserto alla ricerca dei Campi dell'Oblio. La leggenda narra che questi campi contengano bellissimi fiori: fiori capaci di curare ogni ferita, resuscitare i morti e concedere l'immortalità a coloro che la cercano. Ma finora nessuno ha mai dimostrato che queste leggende siano vere.



Da queste premesse iniziali si svilupperà la nostra storia, in cui i due protagonisti chiacchierano, si scambiano racconti sulla loro vita e sulle loro aspirazioni, nonché sui loro segreti. Non volendo fare spoiler, seppure il gioco duri abbastanza poco, sia Inar (il protagonista maschile) che Talia (la protagonista femminile) celano un segreto piuttosto importante, che potremo scegliere a un certo punto se rivelare oppure no. I due giungeranno poi alla fine della loro storia e, in base alle nostre scelte, potremo assistere a finali diversi, per un totale di quattro.



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Il gameplay di Earthshine



Essendo una graphic novel, è piuttosto facile capire che non esista un gameplay degno di questo nome. Infatti si tratterà solamente di leggere e premere X per poter saltare alla riga successiva o addirittura inserire l'autoskip per velocizzare le cose. È possibile salvare la partita in qualunque momento per riprendere la narrazione in seguito, ma non c'è davvero molto da dire.



Esistono solamente due scelte (con due opzioni ciascuna) che portano quindi a poche alternative percorribili, ovvero quattro in totale. Tecnicamente si tratta di una narrazione non lineare come promesso, però si poteva fare decisamente di meglio. Lo stile grafico “unico” si rivela piuttosto modesto e contornato da una dozzina di immagini acquerellate che non trasudano chissà quale caratteristica peculiare da renderla indimenticabili.



Un plauso va fatto alle musiche, che comunicano una atmosfera sognante, leggera, eterea e che riesce a cogliere bene le sfumature della storia, con una sincronizzazione di buona qualità. I temi sono limitati, è vero, ma si tratta di un prodotto a basso budget realizzato da una manciata di persone.



Il gioco è doppiato in lingua russa e non c'è nessun altro idioma disponibile. Va da sé che sentir parlare una lingua sconosciuta e leggere in una conosciuta (come l'inglese) è più un fastidio che altro, quindi è molto probabile che vi servirà azzerare il volume del parlato e dedicarvi alla lettura per conto vostro.



Il Platino di Earthshine: 3 minuti e passa la paura



Il Platino di Earthshine è di una banalità assurda. Con una lista trofei composta da sole 12 coppe, tutte d'oro tranne il Platino, consente di ottenere quest'ultimo in meno di cinque minuti. Sarà infatti solamente necessario impostare la velocità del testo al massimo, iniziare la storia e premere sull'icona del fast forward, cioè l'autoskip. Il gioco andrà dritto per dritto fino alle due scelte presenti nel gioco. Selezionando ciascuna in maniera differente, facendo varie partite, sarà possibile ottenere un nuovo Platino nel tempo di una passeggiata al parco, una vera e propria una speedrun, come la nostra recensione di Earthshine. E la vostra bacheca ringrazierà.




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17 dicembre 2023 alle 17:00