Sette Voci – Recensione
Oggi vi presentiamo “Sette Voci” di Zen Comics, volume antologico uscito il 27 Gennaio, giorno della memoria. L'albo ripercorre, attraverso sette storie diverse, le tristi vicende legate all'olocausto grazie alla visione dei numerosi autori coinvolti nella sua realizzazione, tra sceneggiatori e disegnatori.
Ben 9 artisti, a cui è stata data massima libertà espressiva per costruire il proprio pezzo all'interno della raccolta. Il team, proveniente da nord a sud dello stivale, comprende i seguenti autori:
- Chiara Parisi con La finestra di Mr. Willow.
- Salvatore Cuccia con Confutatis.
- Guido Ryd Comics Maione con Zeitgeist.
- Mario Lucio Falcone con 16 ottobre.
- Salvatore Cuna e Raffaele Forte sono invece gli autori de L'ultimo Saluto.
- Jacopo Calatroni e Alessio Monaco hanno partecipato con Fantasmi. Quest'ultimo è anche autore della copertina, coadiuvato dai colori di Ruben Curto.
- Gianluca Testaverde, fondatore e direttore di Zen Comics, partecipa invece col segmento Memore, da lui scritto e disegnato.
“Il team è stato supportato lungo il percorso dall'esperienza dell'editor Andrea Pinto, che ha seguito tutti gli autori per aiutarli ad esprimere il loro estro creativo nel migliore dei modi. Sette Voci è un mosaico nato grazie allo sforzo congiunto di tante personalità che hanno creduto fin da subito nel progetto, perché il ricordo di determinate azioni mai svanisca. Un progetto che, con rispetto e tanta passione, vuole portare all'attenzione del pubblico nuovi artisti uniti da un comune ideale di armonia e uguaglianza”.


Considerazioni
Sette Voci è un bel mix di stili narrativi e grafici ma anche di emozioni. Attraverso varie vicende, tutte diverse tra loro, questo volume riesce a far immergere il lettore nella tristezza e nell'angoscia di quel periodo storico. Come già detto, gli stili narrativi sono tutti molto diversi tra loro, e ogni storia esplora una sfumatura e un'emozione. Si passa da un brusco risveglio della prima storia “L'ultimo Saluto” alla disperazione di “16 Ottobre”, passando per un'infinità di altre emozioni e situazioni che ci fanno, passatemi la frase, capire meglio le “atmosfere” legate all'olocausto, fino ad arrivare alla storia che chiude il volume (quella che ho preferito) “Fantasmi”. Una storia che ho trovato molto toccante perché guarda l'olocausto dal punto di vista di un bambino che cerca di far passare i momenti per lui tristi e paurosi trasformandoli in un gioco.
Anche gli stili grafici sono molto diversi fra loro, ma tutti molto azzeccati al tipo di storia raccontata, e tutti molto dettagliati e incisivi, tanto da rendere anche le storie mute del volume molto espressive e di facile interpretazione. Abbiamo le tavole spigolose e graffianti di “Confutatis”, ma anche i disegni più buffi e fumettosi di ” La Finestra di Mr. Willow” o quelli molto realistici e dettagliati di “Zetgeist”.
Per concludere, Sette Voci è un volume molto ben fatto che aiuta a ricordare uno dei momenti più tristi della nostra storia e nel suo piccolo aiuta il lettore a comprendere e a far riflettere, in modo “leggero”, ma molto efficace.
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