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Plumbers Don't Wear Ties: Definitive Edition – Recensione

Contro ogni previsione (e senso del pudore) riemerge dal passato Plumbers Don't Wear Ties: Definitive Edition, protagonista della nostra recensione. Ritenuto talmente brutto da diventare oggetto di culto, il titolo di United Pixtures e Kirin Entertainments ritorna su console grazie a Limited Run Games. Abbiamo quindi messo alla prova le nostre abilità di seduttori in un dating sim pseudo pornografico, sconclusionato ed esteticamente rivedibile. Ma ha anche dei difetti.



Gli idraulici non mettono cravatte



Lui: maschio alfa dal fisico scolpito, il taglio di capelli stile Fonzie di Happy Days e un lavoro da vero uomo, quello di idraulico. Lei: una belloccia figlia di papà, alla ricerca di un lavoro per dimostrare al mondo di non essere solo una bionda ossigenata che vive sulle spalle della famiglia. Cosa li accomuna? Sono entrambi single e protagonisti di Plumbers Don't Wear Ties, un ibrido tra visual novel e dating simulator in cui immagini statiche sono accompagnate da testi a schermo e dialoghi, entrambi in lingua inglese. Basterebbe questo a far dubitare della bontà di un progetto, ma la parte migliore è che il titolo ha coinvolto dei veri attori (o presunti tali) per realizzare le scene del gioco.



A rendere il tutto ulteriormente più grottesco ci pensano gli eventi che prenderanno parte a schermo. John, interpretato da Edward J. Foster, incontrerà per caso Jane, l'attrice e wrestler Jeanne Basone, innamorandosene follemente. Sfortunatamente, nei primi anni Novanta, fare l'idraulico sembra essere il modo migliore per attirare l'interesse del gentil sesso. Ecco perché nel corso della delirante e insensata trama di Plumbers Don't Wear Ties, John farà di tutto per fare sua Jane, mentendo, salvandola da un malvagio datore di lavoro e chi più ne ha più ne metta. Se pensate che tutto questo sia il preludio a un disastro, non siete lontani dalla verità. Il gioco di United Pixtures venne accolto nel 1993 da critiche feroci. Un disastro epocale, che fu in grado di scaraventare Plumbers Don't Wear Ties nell'Olimpo del trash. Una sorta di vittoria morale di un Razzie Award, per intenderci.



Questo è anche il motivo per cui Limited Run Games ha deciso di dare una seconda possibilità al gioco. Tutto è stato mantenuto volutamente come nella versione originale, eccezion fatta per piccole migliorie e per alcuni dietro le scene. Jeanne Basone è stata coinvolta nel progetto, per realizzare una serie di video (compreso quello introduttivo) e per rispondere ad alcune scottanti domande. Del resto, in un gioco terribile come Plumbers Don't Wear Ties, forse solo extra di grande qualità potevano supportare l'opera. Non che tutto questo, lo diciamo fin da subito, possa in qualche modo riabilitare il nome dell'opera.



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Il gameplay di Plumbers Don't Wear Ties: Definitive Edition



Come potete immaginare, giocare a Plumbers Don't Wear Ties è relativamente semplice. Una storia di dipana lentamente davanti ai nostri occhi, proponendo scene porno-soft (senza nudità o con censure, sia chiaro) accompagnate da una specie di trama. Lo scopo del giocatore è far fidanzare John e Jane, scegliendo le corrette opzioni di dialogo. Una mappa mostra anche i bivi che potremo percorrere, riprendendo magari la narrazione da un punto in cui la storia si biforca. Vedere tutto richiederà una mezz'oretta circa di gioco, condita dai già citati elementi trash. Scene con negativi, battute senza senso e i momenti di humor mischiati a erotismo.



Con il passare degli anni, la storia non è migliorata, anzi. Solo l'infima qualità generale del gioco strapperà quale sorriso, pensando a quello che fu a suo tempo il gioco. Per il resto, c'è davvero poco da vedere all'interno di Plumbers Don't Wear Ties: Definitive Edition. Decisamente meglio gli extra, con tanti filmati che chiamano in causa anche i protagonisti del passato. Tante simpatiche chicche, nascoste in un labirinto tridimensionale stile Wolfenstein. Una scelta divertente, anche se un po' confusionaria, che consente di spendere il denaro in-game (che otterremo a palate) per sbloccare i vari contenuti.



Niente da dire sulla gestione tecnica: i menu ricalcano quelli da vecchio PC e le immagini sono state ripulite e migliorate, così come l'audio. Potremo comunque applicare il vecchio filtro per dare una sensazione più “storica” al tutto. Piacevoli anche i pattern applicabili ai lati dello schermo per coprire le bande nere figlie della vecchia struttura a 4:3 del gioco. Nonostante questo, nel bene e nel male, Plumbers Don't Wear Ties è tutto qui. Un gioco terribile, in grado di ritagliarsi un piccolo spazio nel mondo grazie alla sua nomea, fino a diventare persino protagonista di una remastered. Il lavoro di Limited Run Games nel recuperare curiosità ed extra è encomiabile, ma per molti potrebbe non bastare, alla luce anche del prezzo non proprio di budget dell'opera.



Il Platino di Plumbers Don't Wear Ties: Definitive Edition



Come in ogni buona remastered che si rispetti, non poteva mancare l'aggiunta di qualche trofeo. Per ottenere il Platino di Plumbers Don't Wear Ties sarà sufficiente completare l'avventura con il finale migliore possibile e avventurarsi nei sotterranei per sbloccare tutti i collezionabili. Dovrete anche completare anche alcune azioni di miscellanea, come leggere il copione originale del gioco oppure far abbaiare un gatto (letteralmente). Si tratta comunque di un Platino incredibilmente facile, che potrà essere sbloccato in una mezz'oretta circa di gioco e che farà felici tutti i cacciatori.




L'articolo Plumbers Don't Wear Ties: Definitive Edition – Recensione proviene da PlayStationBit 5.0.

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14 marzo 2024 alle 17:10

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