UBOAT – Recensione
Avete sempre desiderato di diventare comandanti di un sottomarino? Grazie a UBOAT di Deep Water Studios ora potete farlo stando comodamente seduti sul vostro divano. Questo affascinante simulatore, pubblicato su console da Ultimate Games, promette di regalare l'esperienza marittima definitiva, mettendovi al comando di un potente sottomarino e dell'equipaggio necessario a manovrarlo. Preparatevi all'immersione!
Nel blu, dipinto di blu
Quello tra le console e i gestionali è sempre stato un rapporto di amore e odio. Da un lato abbiamo il desiderio di permettere a chiunque di affrontare titoli appartenente a questo genere, dall'altro la difficoltà nell'adattarli a controller e televisori. I risultati sono altalenanti, come dimostrano prodotti eccellenti quali la recente trasposizione di Age of Empires II e altri meno riusciti (a voler essere gentili) come Ships Simulator. Questa dicotomia non considera però tutta una cerchia di simulatori “nì”, ossia ben congegnati ma riservati magari a un ristretto gruppo di appassionati.
Tra questi ultimi è doveroso includere UBOAT, un gestionale che alla maggior parte dei giocatori potrebbe suonare come un titolo da ignorare, ma che per una piccola fetta di pubblico rappresenta il Santo Graal delle esperienze simulative. Come il titolo lascia intendere, ci troveremo alla guida di un sottomarino tedesco, vestendo i panni niente meno che del capitano, affrontando varie missioni ispirate a fatti storici realmente accaduti. Il menu iniziale permette di scegliere in quale sfida lanciarci, leggendo una breve descrizione della stessa.
Come se non bastasse, per adattare l'esperienza a qualsiasi tipologia di giocatore, UBOAT include non uno, ma ben due selettori di difficoltà. Potremo infatti decidere sia quanto complicata sarà la sfida, sia quanta assistenza richiederà l'equipaggio. Sì, perché a gestire il sottomarino non saremo (fortunatamente) da soli, ma avremo un affiatato team pronto a farsi in quattro per noi. A patto, ovviamente, di essere in grado di soddisfare i loro bisogni e mantenere alto l'umore generale.

Il gameplay di UBOAT
Parlare delle meccaniche di UBOAT a cuor leggero non è assolutamente facile. Questo perché il gioco di Deep Water Studios non punta a offrire un'esperienza all'acqua di rose, quanto piuttosto una simulazione realistica della vita sott'acqua. Il nostro UBOAT sarà pieno di macchinari, leve e parametri da tenere d'occhio. Dovremo decidere le rotte, stare attenti ai nemici e persino sorprenderli e abbatterli a colpi di torpedo. Potremo anche muoverci con visuale in prima persona nella struttura e gestire manualmente alcuni elementi, oppure affidarli all'equipaggio.
Questi ultimi avranno come detto specifiche necessità, che dovremo tenere in considerazione per evitare che l'intera struttura collassi. UBOAT include anche tantissime funzioni realistiche, come ad esempio la curvatura della terra all'orizzonte e una serie di calcoli relativi al lancio dei missili torpedo. Tutto viene illustrato in un corposo tutorial, al termine del quale potreste però sentirvi ancora un poco spaesati. Questo perché il gioco non vuole essere accomodante: vuole mettervi ai comandi di un sottomarino e farvi vivere il tutto in prima persona.
La scelta porta abbastanza inevitabilmente a uno dei principali ostacoli nella fruizione del titolo, ossia il tempo necessario per le varie missioni. Sedersi per una classica partita “mordi e fuggi” sarà praticamente impossibile, dato che anche solo il tutorial vi poterà via parecchio tempo. Impensabile poi pensare di spezzettare il gioco, pena la perdita di troppe informazioni. Si tratta di un elemento che i veterani probabilmente non vedranno come un qualcosa di negativo, ma che la maggior parte degli utenti console potrebbe far fatica a digerire.

Tutta a babordo!
Se quindi da un lato abbiamo una simulazione realistica, in grado di far felici gli amanti del genere, dall'altro UBOAT potrebbe far desistere i giocatori meno pazienti. Le numerose meccaniche da metabolizzare e gli elementi da tenere in considerazione ogniqualvolta si eseguono specifiche azioni sono un fardello che i meno avvezzi ai gestionali faranno fatica a reggere, soprattutto come già segnalato la durata non certo contenuta delle sessioni di gioco.
Parlando invece del comparto tecnico, UBOAT non è un titolo che brilla per qualità realizzativa. Alcuni scorci nautici e la riproduzione degli elementi del sottomarino sono più che piacevoli, ma i modelli poligonali dei personaggi avrebbero probabilmente richiesto una dose ulteriore di lavoro per risultare più credibili. Nel complesso comunque il lavoro è buono ed è particolarmente piacevole lo spaccato trasversale del mezzo, che mostra il fermento interno nelle varie fasi di gioco. Lo stesso dicasi per la scelta di proporre vari manometri a lato schermo, che restituiscono la sensazione di essere davvero in controllo di un sottomarino.
Parlando proprio dei controlli, è dove forse UBOAT risulta maggiormente lacunoso. Il porting del gioco su PlayStation è stato relativamente pigro, tanto che dovremo spostare un cursore in stile mouse per selezionare le varie opzioni. I grilletti e i tasti frontali sono stati assegnati ad alcune shortcut, come quella per modificare la profondità o la velocità di scorrimento del tempo, ma la sensazione generale è che con mouse e tastiera tutto sarebbe più bello e immediato. Durante la nostra prova siamo anche incappati in alcuni glitch grafici e di gestione dell'IA, non compromettenti ma talvolta fastidiosi.
Il Platino di UBOAT
Se volessimo assegnare il titolo di un film alla lista trofei di UBOAT, potremmo scegliere “Caccia a Ottobre Rosso”. Le coppe da sbloccare sono ben 52, legate sia al completamento della campagna, sia a varie sfide secondarie. Particolarmente complesse le richieste collegate a trofei d'oro, come ad esempio completare una campagna con realismo al 90% oppure far ottenere a un membro tutte le medaglie disponibili. Se pensate di puntare a questo Platino, preparatevi a un lungo inseguimento, che vi porterà via parecchie ore.
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