Piccolo Puzzino – Recensione
Lo studio di Exploding Kittens, in collaborazione con Asmodee, porta in Italia Piccolo Puzzino, di cui vi parliamo nella nostra recensione. Pensato per giovanissimi giocatori, questo interessante gioco di abbinamenti è pronto a stupire i bambini e coinvolgerli in una sfida semplice ma nel contempo incredibilmente coinvolgente.
Carini e coccolosi
Perché è così difficile trovare giochi da tavolo adatti anche ai più giovani? Questa è una domanda che si fanno in molti appassionati, desiderosi magari di condividere il divertimento anche con i propri figli e, più in generale, coinvolgere nella sfida tutta la famiglia. Ed è anche la domanda che si è posta Arya, la bambina dalla cui mente è nata l'idea di Piccolo Puzzino e di Polletto Culetto.
Questa coppia di giochi è stata infatti pensata da una giovanissima per i suoi coetanei, perfetta per bambini dai 4 anni in su. Piccolo Puzzino è, come detto, un semplice gioco di abbinamenti, in cui dovremo cercare di sbarazzarsi dei nostri dadi prima dei rivali. La confezione ne include 20, sufficienti per coinvolgere da 3 a 5 giocatori. All'interno della scatola troveremo anche cinque carte Cucciolo da assegnare ai partecipanti, una carta Osso, una carta Pozza di Fango e ovviamente lui, il Piccolo Puzzino. Questo altro non è che uno shaker in gomma che servirà per lanciare i dadi.
Tutto è pensato per essere facilmente gestibile in autonomia anche dai più piccoli, ma suggeriamo che le prime partite si svolgano sotto la supervisione di un adulto. Anche perché, ve lo assicuriamo, ci si lascerà coinvolgere facilmente nella sfida, a prescindere dalla propria età.

Come si gioca a Piccolo Puzzino
Imparare le regole di gioco è ovviamente molto semplice, come ci si aspetterebbe da un titolo pensato per bambini. Ogni giocatore riceve una carta Cucciolo e un eguale numero di dadi, riponendo quelli eventualmente in eccesso nella riserva. Si dispongono poi al centro del tavolo la carta Pozza di Fango e quella Osso, oltre a mettere lo shaker a disposizione di tutti.
A cominciare dal più giovane, i giocatori a turno prendono tutti i loro dadi e li tirano: ogni faccia avrà un effetto specifico. I dadi bianchi torneranno nella nostra riserva e dovremo tirarli in turni successivi. Quelli che riportano il cucciolo potranno essere “donati” a un altro giocatore a nostra scelta. L'osso verrà seppellito sulla carta corrispondente e verrà rimosso quindi dal gioco, mentre se sulla faccia ci sarà la pozza di fango il dado finirà proprio lì.
Quest'ultima mossa è particolarmente importante, perché se con il proprio tiro i giocatori non otterranno almeno un risultato Pozza di Fango su uno dei loro dadi, dovranno prendere tutti quelli già sulla pozza e aggiungerli alla loro riserva. Se invece la pozza sarà già vuota, non riceveranno alcuna penalità. Il primo giocatore a terminare i suoi dadi sarà il vincitore della sfida.

Ossi e dadi
La rapidissima spiegazione delle regole fa il paio con una semplicità estrema delle meccaniche di Piccolo Puzzino. In questo, il titolo di Exploding Studios centra in pieno l'obiettivo, risultando adatto a giocatori di qualsiasi età. L'assenza di testo da leggere e la richiesta di lanciare semplicemente i dadi e interpretare i risultati fanno sì che la sfida sia accessibile davvero a chiunque. La qualità dei materiali è innegabile: i dadi sono piacevoli al tatto e molto colorati, così come le carte che sono di una buona grammatura.
Ovviamente la parte del leone (o per meglio dire, del cane) la svolge lo shaker in gomma, dal design davvero “puccettoso” e pronto per essere conteso dai bambini durante le partite. Rimuovendo il tutto dalla scatola, inoltre, il gioco diventerà anche molto facile da trasportare. Spiace però, da questo punto di vista, che non si sia pensato di includere un sacchetto o simili, per conservare il tutto con cura. L'inserto in plastica è comunque pratico e resistente, seppure un filo ingombrante.
A livello di rigiocabilità, quella di Piccolo Puzzino è pressoché infinita, senza contare che solitamente le partite termineranno in 5-10 minuti, invogliando a cercare di prendersi la rivincita. Ovviamente, essendo un gioco interamente basato sul lancio dei dadi, il fattore alea è preponderante, ma una volta che avrete lo shaker in mano, tutto passerà in secondo piano, lasciandovi con la sola speranza di un risultato positivo (e magari con un po' di fango).
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alfaalex
Ma spettacolo!