LA NASCITA DI RESIDENT EVIL – UNA STORIA DI PASSIONE E FORTUNA
La saga Horror targata Capcom è sicuramente una delle più importanti e amate del genere. Un franchise costellato da numerosi titoli tra opere più Survival o anche più votate all'azione. Con al centro sempre i nostri protagonisti che avevano il compito di salvare il mondo da infetti e armi biologiche di ogni tipo.
La storia di Capcom e Shinji Mikami
Dalle opere Disney agli Horror
Nel 1990, un giovane Shinji Mikami si era appena laureato, all'età di 25 anni, all'università Doshisha di Kyoto in Giappone. Ciò gli permise di entrare in Capcom come Game Designer. I suoi primi lavori furono Aladdin e Goof Troop per Super Nintendo. Usciti nel 1993, i due giochi erano tratti da opere animate targate Disney. Aladdin raggiunse 1.5 milioni di copie vendute, ciò divenne quindi il suo primo successo commerciale.
Nel 1994, Shinji Mikami volle allontanarsi dai toni colorati dei giochi Disney per adottare dei toni più oscuri. La sua ispirazione principale fu Sweet Home, un JRPG Horror per Nintendo, ispirato al film del 1989, diretto da Kiyoshi Kurosawa e di cui Capcom ottenne i diritti. La trama di Sweet Home vedeva protagonisti cinque personaggi all'interno di una villa combattere contro creature paranormali. Inizialmente il Game Director del gioco, Tokuro Fujiwara, era riluttante poichè non amava sentirsi spaventato, ma alla fine si decise, facendo da mentore a Mikami e dandogli libertà creativa.

Fonte: GOG.com
Un'altra sua ispirazione fu il gioco Horror in 3D Alone in the Dark del 1992, sviluppato dalla compagnia francese Infogrames. Il gioco utilizzava telecamera fissa passando da un'inquadratura all'alto, personaggi poligonali 3D e creature opprimenti.
Un gioco, un nome, una leggenda
Mikami formò un Team composto da oltre 40 sviluppatori, insieme fondarono il Capcom Studio 4. Studio di sviluppo che avrebbe realizzato grandi titoli in futuro. Crearono così il loro primo gioco, un Survival Horror chiamato Biohazard, uscito nel 1996 per PlayStation. Oltre alle ispirazioni visive di Sweet Home per le location, e Alone in the Dark per le telecamere fisse, vi erano anche forti richiami ai film di George Romero come La Notte dei Morti Viventi del 1968. Tutto ciò grazie agli zombie, affamati, lenti ma comunque pericolosi introdotti nel gioco, oltre alle atmsofere cupe e Dark.

Fonte: Everyeye.it
Biohazard era un Survival Horror dove i protagonisti erano i membri del Team Alpha della S.T.A.R.S., Chris Redfield e Jill Valentine. Questi ultimi, accompagnati da Barry Burton e da Albert Wesker, erano incaricati di recuperare il Team Bravo. Nel mentre i nostri protagonisti dovevano sopravvivere a creature mostruose all'interno di una villa, situata a Raccoon City. Il gioco ci permetteva di giocare la storia sia con Chris, sia con Jill. Inizialmente si pensò anche di inserire una modalità cooperativa per 2 giocatori, idea che avrebbero riutilizzato nel prossimo futuro. Bisognava combattere diversi nemici, risolvendo enigmi e cercando di risparmiare risorse tra munizioni e piante curative. Con controlli volutamente macchinosi che enfatizzarono l'ansia nei giocatori.
Tuttavia per vendere il titolo nel mercato occidentale dovette cambiare nome poichè Biohazard era già il nome di un gruppo musicale Alternative Metal. Così Capcom organizzò un contest interno e la proposta vincente fu Resident Evil. Il gioco fu un successo enorme di critica e anche commerciale, vendendo addirittura 5 milioni di copie.
Altre versioni del titolo
Il titolo divenne talmente noto e amato dal pubblico che negli anni successivi furono realizzate diverse versioni di Resident Evil. Per esempio le conversioni per Sega Saturn e PC.
Tuttavia nel 2002, Shinji Mikami realizzò un vero e proprio Remake per Nintendo Game Cube. Questo rifacimento aveva dalla sua da un comparto grafico di alto livello per l'epoca, nuovi enigmi e la presenza di Lisa Trevor e degli zombie Crimson Head. La critica accolse ancora una volta il titolo in maniera positiva, dando nuova linfa al suo classico e migliorandone alcuni elementi come il gameplay e la storia. Questa versione ricevette anche una rimasterizzazione per diverse console quali PS3, XBOX 360, PS4, XBOX ONE, PC, Nintendo Wii e Nintendo Switch.

Fonte: Goomba Stomp Magazine
Nel 2006, per il suo decimo anniversario, venne realizzata pure una conversione del titolo originale su Nintendo DS, console portatile dell'epoca. Ciò permise a molti giocatori di recuperare questo grande classico seppur in una versione leggermente differente.
I sequel e l'addio a Mikami
Resident Evil 2, uscito nel 1998, Capcom rilasciò Resident Evil 2 per PS1, la cui direzione fu nelle mani di Hideki Kamiya, con Mikami a fare da Producer. Quest'ultimo fece da produttore anche per il terzo capitolo per PS1 e Code: Veronica per SEGA Dreamcast, chiudendo il primo arco narrativo della saga. La direzione dei due giochi era però nella mani di Kazuhiro Aoyama per Resident Evil 3: Nemesis e Hiroki Kato per Code: Veronica. Usciti rispettivamente tra il '99 e il 2000.
Dopo il discreto successo che aveva con Dino Crisis, Survival Horror con i dinosauri, Shinji Mikami ebbe il compito di continuare dalla saga che lui iniziò nel '96. Egli strinse quindi un accordo con Nintendo per pubblicare i giochi Capcom su Nintendo Game Cube, fu così che nel 2002 approdarono sulla console il Remake del primo capitolo e un altro titolo che faceva da prequel: Resident Evil 0.
Tuttavia l'ottimo successo di critica e commerciale di questi due giochi non rese comunque i vertici di Nintendo soddisfatti. Ci voleva una svolta per la serie, qualcosa che si adattasse ai giocatori moderni. Quindi Mikami decise di rendere la formula di gioco più Action e inserire una telecamera da dietro le spalle.
Il quarto capitolo embrionale prevedeva un umano potenziato di nome Tony Redgrave, il figlio di Oswell E. Spencer, fondatore dell'azienda responsabile delle armi biologiche: la Umbrella Corporation. Tuttavia si distaccò troppo dalle atmosfere tipiche della saga e decisero quindi di creare un franchise tutto nuovo: Devil May Cry. Tony invece venne ribattezzato Dante, e il progetto venne affidato a Hideki Kamiya.
Ad ogni modo il gameplay più Action con visuale in terza persona venne mantenuto. Tuttavia il protagonista sarebbe stato Leon Kennedy, ex poliziotto che abbiamo controllato in Resident Evil 2. Shinji Mikami mischiò la componente Action con atmosfere lugubri. Resident Evil 4 fu un successo clamoroso dal punto di vista di critica, vendendo anche 3,50 milioni di copie sia su Game Cube, sia successivamente su PS2. Tuttavia fu anche l'ultimo lavoro di Mikami poichè egli lasciò Capcom ad alcuni studi di sviluppo.
L'eredità lasciata da Resident Evil
Mikami sviluppò per Clover Studio il picchiaduro a scorrimento God Hand per PS2, uscito nel 2006. Dopo la chiusura di Clover, passò a Platinum Games sviluppando lo Sparatutto in terza persona Vanquish che, pur essendo un successo di critica fu un flop di vendite nel 2010.
Quindi Mikami decise di fondare, in quello stesso anno, Tango Gameworks che venne acquistata da ZeniMax Media. Qui sviluppò il gioco Horror The Evil Within, uscito nel 2014 per PS3, PS4, XBOX 360, XBOX One e PC. Il gioco aveva molte cose in comune con Resident Evil: mostri, scene violente ed elementi Action Survival. Il gioco ebbe anche un sequel nel 2017, sviluppato però da John Johanas. Tuttavia Mikami lasciò lo studio nel frabbraio del 2023. Tango Gameworks venne smantellato nell'ottobre dello stesso anno.
Resident Evil è stato influenzato da altri giochi Horror ma a sua volta il capolavoro di Mikami ha influenzato numerosi giochi negli anni a venire. La saga continua a offrire ai giocatori numerosi titoli tra Survival Horror, Action, sparatutto su binari e persino Remake. Tuttavia continua a influenzare il genere Horror sotto diversi aspetti, specialmente dal punto di vista del gameplay variabile a seconda dei titoli, risoluzione di enigmi e atmosfere che mettono tensione e ansia. Tutti elementi che hanno reso il primo Resident Evil il cult celebrato da molti.
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