Flamecraft – Recensione
Un villaggio pieno di negozi e tanti simpatici draghi sono i protagonisti di Flamecraft, di cui vi parliamo nella nostra recensione. L'apprezzato gioco da tavolo di Cardboard Alchemy diventa un videogame grazie al team di Monster Couch, che si è incaricato di rendere digitali carte e pedine, per portarci in un mondo magico. Sarete proprio voi a diventare il miglior Custode della Fiamma e trionfare sui rivali?
I will be the Flame
Negli ultimi anni i board games hanno avuto una diffusione sempre più capillare, passando dall'essere dei semplici passatempo per animare una serata in famiglia a delle vere e proprie opere d'arte. Giochi per grandi, in cui troviamo proposte per tutti i palati: party game per chi ama il caos, corposi german in cui spremersi le meningi diventa fondamentale e anche proposte più cozy, pensate per adattarsi anche ai neofiti. Tra questi ultimi troviamo anche Flamecraft, accogliente gioco da tavolo strategico per 1-5 giocatori.
Le splendide illustrazioni di Sandara Tang ne tradiscono subito la natura rilassata, sebbene la sfida per diventare i Custodi della Fiamma più abili della città sia reale e obblighi a mettere in campo una certa tattica. Di base, infatti, i giocatori dovranno aiutare i draghi artigiani e i negozianti a deliziare gli abitanti con le loro creazioni. Per farlo, dovranno sfruttare al meglio le risorse recuperabili nelle varie botteghe, affidarsi alle abilità delle creature e lanciare persino potenti incantesimi.
Nella sua versione fisica, Flamecraft è stato in grado di colpire gli appassionati grazie a una serie di scelte affascinanti: un playmat in neoprene a sostituire il tabellone, uno stile ricercato e meccaniche semplici da digerire ma nel contempo profonde. Alcuni elementi sono ovviamente impossibili da riportare all'interno di un videogioco, ma Monster Couch ha fatto di tutto per rendere la versione digitale di Flamecraft quanto più coinvolgente possibile, rimanendo fedele al prodotto originale.

Il gameplay di Flamecraft
La domanda dunque sorge spontanea: come si gioca esattamente a Flamecraft? Il compito principale dei Custodi è, come detto, quello di collocare draghi artigiani nel quartiere commerciale della città. In questo modo si potenzieranno le botteghe presenti e si potranno ottenere sempre più risorse. Nel corso di una serie di turni, si perseguirà l'obiettivo finale di ottenere il maggior numero di punti reputazione, rappresentati da cuori, per surclassare i rivali. Le strade percorribili sono ovviamente molteplici, da studiare con attenzione sia per massimizzare i propri sforzi, sia per non dare eccessivo vantaggio agli avversari, dato che il quartiere sarà condiviso.
Durante una partita, i giocatori ricevono una mano di carte drago artigiano, che saranno di sei tipologie diverse. Si otterrà anche un pool iniziale di risorse, mentre a disposizione di tutti e condivise ci saranno un'area contenente gli incantesimi e un “negozio” di draghi, da cui pescarne di nuovi. La città includerà una serie di botteghe iniziali e andrà espandendosi con il passare dei round. Nel proprio turno, i giocatori possono scegliere tra due azioni, ossia Gather e Enchant.
La prima consente di scegliere una qualsiasi bottega e attivarla per ottenere risorse dalla stessa o da uno dei draghi artigiani presenti. Fatto questo, sarà possibile giocare un drago dalla propria mano su uno slot vuoto tra quelli presenti nel negozio stesso, pagandone il costo indicato e ottenendo le ricompense. Infine, sarà possibile attivare un drago presente per usarne l'abilità. Queste saranno variegate e consentiranno di ottenere, ad esempio, risorse aggiuntive, pescare carte drago e persino interagire con altre botteghe. Bisognerà effettuare scelte strategiche, così da ottenere il massimo da ogni mossa.
Magia draconica
Accumulare risorse sarà fondamentale per eseguire la seconda azione disponibile, ossia Enchant. Scegliendola, potremo incantare una bottega con una delle magie presenti nell'area comune. Ognuna riporta una serie di costi in risorse e un effetto bonus che ci assicureremo dopo averla lanciata. Inoltre, dopo aver incantato un negozio, potremo attivare non uno, bensì tutti i draghi artigiani presenti. Un vantaggio importante, che porta a ulteriori ragionamenti per sfruttare ogni abilità al meglio. Il tutto, tenendo conto del piazzamento dei rivali, a cui dovremo donare una nostra preziosa risorsa se li incroceremo in qualche bottega.
Dopo aver eseguito una delle due azioni, il giocatore attivo passerà il turno: dovrà scartare eventuali risorse superiori a 7 e conservare un massimo di 6 carte drago. L'unica eccezione saranno le monete, risorse jolly che potremo conservare senza limiti. Allo stesso modo, potremo avere un qualsiasi numero di carte Drago Elegante, che offrono obiettivi bonus da attivare se ne rispetteremo le condizioni (Draghi Sole) oppure a fine partita (Draghi Luna). La sfida terminerà non appena il mazzo dei draghi o quello degli incantesimi sarà esaurito: a quel punto si conteranno eventuali bonus e il giocatore con più reputazione sarà il miglior Custode della Fiamma e dunque il vincitore.
Queste dinamiche saranno familiari a chi ha affrontato il board game almeno una volta in versione fisica, ma ci verranno anche illustrate in maniera esaustiva da un ottimo tutorial, nel quale apprenderemo le basi del gioco. Ovviamente, sarà necessario impegnarsi a fondo e studiare le tattiche per diventare dei veri maestri di Flamecraft. Fortunatamente, le varie modalità consentono di scegliere il proprio livello di sfida. La campagna diventerà progressivamente più complessa, mentre le sfide contro i bot potranno essere modulate. Ovviamente sarà anche possibile affrontare avversari umani sia in locale che in rete, per rendere il tutto ancora più immersivo.

Il comparto tecnico di Flamecraft
Avendo già per le mani meccaniche già collaudate e apprezzate dagli appassionati di board games, il team di Monster Couch ha potuto concentrarsi su un aspetto altrettanto importante per un titolo come Flamecraft: l'ambientazione. Trasportare elementi fisici all'interno di un prodotto digitale è ovviamente sempre complesso: da un lato c'è la volontà di rimanere fedeli all'originale, dall'altro si possono sfruttare soluzioni alternative impossibili sui tavoli da gioco. La scelta è ricaduta su una proposta ibrida: molti elementi a schermo rimangono statici e raffigurati su carte, ma la città è arricchita dalla presenza di vari draghi.
Anche le carte e i negozi sono resi vivi da piccole animazioni, mantenendo però l'apprezzatissimo stile di Sandara Tang. In totale potremo incontrare oltre 70 diversi draghi e visitare 30 negozi unici, scoprendo partita dopo partita elementi nuovi. I comandi sono semplici e intuitivi, pratici anche su console. Piacevole anche la possibilità di personalizzare la propria carta giocatore, salvandone le informazioni e rendendola unica nel suo genere. Questo è particolarmente utile nelle sfide online, per identificare rapidamente i giocatori presenti e, magari, farsi anche un'idea del loro livello di abilità.
Flamecraft vanta anche una piacevole colonna sonora spiccatamente cozy, che permette di concentrarsi sullo svolgimento dei turni senza risultare eccessivamente invadente. Il tutorial è anche doppiato, con una voce guida che ci accompagnerà nella nostra prima partita. Proprio parlando di questo, nonostante i tanti pregi, però, è doveroso sottolineare anche un grande neo del titolo. Flamecraft non è infatti localizzato in alcun modo in italiano, dunque chi vorrà cimentarsi nella sfida dovrà conoscere l'inglese (o una delle altre numerose lingue presenti). Certo, le icone saranno di grande aiuto, ma alcuni elementi come le abilità dei draghi saranno solo testuali e andranno dunque compresi.
Il Platino (che non c'è) di Flamecraft
In mezzo a tanti draghi colorati, c'è spazio anche per una piccola delusione. La versione digitale di Flamecraft, infatti, non include tra i suoi trofei l'apprezzato Platino. Le coppe sono 13 in totale, con richieste perlopiù di miscellanea: dovremo ad esempio raggiungere la quota massima di ogni risorsa in una partita, donare una risorsa a ogni giocatore e via discorrendo. Niente d'impossibile, soprattutto se affronterete una partita personalizzata utilizzando più di un controller. Un 100% relativamente facile, che non fa che aumentare i rimpianti per l'assenza del Platino.
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