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Activision denuncia la «Call of Duty tax»: «Si dimentica il lavoro dietro ogni gioco»

Activision ritiene che Call of Duty non riceva più dalla stampa specializzata la stessa attenzione di un tempo e ha persino dato un nome al fenomeno: «Call of Duty tax». A parlarne è stato Tyler Bahl, responsabile marketing della serie, durante un'intervista a The Game Business, nella quale ha riflettuto sul modo in cui i media videoludici raccontano oggi uno dei franchise più importanti dell'industria.



Secondo Bahl, la lunga presenza sul mercato della serie avrebbe contribuito a rendere meno evidente il lavoro necessario per realizzare ogni nuovo capitolo. Mentre le produzioni indipendenti possono attirare l'attenzione grazie alla novità delle loro idee, Call of Duty deve confrontarsi con aspettative consolidate e con un pubblico abituato a trovare ogni anno una nuova uscita.



«Penso che riceviamo copertura mediatica, ma la chiamiamo “Call of Duty tax”, quando parliamo delle recensioni o dell'accoglienza dei giochi. In molti casi c'è chiaramente molto entusiasmo per i giochi indipendenti e per le nuove uscite che arrivano ogni giorno su Steam. Call of Duty è presente da tantissimo tempo e, proprio per questo, a volte le persone dimenticano quanto lavoro ci sia dietro la realizzazione di questi giochi. Abbiamo 4.500 dipendenti che cercano di creare la migliore esperienza possibile».

Il dirigente ha quindi sostenuto che la familiarità con il marchio possa portare a dare per scontate le dimensioni del suo pubblico e la complessità della produzione. Per Activision, il problema non riguarderebbe soltanto il numero di articoli pubblicati, ma anche il modo in cui vengono percepiti i risultati commerciali e il lavoro degli sviluppatori.



«Abbiamo 100 milioni di giocatori free-to-play, abbiamo venduto 500 milioni di copie, siamo uno dei franchise più grandi di sempre e il nostro gioco per dispositivi mobili ha raggiunto un miliardo di download. Credo che le persone tendano a dimenticare anche questo, soprattutto quando si parla del pubblico internazionale, dove il nostro gioco mobile è ancora più grande. Un pubblico così vasto, a volte, viene trascurato oppure diventa qualcosa di scontato. Volevamo mostrare quest'anno la qualità del lavoro e la dedizione dei team attraverso il marketing».

La strategia promozionale di Activision per il nuovo capitolo punta infatti a mostrare maggiormente il processo creativo e il lavoro delle persone coinvolte, invece di affidarsi esclusivamente a campagne spettacolari. L'obiettivo è ricordare al pubblico quanto sia complesso sviluppare una produzione annuale con una base di giocatori tanto ampia, tra modalità multiplayer, contenuti aggiuntivi e servizi free-to-play.



Le dichiarazioni arrivano in un momento importante per la serie. Call of Duty: Modern Warfare 4 è previsto per il 23 ottobre 2026 e dovrà confrontarsi con un calendario particolarmente competitivo, dominato anche dall'attesa per GTA 6. La nuova uscita rappresenta un passaggio importante per Activision, che punta a rafforzare l'interesse attorno al franchise e a convincere i giocatori che il nuovo episodio abbia elementi sufficientemente distintivi rispetto ai precedenti.



Le parole di Bahl hanno però ricevuto anche una risposta critica da parte di Mat Piscatella, analista di Circana, che ha condiviso su Bluesky i dati relativi all'intenzione d'acquisto di Modern Warfare 4 negli Stati Uniti. Secondo i dati citati, ad agosto il 15% dei giocatori console e PC statunitensi dichiarava di voler acquistare il nuovo capitolo, contro il 21% registrato nello stesso periodo dell'anno precedente per Black Ops 7.



Piscatella ha contestato l'idea di attribuire alla copertura mediatica la responsabilità di un eventuale risultato commerciale deludente, osservando che le spiegazioni cambiano di anno in anno.



«L'anno scorso, la performance deludente veniva attribuita alla presenza su Game Pass. Adesso è colpa dei media. Quando Modern Warfare 4 deluderà, sarà colpa di GTA. Nel frattempo, le versioni di Black Ops e Black Ops II sono state tra le uscite più importanti dell'anno».

I dati sull'intenzione d'acquisto non rappresentano una previsione certa delle vendite finali e riguardano il mercato statunitense, ma offrono un'indicazione dell'interesse iniziale verso il nuovo episodio. Il confronto tra le posizioni di Activision e Piscatella mette in evidenza due letture differenti della situazione: da una parte, la percezione che la longevità del franchise abbia reso meno visibile il lavoro necessario a sostenerlo; dall'altra, l'importanza di valutare l'interesse del pubblico senza attribuire in anticipo eventuali risultati negativi a fattori esterni.



Modern Warfare 4 arriverà il 23 ottobre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC.



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1 ora fa

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