Di solito mi tengo sempre ben alla larga da discorsi in stile "fisico vs digitale", che ormai vedo essere diventati sempre più alla stregua della console war e dei fanboyismi verso determinati brand e compagnie. Sono troppo appassionato di questa straordinaria forma d'intrattenimento per fare commenti e perdere tempo in discussioni dove sostanzialmente si fa a gara a chi ce l'ha più lungo millantando fantomatici pro e contro a seconda del proprio schieramento, condendo il tutto con provocazioni e battutine ai livelli dell'asilo contro chi non la pensa allo stesso modo, non rispettando la passione altrui e il modo con cui uno decide liberamente di viverla.
Io ho un odio profondo e viscerale verso il digitale nella sua forma più pura e senza alcun tipo di supporto fisico fosse anche "la scatoletta di plastica", ma questo odio è una cosa mia e di certo MAI romperei il cazzo a chi invece vive la sua passione trovandosi più a suo agio con il digitale. Conta una sola cosa: godersi ciò che il mondo videoludico ci offre, che sia dentro a un disco/cartuccia oppure tramite il riscatto di un codice o il download attraverso un servizio in abbonamento. Ad accomunarci è la passione per i videogiochi, non il mezzo che usiamo per viverla.
Ciò detto, quanto emerso oggi a proposito di GTA VI mi ha fatto pensare tanto in queste ore, e stavolta un paio di pensieri vorrei tirarli fuori dalla mia testa, soprattutto alla luce delle motivazioni per le quale GTA VI sarà di fatto un gioco sostanzialmente digitale.
Ebbene, quella del "evitare leak" prima del day one è una gigantesca presa per il culo, una giustificazione che non ha senso alcuno.
Perché per questa specifica motivazione il compromesso sarebbe stato allora fare un disco che fungeva da attivazione, un po' come i dischi degli odierni Call Of Duty oppure, per fare un esempio recente, Crimson Desert che richiede il download dei contenuti via Internet pur avendo il supporto fisico.
Crimson Desert lo avevo preso prima del day one e immaginavo che comunque avrei dovuto aspettare il day one prima di giocarci proprio per via del download richiesto... Ebbene, se si inserisce un disco che richiede il download digitale, questo qui non parte e si viene rimandati allo store di PlayStation/Xbox. Ciò significa che, anche se magari si rompe il day one, con un disco che richiede il download non è possibile comunque giocare in anticipo. Di conseguenza non ci può essere nessun rischio di leak perché nessuno a prescindere potrebbe giocarci prima del day one, pure se per assurdo il day one delle copie fisiche fosse stato rotto settimane prima (come talvolta è accaduto in particolare nei paesi mediorientali).
Quello dei dischi che richiedono il download via Internet su PS5 e Xbox Series X (e per estensione delle Game Key Card di Switch 2) resta di per sé un'alternativa molto discutibile e soprattutto controversa nell'ottica della preservazione videoludica, ma sono quantomeno un compromesso, una via di mezzo tra fisico e digitale che tra l'altro non va ad intaccare il settore dell'usato: se voglio rivendere un gioco su disco download o una key card lo posso fare, se voglio prestare un gioco di questo tipo a un amico lo posso fare.
La verità è che con questa mossa Rockstar non intende tutelare i giocatori da possibili leak, ma vuole tutelare sé stessa e massimizzare totalmente i profitti andando a colpire direttamente il mercato dell'usato, solo che semplicemente nessuno lo dirà mai in modo esplicito. Tranciando di netto ogni forma di usato alla radice, tutti saranno costretti a doverlo comprare e legare ai loro account in modo permanente, senza che Rockstar e il publisher Take-Two perdano anche solo un centesimo per colpa di copie usate o prestate ai propri amici.
Se davvero come emerso da rumor i costi di sviluppo/marketing di GTA VI ha raggiunto cifre addirittura sul miliardo di dollari, appare ovvio e scontato che Rockstar e Take-Two vogliano generare incassi record mai visti prima nell'industria: gli analisti già parlano di un sicuro lancio record mai registrato prima, e con il metodo di distribuzione adottato si possono garantire vendite costanti per mesi e mesi senza vedere un abbassamento del prezzo di listino.
E da un punto di vista aziendale è pienamente comprensibile eh, sono società quotate in borsa e non parliamo di Caritas. Trovo semplicemente imbarazzante giustificare la loro mossa tirando in ballo i rischi di leak quando il compromesso per evitarlo e dare comunque in mano qualcosa di più tangibile a chi vuole andare di retail era a portata di mano. Se si tratta di abbattere i costi visto che comunque produrre dischi richiede comunque una spesa maggiore rispetto a un codice sarebbe più comprensibile, peccato si stia facendo leva sulla questione più sbagliata.
Quella di Rockstar è anche una mossa che potenzialmente potrebbe creare un precedente pericolosissimo, perché potrebbe spingere tante altre compagnie sia grosse che più piccole ad intraprendere definitivamente la stessa strada.
Ci aveva in realtà già provato Microsoft nel recente passato iniziando a distribuire i suoi giochi first-party attraverso la forma del code-in-a-box su Xbox Series X. Lo ha fatto con Avowed, del quale per l'appunto in formato retail esiste solo una steelbook con codice (sparata poi a cifre assurde al lancio), e intendeva farlo anche con le versioni Series X di Ninja Gaiden 4 (di cui ha fatto da publisher) e The Outer Worlds 2.
Microsoft ha tuttavia fatto marcia indietro dopo essersi beccata una gigantesca shitstorm e soprattutto dopo aver notato che nessuno aveva comprato la steelbook di Avowed e nessuno stava prenotando le copie fisiche Xbox di The Outer Worlds 2 e Ninja Gaiden 4. Ed ecco che i dischi sono tornati, che i prossimi giochi Xbox come Gears Of War E-Day e Fable arriveranno su disco in ogni versione, ed anzi adesso Microsoft lo sottolinea con forza nei suoi giochi che il disco è presente nella confezione con un disclaimer in fondo alla cover. Su Xbox i giochi retail ovviamente vendono molto meno che sulle altre piattaforme, ma se non altro con questa mossa hanno potuto in parte risollevarsi in ottica vendite.
Il problema è che nessuno di questi giochi ha minimamente la portata colossale di GTA VI, e soprattutto questi giochi arrivano su Game Pass e su una console dove a prescindere il grosso del pubblico è ormai abituato a giocare tramite l'abbonamento e non comprare i giochi nemmeno in digitale.
GTA VI è un discorso totalmente diverso trattandosi di un'opera già adesso monumentale e destinata a diventarlo ancora di più non appena disponibile. Rockstar è forse l'unica compagnia che può davvero cambiare le sorti dell'industria con le sue decisioni, basta semplicemente vedere il caos che si è generato tra tutti gli altri sviluppatori e publisher che per evitare il più possibile qualunque confronto diretto con questo titano chiamato GTA VI hanno ammassato tutte le loro uscite tra settembre-ottobre ed i primi mesi del 2027, rischiando di cannibalizzarsi a vicenda e lasciando al momento scoperto il periodo natalizio e pre-natalizio. Come può generare il terrore tra l'industria può anche diventarne ripetutamente il punto di riferimento con le sue mosse, e dunque "se Rockstar ha pubblicato il suo kolossal solo in digitale, posso farlo anche io", potrebbe pensare più di una software house, soprattutto i colossi del settore.
Non dico che ciò comporterà la morte totale del fisico, che pure comunque è stato fortemente ridimensionato da anni anche nella sua stessa distribuzione, ma di certo una mossa simile potrebbe per l'appunto creare un precedente davvero serio e pericoloso che nulla avrebbe a che vedere con i tentativi di Microsoft.
Leggendo in giro stanno montando già molteplici polemiche sulla mossa di Rockstar, ma purtroppo non credo proprio ci sarà mai una shitstorm che spinga Rockstar a fare marcia indietro come già fece Microsoft: questo perché Rockstar, e lo sappiamo bene, può permettersi letteralmente di fare come gli pare senza subire la minima conseguenza, e soprattutto perché GTA VI sarà un evento epocale, già ora lo è, e di certo non saranno queste strategie di distribuzione ad intaccarne il sicuro successo oltre ogni portata. In cuor mio su un passo indietro ci spererò sempre, ma non credo ci siano proprio i presupposti affinché avvenga: questa mossa non andrà ad impattare in maniera drastica sulle vendite potenziali dell'opera, che resteranno comunque stellari e dove comunque in tantissimi prenderanno comunque la finta copia fisica anche solo per avere "la scatoletta di plastica" da esporre nella propria mensola assieme alla collezione di tutti gli altri GTA e degli altri giochi.
Che poi, per l'appunto, "scatolette di plastica" come vengono definite da molti e in particolare da chi va di digitale.
Tecnicamente questa definizione è indiscutibile, perché questo sono, delle semplici confezioni di plastica che oggi tra l'altro neanche hanno più i libretti d'istruzioni oppure cover fronte-retro più creative e spettacolari.
Ma per me, queste non solo mere "scatolette di plastica". Sono la passione di una vita intera. Passione per i videogiochi e per il collezionsimo che hanno caratterizzato la mia esistenza e che mi accompagnerà fino all'ultimo dei miei giorni. Sono dedizione nel tenere curata un'intera stanza con dentro oltre 3100 giochi, un tratto della mia personalità, sono l'emozione di correre a negozio quando il gioco che attendi con impazienza arriva al tuo negoziante di fiducia, per poi parlarne e condividere la tua passione faccia a faccia con altri appassionati. E' condivisione, perché in quel negozio così come in tanti altri hai creato ricordi, hai creato rapporti d'amicizia oggi irrinunciabili. Amicizia per l'appunto, è vedere il volto del tuo amico felice che gli presti un gioco a cui è interessato, è restare a bocca aperta ogni volta che scarti un pacco natalizio o di compleanno e ci trovi un gioco inaspettato oppure quello che desideravi tanto fino a cinque minuti prima.
E con il massimo rispetto nei confronti di chi si è convertito al digitale, sia chiaro non lo intendo assolutamente come critica, queste cose non potranno mai capirle. Non le possono vivere, o quantomeno non possono viverle più. Vivono sicuramente sensazioni ed emozioni diverse che magari di conseguenza non posso capire io. Ma oltre quella "scatoletta di plastica" c'è tanto, tantissimo di più che non si limita soltanto a un materiale fisico. E' una Passione immensa che nient'altro potrà mai sostituire.










Stark of Astora
mi ritrovo in tutti i tuoi pensieri, aggiungo solo che la mossa di Rockstar spero non vada ad innescare una "reazione a catena" dalle altre SH, perché se mi tolgono la possibilità di scegliere se acquistare il gioco che mi interessa in versione retail o digital, lasciandomi solo quest'ultima opzione accessibile, allora potrei seriamente pensare di buttarmi sul retrogaming....
Scozzese
Quello dovresti farlo a prescindere.
Garth Brown
Minchia hai fatto un Epistolario/Rant perché ho chiamato i tuoi preziosi giochi retail "Scatolette di plastica?"
.
?
Scherzi a parte, io le chiamo cosi perché quello sono, come tu stesso dici appunto (scatole di plastica, che prendono polvere, prendono spazio, si possono rompere/rovinare, etc, come ogni oggetto da collezione (come le mie Funko POP per dire)), ma anche perché sembra quasi più importante avere la custodia di plastica che il gioco in sé, e posso capire se sei un collezionista (più interessato a collezionare che a giocare), ma se vuoi giocarci e basta a X gioco, ma che cazzo ti impunti? (che poi è quello che hai detto tu essenzialmente).
Questo ovviamente, escludendo tutto il fattore Emotivo, quello che descrivi in calce all'Epistolario, fattore che io, personalmente, non ho mai avuto, visto che quando andavo da LadriStop, entravo, esaminavo, andavo alla cassa, pagavo, arrivederci, senza fiatare. E non era solo questione mia, era questione anche degli altri clienti e dei commessi, sempre a farsi i cazzi loro, senza interagire con me o tra loro.
Fattore che anche se lo avessi avuto, il mio parere non sarebbe mutato, perché la mia Passione (!!!) non è legata alla custodia di plastica, ma al RICORDO. Nel senso, non ho bisogno di un totem fisico per giustificare la mia Passione per qualcosa. Non è che ho bisogno di avere la libreria piena di film/videogiochi in retail, per celebrare la mia Passione. La mia Passione è una cosa Mentale, una cosa che esula dalla Materia (ma vabbé, io sono una persona Spirituale, diciamo che io sono un po' un caso a parte).
E siamo nel 2026, sarebbe anche l'ora di accettare che il digitale è il presente/futuro e il fisico è il passato, non continuare a sperare che esca sempre tutto fisico, perché il fisico ha un costo e le aziende, appunto, non sono la Caritas. Loro fanno delle proiezioni, ed esattamente come il doppiaggio (che solo gli italiani lo pretendono su qualsiasi cosa, assieme ai sottotitoli perché "siamo ignoranti e siamo fieri di esserlo"), se la proiezione da esito negativo, loro NON ci investono i soldi. Ma a molti sta cosa non si avvita in testa, ma è normale: non sanno come gira il mercato e come funziona un'Azienda (e no, io non ne dirigo una, logicamente, sennò sarei Milionario e avrei comprato Ludomedia da un pezzo, ma sono abbastanza Intelligente da mettermi nei panni di un'Azienda o andare ad informarmi/parlarne con qualcuno che mastica l'ambiente aziendale, come mio fratello).
Su Shitstar... ma Shitstar si è scordata che esiste una bellissima cosa che si chiama GAME SHARING. Se io piglio il gioco in digital e do il mio account ad un altro, lui quel gioco se lo può giocare GRATIS. Che è quello che abbiamo fatto per 10 anni (e continuiamo a fare anche ora, saltuariamente, visto che io sono Ritirato) io e il mio tag partner Big, dove compravamo i giochi in digital (20 io, e 20 lui) e ce li giocavamo poi tutti condividendoli tra noi, perché il mio account era (e lo è ancora) sulla sua play, e il suo account era (e lo è ancora) sulla mia.
Infatti se volessi GIOCARE a GTA 6, probabilmente smezzerei con lui il gioco, comprandolo sul suo account (quindi 50 testoni a testa) e bona li. "Ehhhh ma lo Sharing va contro il TOS!!!"
Chi cazzo ha mai rispettato il TOS
Garth Brown
@Lapassionedelverogamer giochi comprati in sconto, rare volte abbiamo comprato i giochi a prezzo pieno, ma cmq si per carità, potrebbe succedere ma NON succederà (non credo vogliano fare come Merdflix). The Crew, come ti è stato già detto, era un caso a a parte (gioco sempre online).
He Kasei
Un po' ho riso quando me lo disse un mio amico su quello che ha fatto Rockstar, perché mi sono venuti in mente i vari commenti del passato di gente che diceva "il digitale abbasserà il costo dei videogiochi" quando, in verità, farà l'esatto opposto.
Le tecnologie dietro lo sviluppo si evolveranno sempre di più e di conseguenza aumenteranno anche i costi, con o senza disco; il mercato seguirà le nuove tendenze.
Ovviamente la motivazione dichiarata da Rockstar è solo il classico occultamento per avere più presa del proprio prodotto sul mercato, regalando ogni giorno delle belle docce fredde ai Gamelife & Co.
Sotto un certo aspetto, Rockstar ha reso superflui persino i preorder.
Io comunque ti capisco: essendo ormai ancorato al mondo PC da circa il 2016, sono passato a selezionare i giochi nuovi che compro in digitale.
Quelli che ho apprezzato maggiormente, magari, li recupero fisici e li lascio sigillati (contando pure qualche merchandising tanto per); gli altri che ho apprezzato di meno semplicemente li disinstallo e via.
Ha i suoi lati positivi e negativi, come tutte le cose, però mi consente di fare meno ragionamenti sullo spazio che posso occupare per la casa, tipo il retrogaming, libri, fumetti o anche figure.