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Colourbit

ha scritto una recensione su Elden Ring

Cover Elden Ring per PC

Elden Ring - Una delusione ancestrale

TL;DR: Elden Ring, nonostante sia nel suo nucleo un bellissimo gioco, con una storia affascinante e ben curata, soffre tantissimo del suo apparato open world, finendo per scontrarsi con la sua natura Souls invece di migliorarla. Inciampa così nei problemi soliti del genere open world, indebolendo una formula che abbiamo tutti imparato ad amare.
Se sei un fan dei vecchi Souls, consiglio di mantenere basse le aspettative. Se sei un giocatore nuovo, è molto probabile che ti piacerà (forse), soprattutto se cerchi un’avventura open world senza troppi pensieri. Di seguito ho elencato pregi e difetti.

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Elden Ring segna il finale di un lungo viaggio in questo genere videoludico, che ho amato alla follia fin dal primo Dark Souls, giocando in successione DS2, DS3, Bloodborne e Demon’s Souls (PS3), con la giusta calma.
Sapendo che Elden Ring era diventato il Souls più popolare e conosciuto di sempre, oltre a essere il GOTY, mi ero fatto molte aspettative che, purtroppo, non sono state rispettate.
Divido quindi il tutto in una lista di pregi e difetti, perché un wall of text non sarebbe stato idoneo.

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PREGI:
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– Setting e Art Direction:
FromSoftware non ha mai sbagliato quando si parla di immergerti in un mondo originale con delle vibes tutte sue, ed Elden Ring non fa eccezione. La mappa mi ha stupito per i colori, i personaggi e soprattutto per il grande Albero Madre, che crea un ambiente meno dark fantasy e più vicino a un high fantasy epico, distinguendosi dagli altri Souls in maniera positiva.

– Personaggi:
Non penso di essermi mai affezionato così tanto ai personaggi di un Souls dai tempi di DS1. Li ho adorati tutti: sono scritti veramente bene, sia i boss principali che gli NPC.

– Polishing e Combattimento:
Elden Ring è probabilmente il Souls più comodo e scorrevole mai creato. Risolve diversi problemi dei capitoli precedenti (gestione dell’inventario migliorata, stamina infinita fuori dal combattimento, ecc.) e amplia la formula con idee molto interessanti, dai vasi alle ceneri di guerra fino al controattacco. Il risultato è un sistema di combattimento tra i migliori, se non il migliore, della serie.

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DIFETTI:
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– Ottimizzazione:
Ho avuto seri problemi a giocare su PC. Non ho un portatile da gaming di fascia altissima, ma con una RTX 3050 mi aspettavo almeno una stabilità decente a impostazioni medio/basse. Invece, anche a fine gioco, mi sono ritrovato a cambiare continuamente i settings grafici e a usare un tool esterno per forzare l’anticheat (che a quanto pare è causa di molti problemi di performance). Mini-stuttering continui, cali di FPS, bug grafici casuali, ombre completamente opache senza motivo… ho smadonnato in una maniera incredibile.

– Open World ed Esplorazione:
Da amante di Zelda: Breath of the Wild, avevo accettato fin da subito la componente open world di Elden Ring, così come la presenza dei dungeon ripetuti per la mappa (e io difenderò sempre i sacrari di Zelda).
Purtroppo, però, il gioco soffre tantissimo proprio di questa componente: semplicemente, non mi ha divertito. I dungeon sono estremamente ripetitivi, poco ispirati, brutti da vedere e, salvo rare eccezioni, neanche divertenti. C’è un enorme riutilizzo di mini-boss e nemici, sia nei dungeon che nel mondo aperto, che diventano noiosi già alla terza volta che li incontri.
Inoltre, i premi ottenuti sono i soliti dei Souls: nell’80% dei casi ricevi qualcosa che non userai mai. I nemici sparsi per la mappa sono totalmente evitabili e, sinceramente, non trovo il senso di affrontarli, visto che non danno neanche tante rune.
Il cavallo diventa un mezzo indispensabile per ridurre il più possibile gli spostamenti in un Interregno che, tolte le grandi strutture e gli Alberi Minori, offre davvero poco. L’ho trovato spesso spoglio e vuoto, tanto che mi sono più volte ritrovato a cercare luoghi interessanti direttamente dalla mappa del menu invece che scoprirli esplorando, cosa che in Breath of the Wild non mi capitava mai, strappandomi dall'immersione.
Alla fine, la mappa finisce per allungare con l’acqua il “succo” dei Souls, rendendo tutto più lento e diluito. L’esplorazione è il motivo principale per cui sono andato più volte in burnout, facendo pause di mesi: diventa frustrante e, in alcuni casi, anche poco intuitiva, soprattutto quando certi luoghi ti vengono praticamente “sbattuti in faccia” dal menu.
Molte ambientazioni, infine, le ho trovate poco stimolanti e fin troppo simili tra loro. Sepolcride rimane la mia zona preferita, ed è la prima del gioco: dopo di quella, secondo me, si perde molto, e sento che si poteva fare decisamente di più.

– Quest:
Per quanto il gioco cerchi di migliorare la situazione permettendo ad alcune quest di proseguire anche senza tutte le interazioni, soffrono tantissimo a causa della mappa enorme. È facilissimo esplorare una zona prima che un NPC ci arrivi, e dato che Elden Ring non è un metroidvania in cui torni spesso negli stessi luoghi, è altrettanto facile perdersi pezzi fondamentali.
Questo risulta molto più frustrante che in passato, anche perché dopo decine di ore è facile dimenticare dettagli e dialoghi importanti. Usare guide per stare al passo è, per me, un enorme turn-off.
Ed è un peccato, perché senza questi problemi sarebbero probabilmente le migliori quest dell’intera serie per presentazione e scrittura. Un semplice mini-diario che tracci i progressi sarebbe stato utilissimo: esiste una mappa, quindi perché non questo?
Ah già, perché dovresti ricordarti dopo 25 ore che Pincopallino è andato a Sesto SanGiovanni sopra il Monte Bianco. Certo.
Questa cosa mi uccide, perché i personaggi sono scritti benissimo, ma il gioco è talmente diluito che perdevo spesso il filo di quello che stavo facendo.

– Musica:
La colonna sonora è un grande hit-or-miss. Alcune tracce sono bellissime, molte altre decisamente dimenticabili. Sentirete così spesso le OST dei boss secondari che inizierete a odiarle.
La musica ambientale della mappa è giustamente diversa dai toni più silenziosi dei vecchi Souls, e va bene, ma nel complesso non mi ha convinto.

– Armi:
Le armi sono tantissime, forse troppe. Non solo sono molto simili a livello di statistiche, ma anche di moveset: hai 300 spade diverse che fanno tutte l’animazione della spada, 300 asce con la stessa animazione dell’ascia.
È vero, cambiano le abilità, ma quando questo vale anche per molte armi dei boss, diciamo che ci rimani un po’ male.

– Boss e difficoltà:
La difficoltà di Elden Ring è, secondo me, aberrante. Non perché sia così difficile, ma perché è totalmente sbilanciata e priva di una logica chiara: si passa da nemici ridicoli, che sciogli in pochi secondi, a nemici che sembrano più cattivi dei boss stessi per quanta vita tolgono.
L’esplorazione diventa quindi ancora più confusionaria, perché capisci poco cosa il gioco stia cercando di dirti o dove voglia indirizzarti. In Fallout 4, per esempio, è chiaro fin da subito che più scendi verso sud, più i nemici diventano forti, creando una logica di esplorazione che il giocatore fissa fin da subito, cos a che su Elden Ring non accade.
Nei legacy dungeon, i nemici sono spesso piazzati vicino alle porte o nascosti apposta per creare trabocchetti che non vedevo dai tempi di Dark Souls 2, il Souls più criticato, che però vedo veramente molto simile a questo gioco.
I boss, poi, li considero tra i peggiori della serie. Per quanto ami lo scontro con Malenia (una delle mie fight preferite), molti boss condividono pattern e tipologie di mosse molto simili, soprattutto quei dannatissimi attacchi ad area, che risultano solo fastidiosi. Dopo un po’ è evidente che sono stati pensati per essere combattuti in gruppo, usando le ceneri d’evocazione. E riguardo questo, spengono completamente l’incentivo a provare a sconfiggere i boss da soli, perché capisci che sono progettati in modo sleale. A quel punto ti viene solo voglia di usare un tool (non una modalità facile, proprio un oggetto di gioco come potrebbe essere banalmente un'arma o un'armatura o un potenziamento) per finire il prima possibile uno scontro che non ti interessa.
Combo velocissime impossibili da schivare anche in fast roll, recuperi immediati che non lasciano spazio al ragionamento… ci sono decine di video di analisi che ne parlano.
Questo vale sia per i boss principali che per i tantissimi boss secondari. Non potete immaginare il mio sgomento quando ho visto due mini-boss che avrò già affrontato tipo cinque volte diventare il boss obbligatorio per accedere a uno degli ultimi scontri della storia.
In poche parole, ho trovato la difficoltà estremamente artificiosa e poco naturale, al punto da togliermi interesse e immersione. Il boss finale, infine, è stato uno dei meno interessanti e fastidiosi che abbia mai combattuto nella saga, e mi dispiace davvero dirlo.

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Conclusione:

Avrei tantissime altre cose da dire su questo gioco, ma la mia vuole essere un’analisi che lasci comunque a chi gioca il piacere di scoprirlo da solo. Dentro so che Elden Ring è un bellissimo gioco, ma purtroppo fa tantissime cose male perché sceglie di essere un open world banale e poco intrattenente.

Sul DLC non voglio dire molto: non fa niente di meglio o di peggio rispetto al gioco base. Ha alcuni alti, ma anche tantissimi bassi, che rendono l’esperienza complessivamente bella ma frustrante. Un gran peccato.

7

Voto assegnato da Colourbit
Media utenti: 9 · Recensioni della critica: 9.2

Colourbit

ha scritto una recensione su Sonic Frontiers

Cover Sonic Frontiers per PC

Sonic Frontiers - Incompetenza e superficialità

Parto dal presupposto che gli unici giochi 3D di Sonic che ho giocato sono Unleashed, Colors, Generations e Lost World.
Ero partito senza aspettative, perché in parte mi ero già reso conto che Frontiers non fosse un gioco che spiccasse per qualità, ma mi ha davvero stupito quanta delusione e frustrazione sia riuscito a farmi provare.
Voglio analizzare il gioco in diversi punti, cercando di essere chiaro.

– Presentazione

Fin dai primi trailer, il gioco ha sempre avuto l’aspetto di un progetto in Unreal Engine 5 con Sonic schiaffato sopra. E così è: sembra un gioco realizzato da uno studente che prova a inserire Sonic nel proprio progettino su Unreal, stonando completamente con l’ambiente circostante. Nelle mappe non c’è nulla che richiami l’identità della serie, a eccezione delle piattaforme volanti e dei tralicci piazzati a caso nel cielo, che risultano ancora più fuori posto e privi di logica.

Le animazioni sono terribili: le cutscene mostrano due personaggi in croce, quasi immobili come statuine, oppure con animazioni minime e stacchi di telecamera casuali che non comunicano nulla e non mantengono l’interesse. Il design dei boss e dei nemici, per quanto carino, non c’entra nulla con Sonic. I boss sembrano scopiazzati da Evangelion: non trasmettono niente, e lo stesso vale per il boss finale (che non descriverò per evitare spoiler, ma chi sa, sa).

– Prestazioni

Il gioco soffre di grandi problemi tecnici. Oltre a non avere una grafica particolarmente impressionante, presenta pochissime opzioni grafiche, lasciandoti il minimo indispensabile. Quello che ricorderò per sempre sono le impostazioni delle ombre: non solo hanno solo due scelte (basse ed elevate), ma il risultato visivo è identico, mentre dopo un po’ il gioco inizia a perdere FPS in tutto, persino nel menu. Come fa il menu a laggare?

Inoltre, il gioco fatica nel mostrare gli oggetti: dopo un certo numero di metri spariscono e ricompaiono a caso, senza LOD decenti che permettano di riconoscere gli elementi da lontano. Un problema gravissimo per un gioco basato sulla ricerca e sulla scalata di questi oggetti per ottenere collezionabili.
E a volte le impostazioni grafiche si resettano da sole. È un gioco estremamente grezzo e problematico, pieno di glitch e con prestazioni inspiegabilmente instabili.

– Esplorazione

Le mappe, oltre a essere brutte da vedere, sono pessime da giocare. Sono spazi vuoti, privi di utilità, che fungono solo da piano d’appoggio per strutture sparse casualmente per farci correre sopra Sonic.
A causa dei problemi di prestazioni, è anche difficile individuare i collezionabili, perché non si capisce dove inizino le sezioni di parkour, spesso piazzate a casaccio e senza metodo, essendo elementi volanti. E poi sono tantissime senza motivo: sembra che abbiano voluto riempire il gioco di mini-collezionabili per allungare artificialmente la durata, ma il risultato diventa estremamente frustrante in poco tempo.

– Platforming

Il gioco è, giustamente, un platform, ma sembra che gli sviluppatori fossero troppo insicuri su cosa fare con Sonic, lasciando al giocatore la libertà di modificare praticamente tutto: dalla velocità all’ampiezza del salto. Pensate se Mario Odyssey offrisse impostazioni che modificano l’intero platforming: la mappa perderebbe di senso, e le idee dietro al gameplay diventerebbero superflue. Qui succede esattamente questo: il platforming non è progettato con criterio.

Nell’open zone è facilissimo cadere senza capire perché. Sonic si incastra ovunque, è sbilanciato, e a volte non riesce nemmeno a seguire i percorsi impostati dagli sviluppatori. Alcune sezioni sono forzatamente in 2D: la telecamera cambia solo dopo aver toccato certe molle o rail, distruggendo la tridimensionalità della mappa e funzionando comunque male, perché a volte la telecamera non si attiva e la fisica fallisce. Le sezioni platform finiscono quindi per rompersi di continuo: spesso mi ritrovo a saltarle a caso e prendere collezionabili senza sapere come ci sia arrivato.

I livelli del Cyberspace, oltre a essere quasi completamente ricopiati da vecchi livelli con solo tre ambientazioni, risultano totalmente sbilanciati rispetto alla fisica di Frontiers, diventando frustranti e poco appaganti. E a volte non funzionano proprio.

E che fisica, poi… Il gioco manca completamente di “peso”: Sonic fluttua, accelera e decelera senza logica, si rompe al minimo cambio di inclinazione del terreno, diventando ingestibile nell'esplorazione. È estremamente legnoso e, pur essendo intuitivo nelle intenzioni, risulta scomodo e inadatto alle mappe in cui dovrebbe muoversi.

– Combattimenti

Sorprendentemente, il gioco vuole essere anche un hack & slash, ma fallisce anche qui, peggiorando persino quanto fatto con Sonic Unleashed.
Ti dà una serie di mosse sbloccabili con punti esperienza, ma giocando ci si accorge che sono praticamente tutte uguali: si usano con uno o due tasti, fanno sempre il solito tipo di danno e non offrono alcun sistema di rischio/ricompensa. L’unica mossa davvero efficace è quell’attacco che spara raggi e scioglie i nemici (e soprattutto i boss) spammando ripetutamente.

Sconfiggere i nemici è facilissimo e noioso, e il combattimento finisce per andare in contrasto con il platforming: alcuni nemici servono da “ponte” per raggiungere certe zone, ma vengono distrutti dagli attacchi a ricerca, lasciando Sonic sospeso nel vuoto e facendolo cadere.
L’idea del combattimento è totalmente inutile e sviluppata male. Serve solo a giustificare il grinding dei punti esperienza che, dopo la terza isola, e con tutte le mosse sbloccate, non hanno più alcun valore.

Lo stesso vale per le altre statistiche migliorabili (velocità, numero massimo di ring, attacco e difesa), collegate al collezionare Koco e frutti. Ma, considerando che la velocità può essere impostata manualmente nel menu, il tutto risulta forzato e poco utile dal punto di vista del gameplay.

– Storia

La storia, accompagnata da cutscene pessime, inizia in modo carino, ma tenta di arrampicarsi su una lore inesistente e poco interessante, con personaggi poco impattanti che, nei fatti, non fanno nulla di rilevante.
Per quanto voglia bene a Sage, il suo rapporto con Eggman viene completamente svalutato perché le cutscene sono inutili e non mostrano nulla di significativo. Qualsiasi evento accada, qualsiasi rischio venga creato, viene subito smontato da una scena successiva che annulla ogni tensione. È una cozzaglia di idee buttate lì per costruire un gioco, ma non dice nulla di realmente importante.

La cosa che non comprendo è come questo titolo abbia ricevuto voti così alti, quando ad esempio Pokémon ZA è stato (giustamente) distrutto da tutti, e non mi sembra così diverso in termini di incompetenza del team. Qui il problema è l’incapacità completa e la mancanza di fiducia del Sonic Team nel creare un gioco decente per gli standard moderni, pieno di bug e problemi di quality of life che se sto qua ad elencarli facciamo notte.

Non va bene, non va bene per niente. Non trovo quasi nulla da salvare in questo gioco. E non parliamo del DLC: prende tutto ciò che già non funzionava e lo peggiora ulteriormente. Un gran peccato.

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