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Katonji
Cover Dark Souls II: Scholar of the First Sin per PS4

Un passo indietro, ma...

Dark Souls 2 è un titolo estremamente controverso, praticamente in ogni suo elemento.
L’impatto iniziale personalmente è stato tragico, per colpa di un sistema di movimento legnoso e involuto rispetto al primo capitolo.
Ma l’involuzione c’è praticamente sotto tutti i punti di vista.
Passi indietro sono stati fatti sotto il fronte giocabilità, design, move set, boss(che praticamente sono tutti uguali).
La cosa peggiorata in modo drammatico è pero il level design, totalmente involuto rispetto alla grandiosa mappa di Lordran. Col risultato che DS2 è un corridoio pieno di trappole infami e pigre, con cambiamenti di scenari senza senso, o soprattutto bastardate di gameplay aggiunte solamente per farti sembrare il gioco difficile(come ad esempio l’impossibilità di entrare nella nebbia se qualcuno ti colpisce, una roba orribile, soprattutto se attorno mi metti 15 cavalieri, fottuto demone della forgia).
Texture ripetute e asset riutilizzati in modo esasperato e ricolo.
Eppure... superato l’orrendo impatto iniziale, ci sei rende conto che valutando DS2 come un semplice gioco, e non come il sequel di un capolavoro, risulta comunque superiore a tantissimi videogiochi moderni.
Ma in generale dal castello di Drangleic in poi il gioco migliora sensibilmente, e anche la Lore, abbastanza anonima fino a quel momento, ha i suoi bei momenti, e non nego che una scena in particolare mi abbia davvero emozionato.
Nonostante ciò anche a livello di Lore ho trovato cose che non mi sono andate giù. Innanzitutto i troppi richiami a Lordran che però sembrano spesso buttati a caso(esempio lampante il vecchio ammazzadraghi che, invece di farmi dire wow, mi ha solamente fatto storcere il naso).
Spoiler
Andando più nello specifico, la scena che ho trovato più impattante è stata sicuramente l’incontro con Vendrick. Il sovrano tanto decantato, atteso per tutto il gioco, che è però ormai un patetico essere vuoto, che vaga in tondo nell’oscurità. Una scena a dir poco avvilente, che ci consegna un sovrano privo di dignità. Una scena da brivido, umana, vera.
Inoltre tutto il rapporto tra lui e Nashandra, vero fulcro che scatena gli eventi, l’ho trovato bellissimo, lontano dalle fredde leggende del primo Dark Souls, molto più umano e vero.
Peccato che oltre a questo e alla storia del Re di ferro ci sia poco altro di davvero interessante, nel regno di Drangleic.
Sommariamente non un brutto gioco DS2, ma un passo indietro che dimostra ancora una volta come una direzione univoca di un grande autore possa fare la differenza.
Grande plus del gioco sono però i DLC, in particolare il secondo. Contenuti che riescono a limare i difetti del gioco, aggiungendo aree più complesse e boss memorabili. Il cavaliere di nebbia e Sir Alonne rappresentano senza dubbio dei bellissimi scontri, nonché i migliori di tutto DS2..
Tante cose non vanno, ma DS2 è un gioco che ha un cuore, una propria personalità, che non ha quasi mai bisogno di appoggiarsi al primo capitolo(anzi i momenti peggiori sono proprio i riferimenti a DS) e, nonostante sia pieno di problemi, più passa il tempo più lo apprezzo.

Katonji

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