Toniuz a proposito di Resident Evil Requiem
Stasera si inizia, ovviamente difficoltà classica ![]()
La famiglia naturale è quella composta da un Toniuz ed un Pigi.
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Toniuz
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Stasera si inizia, ovviamente difficoltà classica ![]()
Final Fantasy Tactics è un titolo che negli anni ho sempre voluto recuperare ma che per un motivo o per un altro ho sempre procrastinato. Due sono gli aspetti che mi hanno colpito molto in positivo: la qualità della scrittura e la profondità del sistema di gioco.
La storia di Ramza Beoulve e Delita Heiral viene narrata con cura e dovizia di particolari, forse anche troppi dato che a tratti non nascondo di aver fatto fatica a seguirla. Il gioco, infatti, non si limita a raccontare una guerra, ma entra nel merito di come il potere venga costruito e manifestato: intrighi politici, uso della religione, costruzione della verità storica rispetto a quella reale. Temi che ancora oggi - rapportati a ciò che accade nel mondo - risultano attuali in modo quasi inquietante.
Il mondo di gioco è vasto ma descritto in modo minuzioso, e la sua conoscenza, unitamente a quella dei tanti personaggi che lo popolano con ruoli più o meno importanti, è fondamentale ai fini della comprensione del tutto. Tutti questi elementi contribuiscono ad una narrazione più complessa e meno “canonica” rispetto ad altri capitoli della serie.
Forse avrei gradito un maggior approfondimento sulla storia personale di alcuni personaggi del party, dato che la possibilità di reclutare in squadra anche componenti "non canonici" porta a non affezionarsi mai davvero ai personaggi che non vengono utilizzati
Dal punto di vista del gameplay, il sistema di classi è uno dei più completi che mi sia capitato di sperimentare, soprattutto se contestualizzato al periodo di uscita. C'è una grande varietà di classi, ognuna con abilità specifiche facilmente combinabili tra loro. Questo permette di creare personaggi molto diversi e di adattare la squadra al proprio stile di gioco. È un sistema che premia chi sperimenta e che offre una libertà strategica notevole, su questo ancora oggi penso sia tra i più evoluti. In fasi avanzate, però, questo meccanismo può generare combinazioni troppo forti che rompono letteralmente il gioco.
Il sistema di combattimento a griglia funziona bene e introduce elementi importanti come il posizionamento, l’altezza e la tipologia del terreno. Le battaglie richiedono pianificazione e non si basano solo sulle statistiche, ma anche sulle scelte tattiche. Sotto questo aspetto il gioco è invecchiato bene ma è fisiologicamente limitato dagli anni che ha. Alcuni scontri, inoltre, sono sbilanciati, con picchi di difficoltà improvvisi, e creano un ritmo generale discontinuo, alternando momenti molto lenti ad altri più intensi.
La colonna sonora merita una menzione a parte. Non è particolarmente ricca in termini di numero di tracce, e non posso definirla spettacolare, ma è ben utilizzata e coerente con il tono del gioco, l'ho trovata efficace e funzionale.
In definitiva, Final Fantasy Tactics è un titolo che mi è piaciuto molto nonostante appartenga ad un genere che non ho mai approfondito quanto forse avrei dovuto, e ha saputo regalarmi diversi momenti di stupore legati alla trama che non mi aspettavo. ![]()
ND. il voto si riferisce al gioco non alla qualità della remastered.
Voto assegnato da Toniuz
Media utenti: 8.7
30 anni di Resident Evil.
30 anni dalla nascita della mia serie preferita in assoluto. No anzi, è qualcosa di più: è proprio una parte fondamentale della mia vita intera, un qualcosa di imprescindibile a cui ho legato ricordi, momenti importanti, amicizie e rapporti speciali, vicende indimenticabili ed altre più difficili. Resident Evil in un modo o nell’altro è sempre stato lì, accompagna la mia esistenza sin da quando la scoprii per la prima volta.
In realtà, pur conoscendola di nome tra riviste, citazioni e sentito dire, ho iniziato a viverla soltanto anni dopo i suoi inizi su PlayStation, partendo con il remake del capostipite per GameCube. E scoperto per purissimo caso, in maniera del tutto casuale.
Era il settembre del 2003, avevo 12 anni. Ai tempi ero alla ricerca di una versione americana di Mario Golf: Toadstool Tour per GameCube, già disponibile in versione NTSC ma che in Europa sarebbe arrivato soltanto un intero anno dopo. Non volendo aspettare così a lungo, avevo iniziato a passare in rassegna tutti i negozi di Roma nella speranza di trovare una copia del gioco e un Freeloader, un disco che consentiva di bypassare il blocco regionale del Cubo ed avviare anche i titoli Import.
Il Freeloader lo trovai infine nel mio negozio di riferimento di allora (e che ormai dal 2019 non esiste più), ma nessuna copia di Toadstool Tour perché non trattava l’Import. Considerato il rischio che forse non saremmo riusciti a trovarlo, mio padre mi suggerì di prendere un altro gioco in alternativa così almeno da avere qualcosa di nuovo con cui giocare. Controllando tra gli usati per GameCube disponibili in quel momento in negozio, l’occhio cadde proprio sulla cover di Resident Evil: solo il logo del gioco in bianco su uno sfondo oscuro. Era a buon prezzo, ne avevo sentito parlare molto bene sulle varie riviste di allora per la console Nintendo, ed allora in maniera del tutto casuale dico: “Proviamo con questo”.
In verità, continuando a cercare in altri negozi quello stesso giorno, Mario Golf americano alla fine saltò fuori e dunque lo prendemmo. Tornai a casa con due giochi, quello ardentemente desiderato… E quello preso totalmente a caso come alternativa.
Ma incuriosito provai prima proprio Resident Evil. Quell’occhio sinistro nella schermata iniziale era inquietante. Scelsi Chris Redfield come protagonista e subito dopo mi ritrovai impreparato di fronte a ciò che mi aspettava. Rimasi letteralmente di sasso davanti al filmato iniziale, con un branco di cani zombie che sbranano il malcapitato di turno in mezzo a una foresta oscura e gli altri sopravvissuti che corrono a tutta velocità verso una via di fuga che si concretizzerà in una villa.
“Benvenuto al Survival Horror”, campeggia sullo schermo. Io ero rimasto pietrificato di fronte a quelle scene non essendo abituato a “giochi maturi”. Ma un momento dopo, pensai di aver visto la cosa più spettacolare in assoluto in un videogioco.
Ed immediatamente rimasi rapito da Resident Evil, dalle sue atmosfere spettrali, gli scenari claustrofobici, gli enigmi e le mostruosità di Villa Spencer. Provavo nei confronti di questo gioco un’attrazione magnetica che mi rendeva impossibile posare il controller e spegnere la console.
Emozioni nuove, uniche, mai provate prima.
Permettetemi alcuni sp.oiler, avviso per sicurezza anche se immagino che un po’ tutti ormai conoscano il primo RE. Non dimenticherò mai il fiato sospeso nel momento in cui si scopre la verità su Wesker ed il risveglio del Tyrant. Non dimenticherò mai i brividi che invasero tutto il mio corpo al momento della fuga finale: la musica ansiogena in sottofondo, l’allarme incessante e una voce robotica che ripete ossessivamente che il sistema di autodistruzione del laboratorio è stato attivato. Non dimenticherò mai il cuore battere a mille nel momento in cui Chris lancia il razzo di segnalazione sull’eliporto per avvisare il pilota Brad, preludio al gran finale contro il Tyrant. Non dimenticherò mai la sensazione di sollievo provata di fronte ai protagonisti finalmente liberi da quell’incubo, in volo in elicottero mentre sorge una nuova alba.
Le emozioni provate con Resident Evil non le ho mai più provate con nessun videogioco al mondo. Mai più.
Quello fu solo l’inizio. Da quel momento in poi Resident Evil divenne una nuova certezza. Presi un poco alla volta tutti gli episodi mancanti e comprai al lancio tutti i giochi successivi, attendendo con impazienza l’arrivo di ogni nuovo capitolo e spin-off. Persi la testa per Resident Evil 2 e 3 anche se sul Cubo non avevano la grafica del remake di RE1, capendo che in fondo la grafica non è mai stata un fattore per me così fondamentale, anzi. Giocai fino alla nausea Code Veronica X e feci modificare la mia prima PS2 soltanto per giocare prima Resident Evil Outbreak.
Per i miei 14 anni mi venne regalata la copia americana di Resident Evil 4, diventato il mio gioco preferito in assoluto cambiandomi ulteriormente la vita. Ho perso il conto di quante volte ho finito Resident Evil 5 e 6, controversi quanto vogliamo ma che in fondo ho consumato senza sosta nonostante il loro essere tanto diversi dagli altri RE.
Non mi sono perso letteralmente nessuno spin-off tra i Chronicles per Wii, i due Revelations e persino i Survivor. Ho recuperato letteralmente ogni singolo Resident Evil esistente anche in più versioni, anche di quelli più rari e costosi come RE Gaiden per Game Boy Color o i più inqualificabili come Operation Raccoon City ed Umbrella Corps, con quest’ultimo che pure se è una merda totale ne custodisco con estrema gelosia la copia fisica.
Ed ho continuato ad amare la serie anche con i suoi giochi odierni, da Resident Evil 7 Biohazard fino al più recente Resident Evil Requiem, passando per i moderni remake. E non vedo l’ora di scoprire quali altri giochi ancora arriveranno nei prossimi anni.
È partito tutto per caso, come una scelta alternativa in un giorno di settembre del lontanissimo 2003. E’ diventato un pezzo imprescindibile di ciò che sono e di tutta la mia esistenza.
Grazie Shinji Mikami. Grazie Capcom. Grazie Resident Evil.
La copertina europea di Rebirth mi ha sempre fatto riflettere molto proprio perché è tra le più snelle e spartane che abbia mai visto, sembrano quelle che trovi provvisorie sui siti per preordinare qualche videogioco quando ancora non c'è una locandina ufficiale ![]()
Comunque bellissimo post, tra l'altro leggendolo e ripensandoci, nonostante sia un media recentissimo rispetto a tanti altri, il mondo dei videogiochi e l'approccio ad essi è cambiato tantissimo in così poco tempo; girare fisicamente per negozi alla ricerca di una copia importata da un altro continente e di un accessorio per bypassare il blocco regionale di una console sembrano eventi avvenuti secoli fa, e invece...
Leggendo la tua storia mi sembra veramente strano che io abbia iniziato prima di te a giocare questa serie, pensavo che tu avessi iniziato molto prima di me.
Quando ero piccolo ricordo perfettamente che mi alternavo tra Mario 64 e RE su PS1, ovviamente contando anche con l'appoggio di mio zio che mi dava qualche dritta.
Ricordo l'intro di RE2 che trovai scioccante e spettacolare allo stesso tempo, col povero camionista che si prese il morso, e rimasi folgorato dalla spettrale atmosfera di Raccoon City all'inizio, alla trasformazione di Marvin...
Poi mio zio si presentò, dopo l'uscita del GameCube, con la sua copia del remake ed era una roba fuori scala, dove già notavamo anche delle novità (i lamenti di Lisa Trevor sotto la scalinata principale dell'atrio... )
Adoro tantissimo anch'io sta serie. Ma penso che nel tuo caso, il tuo inizio non sia partito tutto per caso, eri già destinato
Probabilmente sì, chissà ![]()
Comunque sì, a RE mi sono avvicinato "tardi" ma semplicemente perché la mia infanzia era stata all'insegna di Nintendo, la PS1 l'avevo vissuta molto poco ai tempi ed ai giochi maturi mi avvicinai soltanto durante l'adolescenza. Per questo RE è entrato molto dopo nella mia vita, ma quando è arrivato l'ha cambiata per sempre.
L'ho letto tutto solo adesso ma, da amante della saga, ho provato tanta emozione nel leggere queste righe.
Finalmente arrivatooooo
Però se ne parla settimana prossima per giocarlo ![]()
Guarda quello che sto giocando in sti periodi lol
Non parlo di quelli attuali ma la lista dei finiti quest'anno
Non ci sono interventi da mostrare 😔
Calliope
Goditelo
Zolla
Cosa fai che ti cachi addosso
Zolla
Eh
Astro_
Come và il cacaggio?