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JusBuster

ha pubblicato un video

Bellissima e magica questa colonna sonora, tanto quanto il gioco a cui fa da sottofondo. Giocatelo!!!

Manah Latu

Provided to YouTube by CDBaby Manah Latu · Masdito Bachtiar · Pathetic Experience She and the Light Bearer (Original Game Soundtrack) ℗ 2019 Pathetic Experience Released on: 2019-0..

JusBuster

ha scritto una recensione su Aragami

Cover Aragami per Mac

Lo stealth rimasto nell'ombra

Siamo ben consapevoli dell’aumento esponenziale dei titoli stealth o presunti tali negli ultimi anni. Raramente, infatti, le tecniche furtive sono gli unici strumenti utili per proseguire in un gioco poiché l’opzione dell’attacco frontale è sempre contemplata.

Una delle poche eccezioni è rappresentata da Aragami. In questo action stealth in terza persona, nato come progetto universitario, l’unico modo per poter proseguire è quello di far fuori i nemici in maniera silenziosa. Il lavoro dello studio indipendente Lince Works prende spunto da alcuni titoli sia nell’ambito gameplay, come Tenchu o Dishonored, sia nell’ aspetto grafico, vedi Okami e Journey. Andiamo quindi a vedere come Aragami se e come ha sviluppato e fatto suoi questi aspetti e non solo.

Lo scontro eterno tra bene e male, tra luce e ombra è alla base di Aragami. Lo spirito oscuro che dà il titolo al gioco, viene evocato da una proiezione astrale di Yamiko. Quest’ultima chiede di essere liberata dai componenti del clan Kaiho che, secondo quanto detto dalla ragazza, hanno conquistato la terra dall’ombra Nisshoku, guidata dall’Imperatrice dell’Ombra. Afferma che dopo aver vinto la guerra, hanno imprigionato l’Imperatrice e i suoi servitori nel tempio principale di Nisshoku, tra cui Yamiko.

Per liberarla, l’Aragami dovrà trovare sei talismani per sbloccare la prigione. Questi preziosi oggetti dovranno essere trovati però prima della fine della notte. In caso contrario l’Aragami si dissolverà non appena la luce del sole lo colpirà.

La trama, non cosi banale come potrebbe sembrare, non viene mostrata immediatamente ma ci viene rivelata poco alla volta. Scopriremo la storia grazie a dei flashback o a conversazioni dei nemici, che possiamo ascoltare prima di eliminarli nell’ombra. Aspetto fondamentale inoltre, è che contrariamente a quanto la storia ci insegna, qui le ombre rappresentano il bene contro il regno della luce e i suoi infidi scopi.

Da quanto prima detto, si evince che controlliamo uno spirito oscuro, Aragami, con le sembianze di un assassino, in grado di sfruttare le ombre a proprio vantaggio per eliminare i nemici senza essere notato. Fin da subito notiamo come l’ombra è la nostra unica alleata, un’alleata con la a maiuscola.

Letteralmente con il favore delle tenebre dobbiamo avanzare in varie zone controllate dai soldati del clan Kaiho, raccogliere pergamene utili per le abilità e arrivare alla fortezza senza essere scoperti. La prima abilità con cui dobbiamo destreggiarci è quella del teletrasporto. Aragami può infatti teletrasportarsi su quelle parte di ombra della mappa, ma così facendo impiega “Shadow Essence”, raffigurata sotto forma di rune sul suo mantello. Shadow Essence che si carica e scarica a seconda che ci troviamo nell’ombra o esposti alla luce. Nelle vicinanze di fonti di luce il mantello allora, inizierà a scolorirsi, ed i simboli intessuti su di esso scompariranno e saremo costretti a cercare uno spazio d’ombra.

I nemici rappresentati dalle guardie della Luce, possono metterci KO con un solo colpo. La pianificazione è fondamentale. È indispensabile identificare con esattezza la posizione e i movimenti di ogni sentinella prima di decidere cosa fare, vista l’impossibilità di usare l’attacco frontale. Una volta averci preso la mano, saremo in grado di concatenare gli spostamenti. Ad esempio possiamo creare zone d’ombra come ponte per raggiungere una guardia, abbatterla e tornare immediatamente al sicuro negli angoli meno esposti della mappa.
Alla fine di ogni livello riceveremo una valutazione che considera vari fattori come il tempo impiegato per completare il percorso, la quantità di volte che si è stati individuati e il tipo di approccio adottato. Riceveremo bonus diversi a seconda che il livello sia stato completato senza essere stati scoperti, senza aver ucciso nessuno o se abbiamo eliminato tutte le guardie. Nonostante il loro essere numerosi e la loro cattiveria, l’IA dei nemici non è proprio brillante. Potremo, quindi, eliminarli senza nessuna difficoltà dopo aver ottenuto un cospicuo numero di abilità.

Come sopra anticipato, le pergamene raccolte serviranno ad Aragami a salire di livello e a far crescere l’albero delle abilità, divise in tre categorie: poteri dell’ombra, tecniche offensive, tecniche difensive. Il nostro spirito non sarà da solo. Ad aiutarlo infatti, ci sarà il corvo Kurosu grazie al quale riusciremo ad orientarci meglio e contrassegnare i nemici in modo tale da seguire i loro spostamenti.

È giusto ricordare come il titolo abbia anche un’opzione per giocare in cooperativa. Giocare in compagnia di un amico dà quel pizzico in più che serve.

Inoltre, l’espansione Nightfall, offre una nuova campagna ambientata prima degli eventi della trama principale. Questa permette ai giocatori di cimentarsi in nuove sfide e scenari ancora più complicati offrendo un capitolo importante nella storia della trama originale. Sono presenti gli assassini dell’Ombra Hyo e Shinobu sulle tracce del misterioso “Alchimista” durante una missione conclusiva per recuperare un compagno perduto molto tempo fa. Gli appassionati utilizzano i nuovi poteri dell’Ombra in una campagna diversa che offre tre nuove tecniche dell’ombra e quattro nuovi capitoli.

Dal punto di vista grafico Aragami propone uno stile classico e caratteristico, ispirato ai disegni classici orientali. Lo scontro tra luce e oscurità diventa a livello grafico, un piacevole incontro: degni di nota sono i passaggi dalle zone di ombra a quelle di luce. Anche i luoghi presenti sono ispirati dalla cultura nipponica come i santuari del Monte Koya e di Itsukushima. I dettagli delle ambientazioni sono ben curati, anche senza le opzioni grafiche al massimo e senza necessità di un computer di alta gamma.

Grande difetto invece, è l’instabilità del frame-rate: durante le fasi di teletrasporto o di esecuzione di un nemico, ecco che gli scatti prendono il sopravvento. Situazione che mette a rischio la missione o che ce la fa addirittura fallire.

Il comparto sonoro, invece, fa il suo dovere creando ulteriormente atmosfera grazie a buoni pezzi.

8

Voto assegnato da JusBuster
Media utenti: 8 · Recensioni della critica: 7.5

JusBuster

ha scritto una recensione su Vane

Cover Vane per PS4

Quando le attese diventano...vane

Sicuramente ricorderete la ricerca dei giganti nelle lande desolate di Shadow of the Colossus. O ancora, l’amicizia tra Trico e il piccolo monaco in The Last Guardian e certamente non avete scordato il magico racconto di ICO. Adesso, provate a fondere solo uno di questi con giochi in stile Another World o The Journey. Ecco, i ragazzi di Friend & Foe lo hanno fatto e hanno dato vita a Vane, un titolo che si è fatto molto attendere. Con tutte queste premesse, è possibile che qualcosa sia andato per il verso sbagliato?

Purtroppo si. Vediamo quindi cosa è andato storto e cosa invece può essere salvato.

Il percorso di Vane inizia in salita, già durante il suo sviluppo. L’annuncio infatti, risale metà 2014 e successivamente non si è saputo più nulla fino alla PlayStation Experience 2016 a cui è seguito un altro periodo di silenzio, fino ad arrivare a dicembre scorso, mese in cui è stata fissata la data di uscita, gennaio 2019. Cinque anni di notizie troppo frammentate e di enormi lassi di tempo di vuoto che già non convincevano.

Tutti i dubbi in merito al travagliato sviluppo di Vane, purtroppo non vengono dissipati giocandolo, ma andiamo con ordine. Nel prologo, interpretiamo un ragazzo che tenta di sfuggire da una sorta di evento catastrofico. Già da qui, si intravede lo stile artistico di Vane, che cerca di unire il senso di vastità di Journey con il semplice lato artistico di Another World. L’ambiente che interagisce con il personaggio ostacolandolo, sembra essere l’inizio di una interessante storia che storia non è.

Successivamente passiamo a controllare un corvo e davanti ai nostri occhi si presenta un bellissimo paesaggio sconfinato fatto di canyon, rovine. Il senso di libertà subito si impossessa di noi: volare liberi in un paesaggio completamente senza confini. Ma, volare dove? Cosa dobbiamo fare? Qual è il nostro obiettivo? Ecco, tenete bene a mente quest’ultima domanda perché ci accompagnerà per tutto il resto del gioco. Dopo aver perso un bel po’ di tempo a prendere dimestichezza con i comandi del volatile, tutto fuorché semplici, capiamo che dobbiamo richiamare gli altri uccelli su una banderuola meteorologica posta in cima ad una collina, per far si che questa si rovesci sotto il peso dei volatili e possa rilasciare una sostanza che ci permetterà di trasformarci in un ragazzo. Il motivo di tutto questo? Non ci è dato saperlo.

Dopo esserci trasformati, inizia la nostra avventura all’interno di un edificio-prigione, all’interno del quale, passando dallo stato di volatile a uomo e viceversa, riusciamo a risolvere i vari enigmi e a proseguire, come sempre, senza che nulla ci venga vagamente spiegato.

La mancata spiegazione della trama, per non dire, la totale assenza di essa non è certamente un difetto a priori. Il difetto sta invece, nell’ impossibilità del giocatore di scoprirla, seppur attraverso un ambiente di gioco ricco di indizi che uniti, portano alla scoperta della verità. Ambiente che da un lato lascia a bocca aperta, con una landa desolata sconfinata, fino ad arrivare al paesaggio pre-catastrofe di fine gioco, ma dall’altro risulta essere vuoto e inutile ai fini dell’avanzamento al livello successivo. Troppo grande, ma troppo vuoto.

Tutto ciò rappresentato attraverso uno stile veramente degno di nota che rinuncia a effetti grafici particolari e a texture dettagliate, riuscendo comunque a trasmettere un senso di libertà, quando siamo in volo e un senso di oppressione quando ci troviamo all’interno della prigione.

Sembra che tutti gli sforzi di Friend & Foe siano confluiti unicamente nell’aspetto grafico e stilistico. Le sequenze di volo mostrano enormi limiti: lenti, pesanti, imprecisi e alla lunga frustranti; nonostante dobbiamo comandare un volatile tramite due sole azioni, volare e poggiarsi, tutto diventa snervante, tanto che sembra di essere alle prese con un’incudine. La situazione non migliora quando vestiamo i panni del ragazzo. Ci ritroviamo anche in questo caso a fare i conti con spostamenti lenti ed imprecisi. A questo si aggiungono le criticità di una telecamera inefficace. Non riusciamo infatti a seguire in maniera efficace l’azione e a posizionarsi nell’angolazione più utile, ritrovandoci quindi, a doverla spostare manualmente.

Gli enigmi ambientali sono ripetitivi e obbligano il giocatore a vagare per molto tempo all’interno, come sopra detto, di incomprensibili aree troppo grandi e vuote.

Purtroppo non è finita qui. A tutto questo bisogna aggiungere infatti, la presenza di numerosi bug inspiegabili, visto il gioco così breve (può essere portato a termine in quattro ore circa). che non fanno altro che aumentare la frustrazione e l’impostazione dei check-point per il salvataggio che non sono stati inseriti ad intervalli regolari e quindi, poiché non sappiamo se il salvataggio è avvenuto o meno, al momento di rientrare in game, saremo costretti a ripetere tutta una sezione dal principio.

Ma Vane non è solo questo. La colonna sonora infatti risulta essere fatta molto bene, evocativa, calzante perfettamente con i vari livelli di gioco e mai invadente nei confronti dei rumori ambientali. Nonostante non sia procedurale, riesce comunque a trasmettere al giocatore emozioni e sensazioni.

Sono buone anche l’ambientazione e lo stile grafico che sono di livello ma per il resto finisce tutto qui. Dettagli che, tuttavia, non sono di poco conto perché come vedrete riescono ad alzare il livello globale del gioco.

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