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Kessels

ha scritto una recensione su Animal Crossing: New Leaf

Cover Animal Crossing: New Leaf per 3DS

“Seduto pacificamente senza far nulla
viene la primavera
e l’erba cresce da sola.”

Animal Crossing è una serie degna di attenzione, anche solo per un unico, importante, motivo: perché permette di essere pigri.
Come dire, non si tratta di fuggire dalla realtà (che espressione stupida!), né tantomeno prendersi una pausa, ma piuttosto combatterla: la pigrizia non viene contemplata, tanto più ora che viviamo in un mondo iperconnesso, in cui non solo siamo sempre spinti all'agire (molto spesso controvoglia), ma anche negli attimi di "svago" non facciamo altro che compiere rituali (quotidiani/settimanali/ecc.) più o meno condivisi con altre persone, ma che più in generale ci fanno compiere uno sforzo.
E Animal Crossing invece ci invita a questo: ritagliarci uno spazio solitario - piccolo che sia - in cui semplicemente giocare, ascoltare la straordinaria colonna sonora, girare per la mappa, parlare con i personaggi della nostra città, lasciare che il tempo passi senza potersene accorgere; permette di realizzare una vita che non è permessa, in cui non vi sono obblighi, necessità di fare per forza qualcosa, da cui altrimenti nascerebbe la sensazione di aver perso tempo.
Animal Crossing è un elogio al perdere tempo.

“Adesso, poiché non sono più bambino, la domenica per me è ritornata un giorno fausto. Un giorno che sospende quella richiesta sociale – posta, telefono, appuntamenti – che è la mia fatica della settimana. Un giorno felice perché è un giorno bianco, un giorno silenzioso in cui posso restare pigro, vale a dire libero. Perché la forma votiva della pigrizia moderna è in fondo la libertà.”

Kessels

ha scritto una recensione su Katamari Damacy REROLL

Cover Katamari Damacy REROLL per Nintendo Switch

Katamari Damacy si potrebbe descrivere con: hai una sfera, raccogli abbastanza roba mentre rotola per farla arrivare a dimensioni x.
Ma il gameplay, che pure è l’elemento che contraddistingue i videogiochi da qualsiasi altra opera umana (e che in questo caso è comunque stupendo, nel suo essere tanto semplice e immediato, quanto coinvolgente), non sempre riassume completamente un titolo e questo è uno di quei casi.
Pur durando (purtroppo solamente) 5-6 ore, sarà difficile scordarsi di questo Katamari, dato che opere con atmosfere così palesemente weird (aiutate da uno stile grafico un po’ naive, che io sinceramente ho trovato stupendo e funzionale per il gioco), eppure in un certo modo familiari, sono oramai rare.
La colonna sonora, che passa dallo shibuya-kei (forse il genere che più si avvicina alle atmosfere di Katamari, con le sue mille influenze, fra art pop inglese, psichedelia e lo space age pop, fuse per creare musica estremamente indefinibile) al jazz più classico non fa che aumentare quel senso di familiarità che il gioco trasmette (oltre ad essere bellissima).
Per dovere di cronaca devo però dire che forse si poteva fare qualcosa di meglio coi comandi, visto che controllare il principe e il katamari non sempre è semplicissimo, ma resta comunque il fatto che è un titolo da giocare assolutamente, anche perché su Switch di giochi così non so quanti ce ne siano (sperando nella remaster di We Love Katamari).

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